stampante etichette adesive industriale per la gestione magazzino e logistica

Stampanti etichette adesive: 7 errori killer che fanno perdere tempo

Si sa, scegliere la giusta etichettatrice adesiva è un’impresa vera e propria! Esistono numerosi modelli differenziati per caratteristiche, prezzo, condizioni d’uso o materiali utilizzati. 

Niente panico! Il nostro compito è quello di fornire un manuale pratico e completo delle maggiori difficoltà da evitare per non danneggiare il tuo business.

Vuoi saperne di più? Approfondiamo insieme.

In breve: in questo contenuto approfondiremo i principali errori in cui ci si può imbattere usando un’etichettatrice adesiva. Specificando cause e conseguenze per ciascun punto, l’obiettivo di PTS è semplice: garantire ai nostri interlocutori (clienti?) una soluzione che renda il loro lavoro più snello e flessibile.

header news stampanti etichette adesiva guida ai tipi, caratteristiche e prezzi

1) Codici a barre illeggibili

Hai presente quando consegni un ordine al tuo più importante cliente? È ovvio che il tuo intento sia quello di “far filare tutto liscio”.

Cosa accadrebbe se il responsabile della logistica interna non riuscisse a scannerizzare i codici a barre perché illeggibili?

Si troverebbe a dover compilare della documentazione superflua a mano, allungando i tempi di un’attività non necessaria. Inoltre, incorrerebbe in un rischio di errore molto più elevato dovuto all’inserimento manuale di dati. Il risultato finale sarebbe un totale disastro, con la potenziale perdita del cliente.

Cause:

  • Utilizzo di ribbon non adeguati alla stampante, che generano errori di stampa;
  • Scarsa qualità delle etichette, che provocano una rapida degradazione dell’inchiostro;

🔺Livello di danno per il tuo business: Elevato.

Scegliere il ribbon giusto. 

Nell’individuazione della corretta soluzione, è necessario trovare un equilibrio tra: stampante, supporto di stampa e, appunto, ribbon. Quest’ultimo rappresenta l’elemento essenziale per le etichette adesive a trasferimento termico. 

Come migliorare la qualità di stampa?

☑️ Selezionando il nastro più adeguato alle tue esigenze lavorative, prestando particolare attenzione al materiale di cui è composto il ribbon.

In base alla sua composizione, le principali tipologie sono:

  1. A base cera: consigliato per etichette di carta;
  2. A base mista cera/resina: ideale per stampare su superfici plastiche;
  3. A base resina: adatto su superfici sintetiche.
esempi errori di stampa codice a barre su etichette adesive

VUOI SAPERNE DI PIU’ MA NON HAI TEMPO? NESSUN PROBLEMA.

Scegliere l’etichetta giusta.

In questo caso ti sorgerà spontanea la domanda: le etichette sono tutte uguali? La risposta è semplice: NO! Individuare il materiale corretto è, forse, la scelta più delicata. Non tutte le tipologie, infatti, sono idonee per la tua tipologia di business.

Ecco una guida delle principali tipologie.

  • Carta Vellum.
    Materiale. Composto da sola carta rivestita.
    Contesto di utilizzo. Packaging, etichette di spedizione (settore logistico), etichettatura di conformità e sicurezza dei prodotti (Dgls 31/03/1998), semilavorati e identificazione dei prodotti (settore Retail e GDO).
  • Carta patinata.
    Materiale. Grazie ad un particolare trattamento, possiedono uno stato superiore di alta qualità, che garantisce un’immagine più nitida.
    Contesto di utilizzo. Archiviazione di documenti, packaging, settore Retail e GDO e in tutto quei contesti dove l’aspetto visivo è in primo piano.
  • Carta termica.
    Materiale. I due strati protettivi di cui è composta, proteggono i codici a barre da agenti atmosferici (luce, calore) e sfregamenti.
    Contesto di utilizzo. Settore biomedicale, packaging, spedizione, prezzatura ed identificazione prodotti (soprattutto del settore alimentare).

🤔 Carta termica protetta o termica? La scelta dipende da due fattori: durabilità e qualità. La stampa su carta termica protetta resiste due anni e la sua qualità è decisamente maggiore rispetto alla carta termica. Settori quali alimentare e tessile, hanno obblighi di legge che spingono ad orientarsi su questo tipo di prodotto.

  • Polipropilene.
    Materiale. È composto da materiale sintetico trasparente o bianco, che garantisce un’ottima qualità di stampa, resistenza a graffiature e sbaffi, pur mantenendo costi per rotoli e/o bobine bassi. Risulta essere un’alternativa meno inquinante rispetto al PVC.
    Contesto di utilizzo. Archiviazione documenti, etichettatura di contenitori, settore medico, tracciabilità dei beni, etichettatura dei prodotti chimici e industriali, etichettatura degli scaffali.
  • Poliestere.
    Materiale. Sintetico, utilizzato per stampanti a trasferimento termico formato Desktop. Ottima resa grafica che non scolorisce ed alta resistenza dei contenuti stampanti su cartellini ed etichette.
    Contesto di utilizzo. Lettura contatori, tracciabilità dei beni, etichettatura per avvertenza sostanze dannose, settore automobilistico, tracciabilità dei beni, semilavorati.
  • PVC.
    Materiale. Utilizzata per la tecnologia a trasferimento termico. È formato da componenti termoplastiche ottenuti con materie prime di origine naturale. Ecologico ed efficace per etichette che devono rimanere a lungo visibili e resistere a temperature non standard.
    Contesto di utilizzo. Imballaggi, etichette promozionali e anche per le superfici curve (fino ad angoli di 90°).
esempi di materiali etichette adesive in Polipropilene, carta Patinata e PVC trasparente

2) Annullamento ordini e risarcimenti

Probabilmente avrai intuito anche tu che produrre etichette illeggibili è un grosso danno per la tua realtà (specialmente se di piccole dimensioni). Perché?

L’inserimento di codici a barre a mano – in quanto non scansionabili – comporta delle spese, incidendo sui flussi di cassa e/o generando costi imprevisti. 

🔺Livello di danno per il tuo business: Intermedio. 

Quali sono le cause? Ancora una volta, scarsa qualità del materiale dell’etichetta. Ma vi sono due ulteriori fattori:

  • Scarsa qualità di stampa abbinata ad un modello di ribbon non adeguato.

Ad esempio: non è sufficiente scegliere l’etichetta PVC con tecnologia a trasferimento termico per ottenere il massimo delle prestazioni. È necessario un passo in più: selezionare un ribbon “antigraffio”. 

  • “Matching” errato tra adesivo e materiale sul quale viene applicato. Risultato? L’etichetta si stacca molto facilmente.

3) Etichette danneggiate

Le etichette rischiano di essere grattate o segnate durante i processi di caricamento e spedizione. Così facendo il codice a barre o l’identificativo del collo risultano illeggibili. Un problema non indifferente per le tue attività!

🔺Livello di danno per il tuo business: Basso

Le principali cause sono:

► Utilizzo di ribbon o etichette non adeguate a fronteggiare danneggiamenti. In questo caso è sempre preferibile accoppiare materiale sintetico con ribbon antigraffio. 

Impiego di tecnologie di stampa non adeguate alla destinazione o all’uso dell’adesivo.

Ahimè, non esiste in questo caso una soluzione per scongiurare il problema! Un consiglio che possiamo darti è quello di applicare più adesivi o ricorrere all’accoppiata di un materiale sintetico e un ribbon antigraffio (come riportato sopra). Anche se i costi sono elevati, questo ti permetterà di ridurre la probabilità di successivi problemi con i tuoi clienti.

Una decisione ponderata, sensata e soprattutto orientata a diminuire le spese nel lungo periodo.

VUOI SAPERNE DI PIÙ SUL GIUSTO MATCH FRA RIBBON E ETICHETTE?

4) Adesivo errato e di scarsa qualità

Esistono alcune realtà che sottopongono i materiali a condizioni estreme come umidità, agenti chimici o temperature molto elevate/basse. Va da sé che optare per etichette non progettate ad hoc per rispondere a questi ambienti, comporta diversi problemi. Alcuni possono essere una non perfetta presa dell’adesivo, inchiostro sbiadito o non del tutto aderito sull’etichetta. In parole povere un totale disastro!

🔺Livello di danno per il tuo business: Intermedio

⚠️Come rimediare alla qualità scadente dell’etichetta? 

✔️ Scegliendo un materiale adeguato e orientarsi verso la corretta tecnologia di stampa.

Approfondiamo l’argomento.

Le principali tecnologie di stampa per etichette possono essere:

Quale fattore è discriminante nella scelta tra le prime due alternative? Semplice, la resistenza. Le stampanti a trasferimento termico, rendono le etichette durevoli. Quelle termico dirette, invece, producono stampe sensibili alle condizioni ambientali (come luce, calore o agenti chimici).

SEI CONFUSO, VERO?

Contattaci! Saremo lieti di fornire una soluzione specifica per la tua realtà imprenditoriale.

5) Danni alle testine e bassa qualità di stampa

stampante etichette adesive trasferimento termico aperta con dettaglio componenti meccanici e consumabili interni

Prima di cominciare: cos’è una testina di stampa?

È una componente cruciale delle stampanti per etichette adesive a trasferimento termico. Ma non basta: è tra i consumabili più costosi.

Questa è un elemento importante da tenere a mente per evitare di incombere in danni prima del previsto, abbassando la qualità di stampa con codici a barre illeggibili. 

🔺Livello di danno per il tuo business: Elevato

► La soluzione è davanti agli occhi! Scegliere ribbon ed etichette di alta qualità ed eseguire semplici procedure per la sua manutenzione e corretta configurazione.

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I nostri tecnici lavoreranno al meglio per intervenire in maniera tempestiva 💪

6) Valutazione errata dei materiali di consumo necessari

Non sempre la prevenzione ti salva da imprevisti!

Ci spieghiamo meglio: le etichette ad hoc per la copertura da eventuali imprevisti, sono già di per sé la soluzione completa e adatta alle tue esigenze, questo significa che non serve aggiungere altro. Hai capito bene: non sempre spendere tanti soldi significa aver trovato la soluzione migliore!

🔺Livello di danno per il tuo business: Intermedio.

 

Essere guidati verso il modello di stampante e consumabili più adatti a te, può proteggerti da un altro rischio: investire (a caro prezzo) in un’etichettatrice a colori senza che ci sia un bisogno reale.

Come prevenire questo errore di valutazione?

  • Orientandosi verso un modello monocolore acquistando etichette adesive prestampate;
  • Fornirsi di ribbon colorati da applicare sulle etichette classiche.
modello stampante etichette adesive Honeywell formato industriale a traferimento termico

7) Forniture che non rispettano i requisiti dei clienti

Le medie – piccole realtà hanno come prerogativa per la loro sopravvivenza quella di mantenere stabile il rapporto con il cliente. Questo comporta una spiccata attenzione verso le sue esigenze e una velocità di adattamento ai cambiamenti richiesti.

❓ Cosa succederebbe se non riuscissi a soddisfare le novità imposte dal rivenditore? La risposta è tanto ovvia, quanto dolorosa: perderesti il tuo interlocutore, mettendo in pericolo la solidità aziendale. 

🔺Livello di danno per il tuo business: Molto elevato.

La buona notizia è che la tragedia può essere evitata! Come? 

Dotandosi di macchine per la stampa pronte a conformarsi ai mutamenti del tempo, sia nell’hardware che nel software e scegliere la miglior qualità delle etichette (in modo tale che l’inchiostro non si degradi facilmente). 

8) Non dimenticare di orientarti verso soluzioni con marche valide e conosciute!

Sei stanco, vero? Abbiamo terminato! Ma prima di salutarci, vorremmo darti un ultimo consiglio: opta per prodotti di brand conosciuti.

Molto spesso la scelta dell’acquirente si orienta verso il minor prezzo di acquisto, un criterio sensato, ma che deve essere sempre ponderato alla reperibilità dei ricambi ed assistenza.

Alle volte è meglio scegliere brand diffusi (sebbene comportino un sacrificio economico leggermente più elevato) ma avere la consapevolezza di poter sfruttare due vantaggi:

► Disponibilità delle componenti di ricambio nel mercato libero (sia “fisico” che online);

► Possibilità di ricevere assistenza in maniera piuttosto capillare lungo il territorio.

QUALCOSA NON É CHIARO?

Magari con il supporto di un consulente tecnico affidabile che ti guidi potrai iniziare a vederci più chiaro.

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pennarello che scrive su una lavagna LIM

Tutto sulla Lavagna LIM: come funziona e usarla con efficacia

Di guide su come usare al meglio le funzioni di una lavagna LIM nell’era digitale ce ne sono tante.
Purtroppo, la maggior parte ti fornisce informazioni poco utili, poiché si riferiscono a una tipologia di LIM destinata ad essere abbandonata nei prossimi 2-4 anni.
Facendoti correre così il rischio di prendere decisioni errate: sia dal punto di vista delle funzionalità, sia dal punto di vista del portafogli!

Partiamo sfatando proprio questo mito: oggi una lavagna interattiva multimediale (anche detta semplicemente LIM) è una tecnologia basata su un display touch di medio-grande formato (che può andare dai 40’’ fino a 85’’ pollici) che funziona

pennarello che scrive su una lavagna LIM da 70 pollici

SENZA videoproiettore, e sulla quale è possibile scrivere, disegnare, fare modifiche e interagire con qualsiasi tipologia di contenuti:

  • dalle pagine web ai file doc, excel, pdf e powerpoint;
  • dai video alle fotografie e immagini;
  • dalle app didattiche installate sul proprio pc,
  • fino a programmi professionali di lavoro (Google Scholar, app di Videoconferenza, software AutoCAD, ecc.)

Questa è la tipologia di lavagna LIM su cui si concentra questa guida: uno strumento più semplice da usare, più conveniente e più adeguato alle nuove esigenze per la didattica e il lavoro smart nelle aziende.

Terminata questa noiosa (ma importante) precisazione, possiamo tuffarci nella risposta definitiva alla VERA domanda che ti ha portato qui: “Come funziona una Lavagna LIM e come posso usarla in modo efficace nel mio lavoro?”.

1) Come è fatta e come funziona una lavagna interattiva

Il funzionamento delle moderne LIM è – ti farà piacere saperlo – davvero alla portata di tutti. Una qualità che rende più facile – ti farà ancora più piacere – imparare a padroneggiare le sue funzioni anche senza spendere soldi in corsi dedicati.

Infatti, come anticipato, una lavagna interattiva di nuova generazione non ha più necessità di installare (e di imparare a usare) un videoproiettore! Un bel risparmio di tempo, di pazienza e di soldi per la sostituzione delle lampade ogni 1 o 2 anni. Una durata che non ha pari se confrontato con una moderna LIM, che può arrivare anche a 6 – 9 anni di utilizzo senza bisogno di interventi tecnici!

Questo rende il funzionamento di una lavagna LIM moderna molto semplice che ha solo bisogno di:

  1. un notebook (o un MiniPC NUC) collegato direttamente a
  2. uno monitor LCD multimediale interattivo;
  3. tutti i contenuti caricati sul notebook vengono mostrati sulla lavagna e sui quali sarà possibile interagire direttamente con un pennarello touch o con un dito.

Ma siamo qui per scoprire TUTTO sulle lavagne interattive: bisogna scendere nello specifico ora!

due elementi chiave per il funzionamento di una LIM, infatti, sono i device del punto 1: un Notebook o un MiniPC NUC.
Qual è la differenza?
Un Notebook è un computer “operativo”, dotato di sistema operativo, porte USB e HDMI di entrata, tastiera e display. Un MiniPC NUC (acronimo di Next Unit of Computing) è un computer senza tastiera e display.

Scegliere uno o l’altro comporta delle differenze. Ecco nello specifico come può essere installata una lavagna LIM e cos’altro è necessario per la sua configurazione:

  • un device di collegamento alla lavagna touch attraverso:

    • un Notebook o semplice PC. In questo caso, tutto ciò che mostrerai sul notebook verrà replicato sulla lavagna interattiva. E non importa quale sia il sistema operativo del tuo PC: che sia Apple/iOS o Windows/Android non ci saranno problemi di compatibilità con una lavagna interattiva di nuova generazione;
    • un MiniPC NUC. Con questo strumento potrai usare direttamente la lavagna LIM proprio come fosse un grande PC (anche detto Big PAD). Non dovrai più tenere attaccato un computer portatile personale o aziendale: potrai tenere costantemente collegato un MiniPC compatto, nascosto elegantemente dietro il monitor interattivo della LIM;

  • un cavo HDMI. Necessario per collegare la lavagna LIM al notebook o al MiniPC;
  • una staffa a muro o un carrello mobile sul quale fissare la lavagna in totale sicurezza;
  • un touch-pen e cancellino. Ovviamente, l’avanzata tecnologia ti consente di usare anche solo le dita per scrivere e interagire, il palmo della mano per cancellare, o anche direttamente mouse e tastiera wireless;
  • delle APP professionali per l’interazione, la condivisione e la connessione della lavagna-display touch con tutti i dispositivi mobili (tablet, altri PC o smartphone).
    Sono APP già incluse (da installare o installabili a piacimento) in tutti i modelli di lavagne LIM e monitor interattivi di marca Sharp, ma non previste o non installate in modelli di marca Samsung.
classe scolastica con mani alzate e lavagna LIM di nuova generazione

2) Come funziona una lavagna LIM: interazione e connessione

Bene, abbiamo visto come e cosa serve per utilizzare in modo completo una LIM. E ora che cosa possiamo farci con questo favoloso strumento?

Prima di tutto, possiamo “interagire” con tutti i contenuti che vogliamo. Ma esistono tanti tipi di azioni che potrai realizzare su una lavagna LIM. Eccole tutte:

  • scrivere su un “foglio bianco” (anche detto whiteboard), proprio come una lavagna classica. Potrai abbozzare una veloce tabella; cambiare foglio (salvando il primo) e su un altro fare prendere appunti durante un’interrogazione o una riunione. Una lavagna interattiva può avere fino a 99 fogli su cui interagire liberamente e salvare i contenuti;
  • modificaremanipolare (ingrandire, ruotare, tagliare, colorare, ecc.), prendere appunti e annotazioni su file di qualsiasi tipo e formato: doc, excel, PDF, immagini e persino video;
  • fare tutto quello descritto nel punto precedente, ma su più file in contemporanea. Mentre visualizzi un video, puoi prendere appunti in tempo reale; mentre modifichi un compito in classe in file PDF, puoi fare aggiornamenti sui voti su un file excel.Una funzionalità importante, soprattutto se utilizzata per fare lezioni online o videoconferenze di lavoro a regola d’arte: potrai infatti, mentre fai lezione o riunione con un cliente, mostrare contenuti specifici e interagire in tempo reale con essi;
  • utilizzare APP per la didattica, installabili gratuitamente direttamente sulla lavagna LIM. Tra queste ad esempio: timer, lettori multimediali, Pdf Reader, registrazione dello schermo, Spinner, Quiz e Sondaggi, strumenti di matematica e geometria, ecc.
  • modificaresovrascrivere e fare annotazioni su pagine Web. Per esempio, mentre navighi un sito che riporta un capitolo specifico di un’opera che manca dal libro di testo, puoi fare sottolineature o prendere appunti direttamente sul testo.

Sulla scacchiera degli elementi per far funzionare una lavagna interattiva manca un pezzo: la connessione Internet!

Niente paura. Una connettività Web è un elemento importante, ma non indispensabile per il funzionamento di una LIM moderna. Infatti, tutte le funzioni di interazione e di lavoro sulla lavagna sono possibili anche senza essere connessi.

Tuttavia, la possibilità di connettere a Internet la lavagna LIM può offrire possibilità di interazioni più avanzate. Un valore aggiunto non da poco. Perché?

Perché potrai sfruttare una serie di funzionalità aggiuntive che possono letteralmente far decollare il tuo lavoro a scuola o in ufficio. Per esempio per:

  1. far funzionare la LIM come un grande PC, navigando e interagendo direttamente su pagine web;
  2. collegare la lavagna touch ai dispositivi mobili (tablet, smartphone o PC) in classe o in ufficio, per condividere in tempo reale documenti, fogli virtuali di appunti, o lavorare in contemporanea su uno stesso file;
  3. interagiremodificare e lavorare in tempo reale su documenti via Cloud (come Google DriveOneDrive, ecc.).
monitor interattivo appeso alla parete di una sala riunioni aziendale

🔦 Ti potrebbe interessare da leggere: “Monitor Interattivo o Lavagna LIM: Tutte le caratteristiche

3) Utilizzare una LIM: funzioni specifiche

Nelle lavagne LIM di marca Sharp – e nelle loro versioni più avanzate di monitor interattivi – troverai già disponibili app e funzionalità vitali per il loro utilizzo professionale. Davvero una comoda caratteristica!

Cosa si intende? Strumenti di lavoro e caratteristiche tecniche utili sia per potenziare la didattica nelle scuole (anche a distanza), sia per rendere più efficace e flessibile il lavoro nelle aziende:

  • Display Connet: l’app dedicata che permette di collegare wireless fino a 50 dispositivi mobili (tablet, smartphone e PC) ad una unica LIM. Cosa potranno fare? Vedere in tempo reale tutto ciò che viene visualizzato, scritto o modificato sulla LIM. A scelta, è possibile concedere ad uno dei device collegati il “controllo” della lavagna per interagire direttamente;
  • Audio e Video integrati: così come esistono dimensioni di LIM per tutti i gusti (da formati grandi da scrivania, fino a quelli large per pareti), così la risoluzione video di queste tecnologie propone il meglio. Dal Full HD fino all’Ultra HD (4K).
    Nel 99% dei modelli odierni, le lavagne LIM hanno sistemi di audio incorporati, eliminando quindi la spesa di acquisto di casse di casse o speaker esterni;
  • Pen Software Overlay: l’app firmata Sharp unica nel suo genere e che pochissime altre LIM sul mercato vantano (almeno già inclusa con la lavagna). Perché? Perché ti consente di interagire con QUALSIASI tipo di contenuto in modalità sovrascrittura. In altre parole: se stai guardando un video, una pagina web, un percorso su Google Maps, attivando il software potrai scrivere, colorare, salvare o addirittura stampare direttamente quel contenuto specifico che stai visualizzando. Comodità senza confronti;
  • Connettività con stampanti professionali: sapevi che una moderna lavagna LIM può allacciare facilmente un filo diretto con una stampante professionale? Un vantaggio di sicura efficacia, velocità e sicurezza in ufficio o a scuola. Un sistema già incorporato nella maggior parte delle LIM, che consente loro di “dialogare” direttamente con fotocopiatrici multifunzione.Per farci cosa? Scansionare un documento da vedere in riunione coi colleghi, stampare direttamente gli appunti o schemi realizzati sulla lavagna; scannerizzare il render di un prodotto da mostrare e modificare in tempo reale davanti ad un importante cliente.Se una persona più “digitale” e meno “materiale”? Apprezzeresti sicuramente la possibilità di collegare un account di posta elettronica qualsiasi (Gmail, Outlook, ecc.) e inviare immediatamente un file modificato o creato sulla lavagna LIM.
  • Multitocco: la maggior parte delle lavagne interattive permette di realizzare fino a 10 tocchi singoli sullo schermo. Quindi, fino a 10 persone singole possono interagire con i suoi contenuti. In alcuni modelli di monitor interattivi avanzati, i tocchi in contemporanea possono arrivare fino a 30;
  • Multischermo: l’asso nella manica di casa Sharp e unico nel suo genere per offrire multioperatività fluida e in tempo reale. Fino a 4 dispositivi (mobili e non) possono lavorare insieme e in contemporanea sulla stessa lavagna.
lavagna LIM con 4 dispositivi mobili collegati contemporaneamente che dividono il monitor in 4

4) Lavagna LIM: i costi

Lavagna LIM di nuova generazione? Chissà che prezzi!”. Se è quello a cui stavi pensando, niente paura.

È vero: rispetto a un modello tradizionali dotate di videoproiettore, il costo di una lavagna LIM di nuova generazione è più alto.

Vediamo in dettaglio però, perché ci sarà una sorpresa!

Quale fattore è discriminante nella scelta tra le prime due alternative? Semplice, la resistenza. Le stampanti a trasferimento termico, rendono le etichette durevoli. Quelle termico dirette, invece, producono stampe sensibili alle condizioni ambientali (come luce, calore o agenti chimici).

🔦 Ti potrebbe interessare approfondire: “Lavagna Interattiva Multimediale: Prezzi e Modelli migliori

Costo di una lavagna interattiva multimediale tradizionale:

  • schermo lavagna da 77’’ pollici: prezzo medio 700€;
  • videoproiettore professionale interattivo Epson: prezzo medio 1.100€ – 1.300€;
  • Notebook o PC: prezzo medio 400€;
  • lampada nuova per videoproiettore e manutenzione: prezzo medio tra i 100€ e i 300€ ogni 1 o 2 anni.

Costo di una lavagna LIM moderna:

  • monitor touch da 65’’ pollici: prezzo medio 1.900€;
  • MiniPC NUC: prezzo medio 600€;
  • nessun intervento tecnico frequente necessario.

A parità di elementi e funzionalità, una lavagna LIM tradizionale costa meno di un modello più moderno. Ma c’è una differenza fondamentale che sposta l’equilibrio della “partita”.

Come vedi, una lavagna interattiva di nuova generazione non ha costi legati alla manutenzione tecnica del videoproiettore: una caratteristica che la rende, sulla base del suo ciclo di vita medio (6 – 9 anni), più conveniente di un modello tradizionale.

Infatti, se consideriamo il prezzo una lampada nuova per un videoproiettore (300€, comprensivo di intervento di un tecnico e di IVA) e il periodo ciclico di sostituzione necessaria (ogni 2 anni), avremo fino a 900€ spesi in più in 6 anni. Ecco allora che il valore (e anche il prezzo finale nel corso del ciclo di vita) di una lavagna LIM moderna è di gran lunga più vantaggioso di un modello con videoproiettore.

Altri vantaggi per insegnanti e aziende? Certo!

In quanto strumento tecnologico per la didattica e per le attività professionali, l’acquisto di una lavagna LIM o di un monitor interattivo più avanzato può godere di specifiche agevolazioni:

  • per le scuole: utilizzo del bonus insegnanti. Una risorsa utile che può anche essere utilizzato per l’acquisto di strumentazioni elettroniche digitali per la didattica multimediale della scuola;
  • per le aziende e professionisti: utilizzo del piano Industria 4.0. Un Credito d’Imposta tra il 20% e il 40%, valido dall’1 Gennaio 2020;
  • per tutti: soluzione di Noleggio, invece che di acquisto. In pratica: una soluzione a rate, al termine della quale la proprietà del monitor o lavagna touch rimane a te!

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video collaborazione tra due dispositivi mobili collegati a una lavagna LIM

Lavagna Interattiva Multimediale: i Prezzi e i Modelli migliori

Che sia per fare DAD (didattica a distanza), riunioni o presentazioni da remoto ai tuoi clienti, avere (almeno) una Lavagna Interattiva Multimediale connessa non sarà più una scelta: ma uno strumento efficace di lavoro immancabile!

Attenzione però: non tutti i prezzi e i modelli di lavagne LIM sono simili! E non è nemmeno detto che offrano – a parità di costo – lo stesso livello di qualità, durata e semplicità di utilizzo.

Fai bene quindi a informarti e fare valutazioni approfondite. Per questo sei sulla guida giusta!

Che sia per fare didattica a distanza (DAD), lezioni in classe, video-riunioni e lavorare in collaborazione, acquistare o noleggiare una lavagna LIM professionale è una scelta delicata e che ti richiede di essere scrupoloso nel raccogliere le informazioni necessarie.

Informazioni che ti daremo qui, dove potrai vedere i prezzi e i modelli delle LIM più apprezzate. Che sia in ufficio o a scuola! Non perdere altro tempo: inizia a confrontare!

1) I prezzi di una lavagna LIM: importante premessa

Che le lavagne LIM di nuova generazione (SENZA videoproiettore) costino quanto i modelli con videoproiettore, lo avevamo già spiegato in questo approfondimento su come funziona una Lavagna Interattiva Multimediale.

 

Se già non l’hai fatto, smetti di cercare soluzioni di lavagne multimediali con videoproiettore!
Sono ormai tecnologie molto più difficili da installare e da utilizzare, che portano con sé anche guasti e necessità di interventi tecnici molto più frequenti rispetto alle “sorelle” LIM di nuova generazione.

Queste ultime, tecnologie in parte leggermente più costose rispetto alle vecchie soluzioni con videoproiettore, ma decisamente più economiche nel medio periodo, poiché non comportano frequenti sostituzioni o riparazioni di componenti hardware.

In altre parole: in questa guida troverai prezzi di modelli LIM professionali e tra i più usati sia in ambito educativo che business. Infatti, laddove significativo per tua comodità nella tabella sotto dei costi e delle caratteristiche di ciascun modello, abbiamo evidenziato l’utilizzo più consigliato: per la didattica o l’uso per professionisti.

Buon divertimento!

2) Tabella prezzi lavagna LIM e modelli 

3) Il prezzo di una lavagna LIM non è tutto

Come hai visto dalla tabella, il prezzo non è il solo fattore che caratterizza una lavagna interattiva multimediale.

È fondamentale infatti – quando si cercano informazioni su una LIM – avere una prima idea chiara delle altre caratteristiche più importanti dello strumento. Sì, quelle che abbiamo riassunto e nella tabella per ciascun modello.

Perché se in parte è vero che ormai tutti i monitor touch professionali ti permettono fare le stesse cose e di portare a termine il tuo lavoro, c’è un significativo divario – da modello a modello – su COME ti aiutano a farlo.

Ad esempio: se un modello ha un sistema operativo specifico piuttosto che un altro, è un fattore da tenere in forte considerazione se non hai internamente (in azienda o a scuola) personale IT tecnico che lo conosce e che può intervenire in caso di guasti.

Un altro esempio, è l’affidabilità tecnica dell’hardware: se l’utilizzo che farai della lavagna LIM è importante e a lungo termine, meglio mettere in prima posizione quei modelli magari più costosi sulla carta, ma che sono ben noti sul mercato per la loro resistenza e durata anche con intensi utilizzi continuativi.

Ecco perché vedere in azione i modelli dei LIM selezionati – tra i più conosciuti, affidabili e utilizzati nel mondo – può di certo aiutarti a fare più chiarezza!

SHARP

CLEVERTOUCH

WACEBO

SMART TECH

SAMSUNG

4) Conclusioni

Sei a metà del tuo viaggio per avere informazioni complete su quale soluzione di lavagna interattiva LIM orientarti.

I prossimi passi che ti consigliamo di fare sono (in questo ordine):

  1. approfondire tutte le fondamentali caratteristiche e differenze di un Monitor Interattivo/Lavagna LIM di nuova generazione;
  2. chiedere proprio l’informazione che ti manca, proprio nel momento in cui ne hai più bisogno a un nostro specialista tecnico.

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Stampanti Etichette Adesive: guida ai tipi, caratteristiche, prezzi

Avere in testa una foto nitida del vasto mondo delle stampanti per etichette adesive è faticoso, pericoloso, ma remunerativo! Perché “faticoso”? Perché ci sono davvero tanti fattori da avere sotto il naso (niente paura però: non tutti sono così importanti da essere ricordati) e difficili da reperire in un’unica fonte.

Perché “pericoloso”?

Perché ordinare o acquistare un’etichettatrice qualsiasi – soprattutto in un periodo così delicato – rappresenta una seria minaccia alla liquidità di cassa aziendale.

Perché “remunerativo”?

Perché trovare il modello di etichettatrice adesiva adeguata ha un diretto impatto sulla riduzione dei costi per le forniture e sull’efficacia del proprio lavoro (e quindi, della propria produttività). È per questo che abbiamo deciso di dedicare 3 giorni alla preparazione di questa completa e accurata guida!

Tempo ben impiegato per un solo obiettivo: aiutare chi, come te, deve valutare l’acquisto di una etichettatrice adesiva e i relativi materiali di consumo, ma non è un esperto e non sa da dove partire.

Basta chiacchiere: iniziamo a conoscere questi dispositivi in dettaglio!

intestazione pagina per la fornitura di stampanti etichette adesive

1) Tipologie di Stampanti per Etichette Adesive

Partiamo dal generale, per scendere nel particolare. In base alla loro tecnologia di stampa, esistono 3 tipologie di macchine per etichette adesive:

  1. modelli a Trasferimento Termico;
  2. modelli Termico Diretto;
  3. modelli Digitali (laser e getto d’inchiostro).

Come fai, quindi, ad avere un’idea se per il tuo lavoro quotidiano sia meglio la prima piuttosto che la terza?

Ci sono 3 elementi da considerare (come vedrai, li ritroveremo anche più avanti, insieme ad altri):

  • Che compiti dovranno svolgere le etichette (; avvertenze; gestione di magazzino; ordini e spedizioni; targhette prodotti; ecc.)?
  • Che ciclo di vita devono avere le etichette adesive (permanente; temporaneo; medio-termine; ecc.)?
  • Su quali materiali andranno attaccate le etichette (elettrico; semplici bancali di cartone; con angoli arrotondati o smussati; targhette per piccoli prodotti; ecc.)?

Ciascuna delle 3 tipologie di etichettatrici adesive menzionate (trasferimento termico, termico diretto e digitali) ha caratteristiche tecnichevantaggi e punti deboli che le rendono preferibili per specifiche attività e obiettivi. Vediamole in dettaglio.

Stampanti a TRASFERIMENTO TERMICO

►Come stampano?

Stampano etichette tramite ribbon inchiostrato. I materiali di cui è fatto il ribbon rendono l’etichettatrice più performante a seconda dell’utilizzo che verrà fatto dell’etichetta. Tra i principali materiali di cui è fatto il ribbon: cera, resina, o una miscela delle due sostanze.

►Quali sono i suoi consumabili/componenti principali?

Uno dei suoi componenti più importanti (oltre al ribbon) è la testina di stampa. Non seguire semplici procedure per la sua manutenzione significa rischiare di danneggiare e dover sostituire questo pezzo, uno dei componenti più importanti di queste macchine.

►Quali sono i problemi principali che possono arrivare?

Uno degli errori più frequenti che viene fatto è di acquistare una stampante per etichette a trasferimento termico con un modello di ribbon che non si abbina perfettamente al tipo di etichetta che viene utilizzata. Risultato? Stampa di bassa qualità, codici a barre illeggibili, inchiostro che non si fissa correttamente.

►Su quali etichette è meglio che stampino le etichettatrici a trasferimento termico?

Queste macchine – rispetto agli altri tipi – stampano le etichette con un processo a bassa temperatura. Questo ti permette di scegliere le etichette tra una grande varietà di materiali, diversi in base alla superficie su cui dovranno essere applicate.

Tra questi materiali possiamo avere: 1) carta (vellum), 2) polipropilene, 3) poliestere, 4) film in vinile o nylon. Le caratteristiche tecniche di queste etichette rendono le macchine per etichette a trasferimento termico apprezzate perché soddisfano differenti necessità di etichettatura. Sia per quanto riguarda la resistenza adesiva o della qualità durevole di stampa dei codici a barre.

Tra queste differenti esigenze di stampa: resistenza a sostanze chimiche, temperature estremamente alte o basse, esposizione alle condizioni esterne, scannerizzazione del barcode da lunghe distanze, ecc. Sono utilizzate da chi ha necessità di stampare etichette con codice a barre di alta qualità e di lunga durata nel tempo. Infatti, ciò che rende le macchine a trasferimento termico imbattibili, è la stampa di etichette con inchiostro che non sbiadisce né sbava.

►Quali sono i vantaggi delle stampanti a trasferimento termico?

Resistenti allo sbiadimento: un risultato che non può essere raggiunto da etichette realizzate con stampanti termiche dirette, o con stampanti “da ufficio”.

Le etichette a trasferimento termico – in particolare le combinazioni di nastro in resina / nastro in plastica – non hanno rivali per:

  1. durabilità e resistenza allo sbiadimento;
  2. stabilità della resa grafica e della stampa anche se in contatto con agenti dannosi (acqua, solventi, acidi, ecc.)
  3. qualità duratura anche se esposte a condizioni ambientali esterne (pioggia, freddo o caldo intensi, luce solare diretta, ecc.)

Codici a barre superiori: se la stampa di etichette con codici a barre sono un elemento vitale per la tua attività, allora vorrai con te una etichettatrice adesiva a trasferimento termico. Al 100%. Questo perché sono in grado di stampare in modo preciso le larghezze di barra e barcode accurati e facilmente digitalizzabili.

Compatibile con PC: molte macchine trasferimento termico sul mercato sono compatibili con PC e consentono di importare rapidamente immagini e testo dal computer alla stampante. Inoltre, l’utilizzo di software di editor proprietari o di terze parti rendono facile il collegamento ai gestionali o software di controllo gestione già in forza alla tua azienda.

Molte opzioni per i supporti di stampa: come già accennato, le stampanti a trasferimento termico, offrono una vasta scelta di materiali su cui stampare le etichette. Oltre a quelli già citati, altri supporti particolari possono essere: nastri riflettenti e antimanomissione alle etichette autolaminanti e ai tubi termorestringenti.

stampante etichette adesive trasferimento termico aperta con dettaglio componenti meccanici e consumabili interni

Conclusione: le stampanti per etichette adesive a trasferimento termico si adattano perfettamente agli strumenti di lavoro già a disposizione delle aziende. In questo modo, non le costringe a dotarsi di nuovi applicativi compatibili con la stampante stessa. Un bel risparmio di pazienza e di risorse!

Stampanti TERMICHE DIRETTE

►Come stampano?

Una stampante termica diretta utilizza etichette adesive sensibili al calore e trattate chimicamente. La stampa avviene quando l’etichetta passa sotto la testina termica e si annerisce. Infatti, gli elementi riscaldanti della testina di stampa applicano calore direttamente sull’etichetta, e una reazione chimica fa sì che l’etichetta cambi il colore da bianco a nero. Le stampanti termiche dirette, quindi, non hanno inchiostro, toner o nastro. E questo semplifica di molto l’utilizzo e i costi di gestione. Anche per questa tipologia di etichettatrice adesiva, la testina di stampa è un componente vitale dal quale dipende il funzionamento di tutta la stampante.

►Quali sono i problemi principali che possono arrivare?

La stampa termica diretta è estremamente sensibile alle condizioni ambientali come calore e luce (fluorescenza e / o luce solare diretta).

Per questo motivo, le etichette termiche, i tag o le scorte di biglietti devono avere un rivestimento per resistere all’esposizione alla luce UV, ai prodotti chimici e all’abrasione. In generale, inoltre, il loro utilizzo è vincolato a obiettivi di lavoro che richiedono all’etichetta e all’inchiostro di durare di rimanere attaccata per poche settimane, e all’inchiostro di durare pochi giorni.

►Su quali etichette è meglio che stampino le macchine a stampa termica diretta?

Come per le macchine a trasferimento termico, ma con 1 sostanziale differenza: le etichette adesive stampate con tecnologia termica diretta sono più sensibili a forte calore, diretta e prolungata esposizione alla luce e ad altre condizioni ambientali. Tutti elementi “estremi” che determinano l’inscurimento dei codici a barre o dei dati impressi sull’etichetta.

►Quali sono i vantaggi delle etichettatrici termiche dirette?

Molte opzioni per i supporti di stampa: anche qui, come per le tipologie a trasferimento termico, queste stampanti offrono vari supporti di stampa, non solo su carta comune. Inoltre, la stampa termica diretta produce una qualità di stampa nitida con una buona scansionabilità. Etichettatrici adesive termiche dirette sono ideali per applicazioni che richiedono solo una breve durata, il che significa che l’immagine dell’etichetta non deve durare a lungo. Le etichette e le ricevute di spedizione sono applicazioni ideali, ad esempio, mentre le etichette di sicurezza o identificative non lo sono.

stampante etichette adesive termica diretta aperta con dettaglio componenti meccanici e consumabili interni

Più facilità d’uso e gestione: questo perché nelle stampanti termiche dirette non c’è inchiostro, toner o nastro da monitorare o ricaricare. Per questo, senza ulteriori materiali di consumo – come i ribbon – la gestione e i costi sono più semplici. Un vantaggio che si traduce anche nella produzione di lotti diversi di etichette adesive: sia per la stampa in batch (in serie), sia di etichette singole, senza sprechi o picchi di costi. Inoltre, le termiche dirette sono tipologie di etichettatrici che possono utilizzare materiali riciclabili, riducendo in questo modo l’impatto ambientale.

Stampanti DIGITALI

►Come stampano?
le stampanti per etichette digitali sono di 2 famiglie specifiche e largamente conosciute: laser e inkjet.

Sebbene siano conosciute per l’utilizzo in ufficio, sono tecnologie che – in specifici casi – possono essere impiegate nella stampa di etichette adesive. Anche se non è l’attività per cui sono state progettate!

Sono pochissimi i casi, infatti, in cui le stampanti digitali possono essere preferite a una stampante per etichette professionale.
Ad esempio: per usi sporadici e la stampa di etichette tutte uguali tra loro, sia come materiale di stampa ma anche come codice a barreunivoco per tutte.

►Quali sono i suoi consumabili/componenti principali?
Per le stampanti laser sono i toner, mentre le quelle a getto d’inchiostro sono le cartucce.

Per le stampanti laser, in particolare, un componente chiave è il fusore.
Componente spesso vittima di problematiche tecniche quando si stampano etichette adesive del materiale e adesivo scorretti.

►Su quali etichette è meglio che stampino le etichettatrici laser e inkjet?
Risposta rapida e indolore: 1 solo tipo di carta (vellum standard) e di adesivo.

Questo perché, come menzionato, le stampanti digitali per il mondo “ufficio” non sono progettate per produrre etichette in materiali diversi dalla carta o adesivi più potenti da quelli “standard” da etichette di cancelleria.

Quindi, una stampante digitale è ideale per la produzione di etichette adesive:

  1. singole e di grande formato (A4/A5);
  2. fogli singoli di grande formato (A4/A3);
  3. per piccoli e sporadici lotti;
  4. per superfici di applicazione semplici e comuni (documenti, materiale di cancelleria, ecc.).
stampante etichette adesive digitale HP con foglio etichette grande formato

►Quali sono i problemi principali che possono arrivare?
Non seguire le regole dei punti precedenti significa condannare la stampante digitale a:

  1. inceppamenti e slabbramento delle etichette (rovinate e segnate);
  2. usura e rottura dopo pochi mesi del fusore (190€ il costo medio di un fusore nuovo);
  3. per lotti produttivi medi di etichette (più di 150/200 al giorno) i costi di gestione (toner, cartucce, carta, ecc.) delle stampanti digitali diventano molto più alti rispetto all’utilizzo di un’etichettatrice adesiva termica.

►Quali sono i vantaggi delle stampanti digitali?
Se le necessità di stampa etichette adesive sono saltuarie e non per superfici particolari, l’uso di una stampante digitale è vantaggioso per:

  1. basso costo di acquisto delle stampanti, rispetto a etichettatrici professionali;
  2. resa grafica e a colori d’impatto e di ottimo livello;
  3. stampa di etichette con loghi o a colori con costi di stampa bassi.

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2) I formati delle Etichettatrici: Industriali, Desktop, Portatili

Un’altra caratteristica determinante nella scelta di una etichettatrice adesiva professionale è il suo formato. Ovvero: che carico e che funzioni di stampa dovrà supportare?

Le famiglie principali delle macchine per etichette adesive sono 3:

  • Etichettatrici adesive Industriali;
  • Etichettatrici adesive Desktop;
  • Etichettatrici adesive Portatili.

È cruciale che tu abbia chiaro il tuo obiettivo di utilizzo e di lavoro con la macchina. Infatti, un formato di etichettatrice adesiva piuttosto che un altro incide direttamente sui tuoi:

  • Costi dei supporti di stampa che utilizzerai: dimensioni etichette, numero di rotoli che ti servono, frequenza di approvvigionamento delle bobine, ecc.;
  • Costi delle macchine stesse: ciascuna ha dimensioni, pesi, ciclo di vita, prestazioni tecniche, funzionalità di editor etichette e di stampa molto diverse;
  • Costi di gestione generali: il livello di “complessità” dei vari formati di etichettatrici determina maggiori oneri in termini di tempo per impararne l’utilizzo, di risorse economiche per la manutenzione, gli interventi tecnici necessari, di acquisto delle eventuali componenti di ricambio (testina di stampa – costo medio di 90€ fino a 170€ per etichettatrici di alto livello -, ribbon, ecc.) e di integrazione della macchina per etichette con i software gestionali e operativi già in uso nella tua azienda.

Ma vediamo in dettaglio i formati Industriali, Desktop e Portatili di stampanti per etichette adesive.

Etichettatrici INDUSTRIALI

Veloci, resistenti, di lunga durata. Ideali per chi stampa oltre 2.000/3.000 etichette al giorno.

Sono formati di etichettatrici adesive indicati quando il carico di lavoro è importante, oppure quando l’esigenza è di stampare etichette anche con dimensioni e design differenti.

Infatti, il loro punto forte è proprio questo: efficienti sia per carichi di lavoro on-demand (numerose stampe al bisogno o per emergenze), sia per esigenze di stampa con tiratura variabile o per lotti di etichette numerosi e costanti al giorno, da produrre tutte in una volta.

stampante etichette adesive industriale per la gestione magazzino e logistica

Apprezzati vantaggi sono anche: 1) le ricariche meno frequenti di consumabili; 2) maggiore durata dei componenti e dei rotoli; 3) autonomia maggiore per lotti di etichette consistenti e quotidiani.

Il contesto di utilizzo per questi formati di etichettatrici adesive sono: reparti produttivi engine e meccanici, dove si presentano anche le superfici più difficili per l’applicazione delle etichette.

Etichettatrici DESKTOP

Dimensioni più contenute rispetto alle prime, per un uso – come suggerisce il nome – anche su scrivanie e piani di lavoro “office”.

Sono etichettatrici adesive professionali per chi è per il proprio lavoro ha bisogno di una via di mezzo tra:

  1. macchine ad altissimi e “pesanti” ritmi di lavoro, con una qualità di stampa barcode e resistenza di 1° livello, e
  2. macchine più snelle per supportare una minore mole di lavoro e con standard di qualità discreti.
stampante etichette adesive desktop per la gestione documentale e spedizioni

Modelli di etichettatrici Desktop di fascia più alta possono offrire qualità di stampa e compatibilità con numerose tipologie di adesivi delle etichette più alti, rispetto a una tipologia Portatile.

Anche i lotti produttivi che può sostenere sono di standard superiori rispetto alle sole macchine Portatili: tirature alte e costanti per il fabbisogno quotidiano intorno alle 100 – 1.000 etichette stampate al giorno.

Etichettatrici PORTATILI

Punto distintivo, ovviamente, nell’utilizzo prettamente in mobilità. Grazie a tecnologie di connettività in costante aggiornamento e miglioramento.

Ma non farti ingannare: sono potenti stampanti per etichette adesive in grado di gestire operazioni gravose e per ambienti industriali esigenti e ritmi intensi. Puoi persino trovare modelli in grado di resistere a cali occasionali di produzione.

Caratteristiche che ne fanno stampanti robuste e resistenti, dati i rischi a cui sono esposte in mobilità, ma anche progettate per resistere a utilizzi intensi lungo tutta la giornata.

A differenza dei due formati di etichettatrici precedenti, le stampanti per etichette adesive Portatili sono a loro agio in qualsiasi settore tu operi, e non temono difficoltà nel stampare codici a barre, o etichette descrittive, ricevute, biglietti, ecc.

Se la tua necessità è che ti supportino nel tuo lavoro in movimento, allora ci sono pochi elementi che contano quando devi scegliere un modello:

stampante etichette adesive formato portatile per ricevute di consegna, resi, smistamento merce e scaffali di magazzino
  • La larghezza e formato dell’etichetta che dovrai stampare. Ad esempio: 104, 72 o 48 mm?
  • La funzione e obiettivi che dovrà centrare. Ad esempio: gestione dell’inventario? Gestione e organizzazione della flotta logistica? Ticketing e biglietteria? Picking? Targhette prezzi?
  • Il design. Ad esempio: molto robuste e compatte? Più lineari, minimali e leggere? Disinfectant-ready (ovvero, pronti ad essere igienizzati con prodotti detergenti senza rischi di danni all’hardware)?

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3) Etichettatrici adeguate per settori commerciali

Scegliere la giusta etichettatrice adesiva per il TUO business è una strada senza facili “scorciatoie”.
Una scelta che non sarà quasi mai perfetta al 100% al primo colpo (ed è normale che sia così, non preoccuparti!). Ci sono però alcune domande che puoi farti sempre e che ti aiuteranno.
Falle vedere al tuo collega dell’ufficio acquisti, o stampatele e tienitele vicino, perché sono un valido sostegno durante l’opera di ricerca!

La 1°: “per i tuoi obiettivi di lavoro è più indicata una stampante per etichette adesive Portatile, Desktop o Industriale?” (avevamo visto le differenze qui). In questo modo sarai abbastanza tranquillo nel non cadere in errori a cui c’è difficile rimedio.

Ed ecco gli altri “trucchetti” per affinare la vista sul tipo di stampante per etichette adesive giusta da cercare per il tuo settore commerciale:

  • Quanta importanza ha la stampa di etichette per il tuo business quotidiano? (utilizzo temporaneo o costante e permanente?);
  • Con quanta frequenza stampi etichette? (ogni giorno; 3 volte la settimana; 1 volta al mese, ecc.);
  • Quante etichette adesive servono ogni volta che stampi? (tra 500 e 2.000? Tra 2.000 e 8.000? più di 10.000? Ecc.)
  • Da 1 a 5 quanto è importante la Velocità di stampa dell’etichettatrice?
  • Da 1 a 5 quanto è importante la Qualità grafica di ciò che viene stampato sull’etichetta? (sono sufficienti 200 dpi, o è indispensabile la massima risoluzione possibile con 600 dpi?)
  • Che dimensione hanno le tue etichette? (Formato “standard” fino a 110mm di larghezza? Oppure 160mm? Ecc.);
  • In quale spazio di lavoro sarà usata/posizionata la stampante? (uffici “puliti” o magazzini esposti a polveri e umidità? Su scrivanie leggere e piccole o postazioni di lavoro dedicate? Ecc.).

Ti va di passare dalla teoria alla “pratica”? Ora vediamo qualche esempio di quale tipo di stampante per etichette adesive si addice meglio alle necessità di alcuni settori commerciali.

Meglio Etichettatrice DESKTOP o PORTATILE?

In realtà sono due tipologie che possono essere intercambiabili per i settori:

  • Industriale manifatturiero;
  • Sanitario;
  • Logistico / Magazzino / Spedizioni;
  • Elettronico;
  • Commercio al dettaglio.

Infatti, entrambe le tipologie di etichettatrici adesive Desktop e Portatili sono perfette per i lavori di stampa più frequenti come:

stampante etichette adesive formato desktop per stampa codici a barre logistica, spedizioni e gestione magazzino
  • Etichette per archiviazione documentale in Ufficio (amministrazione, acquisti, commerciale, ecc.);
  • Registrazione dei prodotti e stampa di etichette di sicurezza per la gestione delle risorse IT;
  • Etichette durature – anche di piccolo formato – per marcatura prodotti elettronici, meccanici e per il cablaggio;
  • Etichettatura di codici a barre per la spedizione o gestione di colli per il magazzino e la logistica, ma anche per cartellini per scaffali commerciali;
  • Etichettatura di campioni, braccialetti, farmaci per il settore medicale, ma anche per la segnaletica adesiva di avvertimento o per gli indumenti di lavoro, ecc.;
  • Biglietteria per eventi o attività ludiche.

Etichettatrici INDUSTRIALI: quando usarle?

Certo, il formato di etichettatrici più costoso, ma indispensabile quando la personalizzazione e la produzione di etichette su larga scala sono richieste.

Le stampanti per etichette adesive Industriali sono perfette per i settori:

  • Industriale manifatturiero;
  • Logistico / Spedizioni;
  • Alimentare e Retail;
  • Gestione magazzino.

Come accennato, questo formato è una scelta sensata quando i volumi di lavoro sono molto intensi, continuativi e su larga scala (oltre 2.000/3.000 etichette al giorno). Ma soprattutto, sono ideali per utilizzi dove la qualità grafica e il colore gioca un ruolo da protagonista. Infatti, la maggior parte dei modelli di stampanti per etichette adesive Industriali vantano risoluzioni fino a 600 dpi: i valori migliori quando si ha necessità di stampare loghi o codici a barre impeccabili!

stampante etichette adesive formato desktop per archiviazione documentale

Oltre a questo punto fermo, un’altra parola chiave in cui si distinguono le etichettatrici Industriali è “personalizzazione”: del formato, colore, contenuto stampabile, ecc.

Un set di punti di forza che le rendono questo formato di stampante ideale per lavori come:

  • Etichettatura di confezioni e imballaggi di prodotti alimentari conforme ai canoni di legge;
  • Etichette informative necessarie per i reparti di produzione, ad esempio frontalini, loghi o adesivi di avvertimento;
  • Cartellini ed etichette personalizzate nella forma e colore colorate per bottiglie, vasetti e barattoli;
  • Stampa industriale su larga scala di etichette per il settore medicale e farmaceutico.

4) I migliori modelli e le fasce di prezzo di Etichettarici adesive

ZEBRA ZT230

  • Modello stampante per etichette adesive Industriale (entry level).
  • Fascia di prezzo = 900€ – 1.200€.
  • Tipologia = Trasferimento Termico.
  • Settori di utilizzo = Produttivo; Manifatturiero; Retail; Spedizioni e Logistica; Gestione magazzino.
  • Attività principali = > Controllo qualità; Distribuzione; Etichettatura di campioni/laboratorio/farmacia; Etichettatura di conformità; > ID/numeri di serie del prodotto; Etichettatura di ordini; Etichette di ricevimento/stoccaggio merci.
modello stampante etichette adesive Zebra formato industriale a traferimento termico

HONEYWELL PX4I

  • Modello di stampante per etichette adesive Industriale.
  • Fascia di prezzo = 2.000€ – 2.300€.
  • Tipologia = Trasferimento Termico.
  • Settori di utilizzo = Produttivo; Manifatturiero; Retail; Spedizioni e Logistica.
  • Attività principali = Etichettatura di ordini; Etichette di ricevimento/stoccaggio merci; Etichette informative; Etichette per prescrizioni; Gestione dell’inventario; Gestione delle risorse; Gestione documentazione e cartelle pazienti.

HONEYWELL PX4I

  • Modello di stampante per etichette adesive Industriale.
  • Fascia di prezzo = 2.000€ – 2.300€.
  • Tipologia = Trasferimento Termico.
  • Settori di utilizzo = Produttivo; Manifatturiero; Retail; Spedizioni e Logistica.
  • Attività principali = Etichettatura di ordini; Etichette di ricevimento/stoccaggio merci; Etichette informative; Etichette per prescrizioni; Gestione dell’inventario; Gestione delle risorse; Gestione documentazione e cartelle pazienti.

ZEBRA ZD420

  • Modello di stampante per etichette adesive Desktop.
  • Fascia di prezzo = 300€ – 600€.
  • Tipologia = Trasferimento Termico.
  • Settori di utilizzo = Produttivo; Manifatturiero; Retail; Spedizioni e Logistica; Sanitario.
  • Attività principali = Etichettatura settore sanitario e farmaceutico; Etichettatura prezzi; Etichettatura prodotti; Etichette di inventario; Etichette di ricevimento; Etichette di spedizione; Etichette di tracciabilità dei beni; Etichette di tracciabilità di beni e documenti; Etichette/targhette di certificazione.

HONEYWELL M-42060

  • Modello di stampante per etichette adesive Desktop o Industriale.
  • Fascia di prezzo = 800€ – 1.300€.
  • Tipologia = Trasferimento Termico.
  • Settori di utilizzo = Produttivo; Manifatturiero; Retail; Spedizioni e Logistica.
  • Attività principali = Etichettatura prezzi; Etichettatura prodotti; Etichette di inventario; Etichette di ricevimento; Etichette di spedizione; Etichette di tracciabilità dei beni; Installazioni distribuite di stampanti; Materiali in corso di lavorazione; Smistamento veloce.
modello stampante etichette adesive Honeywell formato industriale a traferimento termico

CITIZEN CL-S621

  • Modello di stampante per etichette adesive Desktop.
  • Fascia di prezzo = 400€ – 650€.
  • Tipologia = Trasferimento Termico.
  • Settori di utilizzo = Produttivo; Manifatturiero; Retail; Hotel e Ristorazione.
  • Attività principali = Etichettatura inventario nel retail; Etichette di inventario; Etichette di spedizione; Etichette di tracciabilità di beni e documenti; Etichette/targhette di certificazione; Gestione inventario; Stampa di ricevute; Tag di eccezione a livello di articolo;  Tag dei resi in negozio; Tracciabilità materiali in corso di lavorazione.
stampante etichette

ZEBRA serie ZQ

  • Modello di stampante per etichette adesive Portatili.
  • Fascia di prezzo = 350€ – 680€.
  • Tipologia = Termico Diretto..
  • Settori di utilizzo = Spedizioni e Logistica; Retail; Hotel e Ristorazione; Gestione magazzino; Produttivo e Manifatturiero.
  • Attività principali = Applicazione di tag a pallet; Biglietti; Conformità inventario/esposizione merce; Consegna diretta ai negozi; Etichettatura degli scaffali; Etichette e liste di picking e imballo; Etichette resi; Fatture; Gestione delle flotte aziendali; Gestione delle scorte, conteggio inventario; Imballaggio/allestimento/smistamento veloce; Picking, preparazione, imballaggio, spedizione; Pagamenti e POS mobili; Tracciabilità della filiera alimentare*.

HONEYWELL serie APEX

  • Modello di stampante per etichette adesive Portatili.
  • Fascia di prezzo = 480€ – 650€.
  • Tipologia = Termico Diretto..
  • Settori di utilizzo = Spedizioni e Logistica; Retail; Hotel e Ristorazione; Gestione magazzino.
  • Attività principali = Applicazione di tag a pallet; Biglietti; Consegna diretta ai negozi; Etichettatura degli scaffali; Etichette e liste di picking e imballo; Fatture; Gestione delle flotte aziendali; Gestione delle scorte, conteggio inventario; Imballaggio/allestimento/smistamento veloce; Picking, preparazione, imballaggio, spedizione; Pagamenti e POS mobili.

Non disperare. Basta chiedere.
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5)Tipologie di Etichette Adesive e materiali di stampa

È vero, la scelta della stampante per etichette adesive è delicata, ma lo è forse ancora di più quella delle etichette e degli adesivi per i tuoi specifici obiettivi di lavoro. Ma niente paura!
Anche se è un paesaggio complesso, ecco qualche punto di riferimento sui materiali e le applicazioni più frequenti delle principali tipologie di etichette adesive:

Carta Vellum:
la più popolare in assoluto. E anche la più economica, poiché fatta di sola carta non rivestita.

Adatta in particolare per: packaging, etichettatura di spedizione, etichettatura di conformità, etichettatura di semilavorati e identificazione dei prodotti.

Carta Patinata:
la più raffinata tra le tipologie di supporti cartacei, poiché permettono una riproduzione dei colori più brillante e una resa cromatica considerevole.

Ci riescono perché le etichette patinate hanno uno strato superiore in carta bianca di alta qualità. In breve, è un supporto per etichette di maggiore qualità, da valutare in tutti quei casi dove l’impatto a vista d’occhio ha la sua importanza.

Adatta in particolare per: archiviazione documenti, packaging e identificazione dei prodotti.

Carta Termica:
supporto per etichette caratterizzato da uno strato superiore in carta non rivestita e per questo motivo economica, molto sensibile a temperature alte e allo sfregamento.

La differenza sostanziale, rispetto a una carta vellum, è la tecnologia di stampa: la sensibilità al calore della testina della stampante termica (che sia a trasferimento termico o termico diretto) provoca un cambiamento di colore sull’etichetta per creare l’immagine stampata.

Adatta in particolare per: in generale, per la stampa di etichette che non devono durare a lungo (settimane – pochi mesi), come la prezzatura di prodotti e packaging.

Carta Termica protetta:
a differenza della sola carta termica, le etichette di questo tipo vantano due strati protettivi sulla superficie superiore, che proteggono così il codice a barre o altri contenuti stampati da:

  1. agenti atmosferici esterni, come la luce diretta, il calore e gli sfregamenti;
  2. da sostanze chimiche presenti sul materiale dove l’etichetta verrà apposta e che ne potrebbero compromettere la tenuta adesiva.

Queste caratteristiche rendono le etichette termiche protette più durature (fino a 2 anni), qualità di stampa più nitida dei codici a barre.

Adatta in particolare per: etichette su campioni e prelievi da laboratorio, packaging, spedizione, prezzatura e identificazione dei prodotti, in particolare per l’industria alimentare e abbigliamento.

esempi di materiali etichette adesive in Polipropilene, carta Patinata e PVC trasparente

►In Polipropilene:
questo materiale sintetico – trasparente o bianco – offre specifici vantaggi rispetto all’impiego della carta Vellum, e in generale considerato una valida alternativa (non inquinante) al PVC. In breve, in quanto materiale semi-plastico garantisce:

  1. un’elevata qualità di stampa,
  2. un’ottima resistenza a sbavature, graffi,
  3. costi per rotoli/bobine rimangono bassi ed economici.

Soprattutto se sono etichette adesive stampate con etichettatrice a trasferimento termico con ribbon in resina. Ma in particolare, garantisce una lunga durata ai codici a barre e stampe anche in condizioni atmosferiche intense: come luce, alto calore (in generale non superiore i 70°-80°), surriscaldamento, sostanze chimiche aggressive.

Adatto in particolare per: etichette adesive per archiviazione documenti, etichettatura dei campioni dei pazienti e di laboratorio, etichettatura di contenitori, etichettatura di fusti chimici e prodotti industriali, tracciabilità dei beni, etichettatura di prodotti esterni come fili, cavi e parti fabbricate, etichettatura scaffali.

In Poliestere (per stampanti a trasferimento termico, principalmente formato Desktop):
altro materiale sintetico plastico. Il suo punto forte è quindi offrire alti standard di resistenza dei contenuti stampati su etichetta e cartellini, oltre che la resa grafica di qualità e che non scolorisce.

Non teme l’esposizione: all’acqua, alla maggior parte dei reagenti chimici (quindi anche a detergenti per l’igienizzazione), a temperature fredde (-40°) e calde (+150°), a graffi, urti, strappi.

Adatto in particolare per: etichettatura di materiale per lettura contatori e tracciabilità dei beni, etichettatura per servizi di sterilizzazione, etichettatura di prodotti, tracciabilità dei beni, etichettatura di componenti, etichettatura di classificazione, etichettatura di schede a circuiti stampati, etichettatura per il settore automobilistico, etichette di avvertenza per sostanze pericolose, etichettatura di semilavorati.

In PVC (trasferimento termico):
il materiale migliore quando devi etichettare materiali o prodotti che devono rimanere esposti alle condizioni esterne: quindi resistenza garantita ad agenti atmosferici (acqua, calore fino a 80°-100° circa, luce, freddo, umidità, ecc.) e raggi uv per lunghissimi periodi (anche fino a 10 anni).

Un altro impareggiabile pregio: la caratteristica di perfetto adattamento dell’etichetta in PVC anche superfici curve, persino ad angoli di 90 gradi.

Adatto in particolare per: Ideali per colli quali imballaggi, IBC e grandi imballaggi, per l’applicazione su fusti in acciaio stoccati all’esterno, per contenitori da rifiuti, per etichette promozionali o da applicare su macchinari o cassoni porta oggetti.

NOTA per supporti di stampa adesivi sintetici: per ottenere il massimo dalle caratteristiche delle etichette stampate in polipropilene, poliestere e PVC, è fondamentale l’utilizzo di ribbon abbinati correttamente al tipo di stampante utilizzata e all’effetto desiderato. Per esempio per avere una caratteristica di resistenza elevata allo strofinamento bisogna fornirsi di un ribbon “antigraffio”.

6) 7  problemi ed errori con le stampanti per etichette adesive

É vero, ogni tipo o formato di stampante per etichette adesive ha le sue specificità e particolarità. Ma ci sono almeno 3 problemi che si creano nel 70% dei casi quando si sceglie un fornitore o si acquista un’etichettatrice con relativi rotoli di etichette adesive e ribbon.

Vediamo quindi i 3 errori più gravi e da evitare:

1 – Codici a barre illeggibili

A causa di piccoli difetti nella stampa o degradazioni dell’etichetta possono rendere i barcode impossibili da scannerizzare tramite apposito lettore barcode.

Il risultato? Ore perse dall’operatore per fare lo scarico di magazzino a mano!

Con conseguente allungamento dei tempi per completare attività semplici e relativo nervosismo del tuo cliente (che potrebbe iniziare a guardarsi attorno per scegliere un fornitore più efficiente).

SOLUZIONE: 
  • utilizzo di ribbon adeguati alla stampante, testati e perfettamente abbinati al modello e materiale di etichetta che si sta usando;
  • test e scelta del materiale dell’etichetta, che se non di ottima qualità porta l’inchiostro a degradarsi velocemente e con il minimo sfregamento;
  • corretta (e semplice) manutenzione e pulizia di uno degli elementi più importanti dell’etichettatrice: la testina di stampa.
esempi errori di stampa codice a barre su etichette adesive

2 – Annullamento ordini e risarcimenti

Qual è il killer silenzioso di realtà piccole o medio-piccole con stretti marginalità di cassa?

Produrre etichette e codici a barre di scarsa qualità. Perché se non digitalizzabili o difettosi possono comportare penali per ciascuna spedizione che fai! In questo modo, le tue marginalità di cassa sono esposte a “salati” pericoli.

SOLUZIONE: 
  • test e scelta del materiale dell’etichetta, che se non di ottima qualità porta l’inchiostro a degradarsi velocemente e con il minimo sfregamento;
  • utilizzo di ribbon adeguati alla stampante, testati e perfettamente abbinati al modello e materiale di etichetta che si sta usando;
  • test sulla tenuta delle varie tipologie di materiale adesivo applicato sulla specifica superficie che utilizzi (pacchi, buste, scatole, ecc.). Si evita così la sorpresa di vedere staccarsi con grande facilità l’etichetta dai materiali che consegni o spedisci.

3 – Forniture che non rispettano i requisiti dei clienti

Una minaccia sottovalutata si aggira nei magazzini e uffici di piccoli-medi fornitori: la perdita di un cliente. Sembra banale dirlo, ma l’utilizzo di etichette di bassa qualità o di stampanti non pronte ad adattarsi a nuove e specifiche necessità imposte dai rivenditori, mettono in pericolo la stabilità di un’azienda.

Ad esempio, come nel caso del colosso americano Walmart: i requisiti stringenti – e che cambiano in fretta – imposti per la fornitura non riguardano solo la qualità o il design del codice a barre di etichette o cartellini, ma anche il metodo di stampa e dei processi di etichettatura.

SOLUZIONE: 
  • dotarsi di macchine etichettatrici pronte ad adeguarsi a questi cambiamenti – tanto nell’hardware quanto nel software -, integrando facilmente nuovi editor, forme, tipi di etichette;
  • dotarsi di stampanti per etichette adesive che adatte ad effettuare stampe personalizzate a seconda delle nuove necessità dei clienti (dal bianco e nero al colore; dalla forma ovale a rettangolare; dall’adesivo permanente al removibile, ecc.).Per capire se una etichettatrice può offrire queste prestazioni, ti è sufficiente – come primo step – verificare che la stampante abbia uno dei linguaggi di programmazione standard a livello globale, tra cui: ZPL, EPL o DPL.

Al link trovi il PDF completo con altri 4 gravi errori con le stampanti per etichette adesive che le aziende commettono più di frequente.

Scegliendo un fornitore o un’etichettatrice (e i relativi supporti di stampa) tenendo a mente questi rischi – che costano ogni anno migliaia di euro alle aziende che li commettono – salverai il tuo portafogli aziendale e produttività.

7) 5 fattori che fanno la differenza quando scegli un’Etichettatrice Adesiva

A questo punto dovresti avere incamerato tante informazioni accurate per conoscere il mondo delle etichettatrici adesive.
Ora vedremo la risposta alla tua domanda forse più importante: “Ma mi conviene veramente acquistare autonomamente l’etichettatrice? E se no, come so che sto facendo un investimento vincente scegliendo QUEL fornitore?”

Anche in questo caso ci viene in soccorso una checklist di 5 fattori che, se dovessi trovarli mentre fai l’acquisto o valuti le proposte di un partner commerciale, sei sull’ottima strada: sono elementi che fanno la differenza tra un investimento efficiente (come qualità-costo) ed efficace (nel migliorare e semplificare il tuo lavoro).

Salvali, stampali, memorizzabili bene. Eccoli:

1) C’è l’assistenza on-site, da remoto, vicino a te, con tecnici specializzati che arrivano in tempi rapidi?

Oppure in caso di gusto o malfunzionamento devi reperire, chiamare, spedire alla casa madre l’etichettatrice? Con relativi tempi di attesa minimi di 2/3 settimane (se tutto fila liscio e il problema tecnico è di poco conto).

Non serve spiegare che vantaggi può dare un servizio dedicato di assistenza tecnica locale al tuo portafogli aziendale, alla tua produttività e al tuo livello di stress!

2) C’è qualche consulente specializzato che fa o ha fatto un’analisi delle tue attuali spese per l’acquisto dei nastri, rotoli, bobine, per studiare opzioni alternative che mantengano qualità ma riducendo i costi?

O qualche referente specializzato che ha valutato la qualità e prestazioni delle etichette che acquisti, per capire se sono di livello eccessivo rispetto al tuo reale obiettivo e necessità di lavoro? Magari proponendo alternative e facendo test tecnici – il tutto senza fermare la tua quotidiana produttività?

Un’altra accortezza che punta a limare il superfluo e farti avere solo ciò che conta veramente per lavorare bene, senza spendere un patrimonio ad ogni ordine che fai.

3) Gli approvvigionamenti sono in pronta consegna, o devono sottostare ai tempi standard degli ordini che effettui?

Facciamo un esempio concreto.
Immagina di avere ritmi di produzione di etichette continuativa, anche se poco intensa (una 50ina di stampe al giorno, tutti i giorni).
Un ritardo nell’ordine dei nuovi rotoli o un ordine non con sufficiente anticipo rispetto all’autonomia di etichette che puoi ancora stampare, genera una sola conseguenza: il fermo dell’attività produttiva.

Una rischio facilmente evitabile con una soluzione “salva-vita” e che scatta senza costi aggiuntivi. Quale?

  • Effettuare l’ordine di 2 rotoli in più rispetto al tuo fabbisogno (mensile/trimestrale, ecc.);
  • con consegna pochi giorni prima che tu finisca l’ultima bobina di etichette.

Avrai così produttività continua garantita, in attesa che il nuovo ordine arrivi a magazzino.

4) Il pagamento dei consumabili di stampa che ordini periodicamente prevede un’opzione flessibile di dilazionamento nel tempo, con cadenza fissa e in più soluzioni, oppure è da effettuare per intero ad ogni nuovo ordine?

Ti raccontiamo un caso reale che abbiamo vissuto sulla nostra pelle.

Un’azienda di piccole dimensioni (30 dipendenti) stampava circa 600 etichette al giorno.
Una produzione in serie e continua, dove il “blocco” delle attività avrebbe rappresentato una perdita enorme in termini economici.

Ma anche i costi che affrontavano era notevoli: 2 ordini complessivi di rotoli di etichette adesive all’anno, per un totale di 12.000 euro.

Una spesa importante, ma che è stato possibile ottimizzare con una proposta flessibile: spacchettare in più tranche il valore dell’ordine, ma mettendo a disposizione i rotoli per garantire la produttività continua (a disponibilità di magazzino).

5) Soluzioni di fornitura alternative all’acquisto:
Noleggio + Fornitura etichette adesive; Costo Copia + Fornitura etichette e consumabili + Assistenza tecnica.

Certo, possono far gola viste così, ma dobbiamo specificare che non vantaggiose per tutti: infatti, solo quelle aziende che hanno un fabbisogno “intenso” di rotoli di etichette perché la produzione è continua e costante possono trarre effettivo vantaggio economico da soluzioni di questo tipo.

Infatti, su grandi volumi di stampa, avere in uso gratuito la macchina e dovendo pagare solo ciò che si consuma, si può facilmente arrivare a un importante sgravio di costo del “ferro” dell’etichettatrice (generalmente, la voce di fatturazione più onerosa).

Il mondo delle Stampanti per Etichette Adesive ti è ancora oscuro?
Magari con il supporto di un consulente tecnico affidabile che ti guidi potrai iniziare a vederci più chiaro

Togliti il dubbio!

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COVID-19: la nostra donazione al reparto Malattie Infettive del Policlinico di Modena

In una situazione di dolorosa emergenza come quella che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo ancora oggi, rimanere “fermi” a guardare può, se possibile, rendere la situazione ancora più grave di quanto già non sia.

Partendo da questa considerazione del Direttore Commerciale di PTS Srl, Marcello Monari, lo scorso 17 Giugno 2020 ha preso forma un’iniziativa che è nel DNA del nostro team e azienda: “fare rete” con le realtà (commerciali, aziendali, sociali, sanitarie) del territorio, per aiutare a migliorare e semplificare il lavoro (e la vita) in ufficio.

Per questo motivo in uno scenario sociale, sanitario ed economico critico come quello che l’emergenza COVID-19 sta facendo vivere a tutti noi, come PTS di Modena e Bologna ci siamo attivati per donare nuovi Kit completi di PC, monitor, tastiere e mouse per altrettante postazioni di lavoro destinate alle Malattie Infettive del Policinico di Modena.

Abbiamo così consegnato, tra contatti con i gomiti e cenni del capo dietro le mascherine, le apparecchiature all’ingresso 1 del reparto d’eccellenza in Emilia-Romagna e nel nostro Paese, alla presenza della direttrice del reparto prof.ssa Cristina Mussini, della coordinatrice infermieristica delle Malattie Infettive Maria Grazia Bitonti e all’Ing. Mario Lugli, Direttore del Servizio Tecnologie dell’Informazione.

“Siamo grati a PTS per la sensibilità – ha commentato la prof.ssa Cristina Mussini – e la vicinanza, qualità che non possono mai essere date per scontate in una situazione di emergenza come quella che abbiamo vissuto. Per noi è stato un momento complesso e faticoso, ma la vicinanza di tanti cittadini e realtà imprenditoriali del territorio ci ha dato grande forza”.

Un supporto simbolico che abbiamo voluto dare per un semplice ma vitale motivo: ringraziare e, soprattutto, non dimenticare i sacrifici fatti dallo staff di medici e infermieri della Clinica Malattie Infettive, e quelli fatti da tutti noi nei mesi passati.

“Per questo, seppure in un momento così difficile per tutti e con un’iniziativa di portata limitata rispetto a quanto altri stanno facendo, abbiamo sentito il dovere fare un gesto di ringraziamento simbolico per chi ha rischiato la propria salute e la vita per proteggere e curare quella di tutti noi. E lo abbiamo fatto con le tecnologie e forniture che sono parte del nostro pane quotidiano.”

Marcello Monari (Direttore Commerciale PTS srl)

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copertina news stampanti laser vs stampanti inkjet

Stampante Laser o Inkjet? Le Differenze per scegliere senza rischi

Lo so, avrai sicuramente fretta di sapere le differenze tra una stampante laser e una stampante inkjet (anche dette a getto d’inchiostro) e quale tipologia può essere più vantaggiosa per il tuo ufficio o per un uso professionale (anche per il lavoro da casa).

Bene, la buona notizia è che sei nel posto giusto dato che ce ne occupiamo da più di 25 anni. Ma niente fretta, perché hai di fronte una guida approfondita che potrà esserti più che sufficiente per rispondere a tutti i tuoi principali dubbi (e forse anche timori) su queste periferiche professionali.

Se non hai tempo di leggere questa guida non ti preoccupare: potrai scaricare in qualsiasi momento e gratuitamente la scheda riepilogativa delle differenze tra stampanti inkjet e laser.

Allora: iniziamo?

stampante multifunzione laser professionale ufficio

1) STAMPANTE LASER O INKJET: da dove partire?

Partiamo dallo sfatare una curiosità: sono migliori le stampanti laser o quelle inkjet?

La risposta è ‘dipende’: anche se le periferiche a getto d’inchiostro stanno diffondendosi con più velocità (tasso di crescita del settore del 5,8% annuo) rispetto alle colleghe laser (tasso di crescita del 3,2% annuo), sono due tipologie di stampanti che soddisfano fedelmente esigenze di stampa e scansione piuttosto diverse.

(Aggiornamento Aprile 2020: nell’ultimo anno uffici stanno investendo sull’affidabilità di stampanti laser compatte e continueranno a farlo. Un trend importante con un tasso di crescita del 5% annuo portato anche dalla necessità di lavorare da casa.).

In generale, quindi, i professionisti NON stanno cercando quale delle due sia migliore, ma quale tipologia di stampante si adatta meglio alle proprie esigenze di lavoro. Quindi, che siano a getto d’inchiostro o laser, la partita si vince scegliendo stampanti multifunzione professionali selezionate di alta qualità e fatte per durare, piuttosto che andando a caccia di fotocopiatrici economiche.

Tornando alla domanda “sono migliori le stampanti laser o inkjet?“, la risposta giusta è: dipende dal confronto tra le loro caratteristiche e l’utilizzo che ne dovrai fare per lavoro.

Scopriamolo!

NON HAI TEMPO DI LEGGERTI QUESTA GUIDA APPROFONDITA?

🎁Niente paura! Abbiamo pensato di metterti a disposizione gratuitamente una scheda riepilogativa sulle differenze fondamentali tra una stampante laser e una inkjet

2) LASER O INKJET: tutte le differenze

Dopo la doverosa premessa entriamo nel vivo: stampanti Laser e Inkjet sono molto diverse e si distinguono per una serie di caratteristiche chiave.

Quali rischi si corrono ad acquistarne una senza conoscerle? Per esempio: spendere tanto per un modello con funzionalità non necessarie per le proprie esigenze (e viceversa); o spendere tanto per cartucce e toner perché non si è valutato il loro costo rapportato ai propri consumi; o dover buttare via dopo pochi mesi una stampante perché di bassa qualità rispetto alle esigenze professionali.

Infatti, nonostante abbiano entrambe alti standard di prestazioni di stampa, bisogna essere consapevoli delle 8 differenze fondamentali tra una periferica laser e una inkjet:

  • Qualità di stampa e scansione: la risoluzioni, la nitidezza, la durata nel tempo di una stampa, la leggibilità di un documento stampato. Sono tutti elementi basilari che influenzano direttamente la qualità del lavoro tra colleghi o l’immagine dell’azienda agli occhi di clienti o fornitori. Pensaci bene: consegneresti un documento sbavato o con colori piatti e spenti ad un importante cliente?
  • Velocità: determinante per migliorare e semplificare le operazioni più ripetitive del lavoro di tutti i giorni. Inutile nasconderlo: tra una stampante veloce e una più veloce che ti consente di consegnare in tempo 100 importanti bolle di vendita ai corrieri, quale vorresti avere sulla tua scrivania?
  • Consumi: il dente dolorante per molti uffici nel capire le differenze tra stampanti laser e inkjet. Questa caratteristica fa riferimento alle tipologie di toner e cartucce che vengono utilizzate, l’energia necessaria per tenere operativa la stampante, le funzioni di controllo/ottimizzazione delle code di stampa e di stampa a risparmio energetico.
  • Vita media (durata e manutenzione): due diverse modalità di funzionamento comportano due diverse caratteristiche di durata, resistenza e qualità dei componenti della stampante. E di conseguenza decidono direttamente la continuità operativa del tuo ufficio. Quante volte e dopo quanto tempo è necessario eseguire manutenzione tecnica? Quanto costano i componenti (consumabili) da sostituire? Quanto sono frequenti guasti o inceppamenti? Sono tutte domande fondamentali per scegliere una stampante “benedetta” o “maledetta”.
  • Dimensioni: lo spazio o ambiente in cui si ha necessità di inserire una stampante è un elemento che influisce sul dispositivo che si sceglierà. Una scrivania in un ufficio di 2 persone è diverso di un’area amministrativa condivisa tra più di 10 colleghi.
  • Impatto ecologico (rumore ed energia): le emissioni di calore, CO2, l’energia richiesta per funzionare, ma anche il rumore emesso quando la stampante viene avviata o spenta. Una stampante laser e inkjet hanno differenze chiave di grande importanza che meritano la tua attenzione.
  • Consumabili: periferiche a getto d’inchiostro e laser sono caratterizzate anche da differenze anche sulle tipologie di cartucce e toner: sotto l’aspetto della durata, della tecnologia e della convenienza.
  • Tecnologia di stampa: come avviene la “magia” della stampa tra un modello laser e uno a getto d’inchiostro? So che può sembrare un’informazione del tutto superflua ma fidati, potrà esserti sicuramente d’aiuto. Ad esempio per adottare una serie di accortezze per non rischiare di danneggiare la stampante e farla durare più a lungo.

Solo sotto l’aspetto della gestione del rifiuto da stampa i modelli laser e inkjet sono ugualisecondo la normativa sullo smaltimento di cartucce e toner, entrambe le tipologie di rifiuto devono essere avviate a stringenti processi di recupero e, quando possibile, di rigenerazione (riutilizzo).

Sei pronto a scoprire tutto sulle differenze tra questi due importanti tipologie di stampanti e fotocopiatrici? Proseguiamo allora!

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2.1) Qualità di stampa e scansione

In quanto a possibilità di funzioni di stampa (scanner fronte/retro, wi-fi e wireless, connessione USB, copia, vassoi di carta capienti e aggiuntivi, ecc.) non ci sono netti successi del laser sull’inkjet (o viceversa): molto varia in base ai singoli modelli. Tuttavia ci sono alcune evidenti differenze tra queste due tipologie circa la qualitàprestazioni del toner e cartucce.

LASER

  • una alta Qualità e resa grafica costante (sia di testo che immagini) per stampe in bianco/nero e a colori. Attenzione però ad un elemento che gioca un ruolo chiave nelle differenze delle prestazioni di stampa: la tipologia di carta! I modelli laser raggiungono praticamente l’eccellenza se la stampa avviene su carta semplice e comune;
  • un Costo – di acquisto e di noleggio – della stampante mediamente più alto rispetto ad un modello inkjet;
  • cartucce di Toner mediamente più costose rispetto alle cartucce d’inchiostro, ma in genere capaci di durare più a lungo per alti volumi di stampa. Inoltre, le stampanti laser possono lavorare anche con cartucce di toner “alternativi” (rigenerati o compatibili), quindi più a buon mercato rispetto a quelli originali, senza sacrificare troppo la resa di stampa;
  • capacità di sostenere alti volumi di stampa, intensi e continuativi senza battere ciglio! E costi di gestione (quindi i costi per l’utilizzo della stampante) rimangano contenuti. Sì, hai capito bene: se confrontata con una collega a getto d’inchiostro, con un modello laser più stampi e meno spendi.

INKJET

In quanto a qualità e performance, le stampanti inkjet sanno distinguersi dalle laser per:

  • una eccellente Qualità delle stampe a colori, in particolare di immagini ed elementi grafici grazie all’elevata risoluzione. Una caratteristica invidiabile che si può apprezzare, come menzionato per i modelli laser, principalmente se si utilizza carta speciale e professionale. Ad esempio con grammature (lo spessore e la superficie del foglio) particolari;
  • un Costo – di acquisto e di noleggio – mediamente più basso rispetto ai modelli laser. Una differenza che si assottiglia, però, se si mettono a confronto stampanti multifunzione professionali;
  • le cartucce ad inchiostro sono più economiche, anche se di minor durata in caso di utilizzo piuttosto sostenuto e continuativo;
  • per bassi volumi di stampa. Una differenza tra modelli laser e inkjet che continua ad essere importante nonostante la nascita di stampanti a getto d’inchiostro di nuova generazione.

Che dici: abbiamo già messo abbastanza carne al fuoco con queste prime fondamentali differenze tra stampanti laser e inkjet nelle loro prestazioni e gestione?

tabella differenza per prestazioni e qualità di stampa tra inkjet e laser

Naturalmente queste differenze non escludono possibilità di “combinazioni” tra le tue tipologie di stampanti in ufficio: una tabaccheria, per esempio, potrebbe aver bisogno di stampare documenti di fatturazione per uso interno, ma anche di permettere ai clienti di stampare propri documenti di buona qualità tramite chiavetta USB.

La soluzione? Una stampante inkjet compatta per il backoffice ad uso interno e una stampante multifunzione laser per la clientela. In generale, quindi, per capire le differenze tra queste due famiglie di periferiche nella qualità delle loro stampe chiediti sempre:

  • Ho esigenza di fare volumi di stampa alti o bassi?
  • La mia attività di stampa è frequente e costante o rara e saltuaria?
  • Ho bisogno di stampare prevalentemente immagini, grafici o materiale che finirà nelle mani di clienti o fornitori? Oppure stampo principalmente testo, poche immagini e comunque materiale che non necessita di supporti cartacei di alto livello?
  • Stampo principalmente in formato A3, A4 o entrambi?
  • Ho bisogno di stampare tutto a colori, solo bianco e nero o un po’ tutti e due?

Quasi il 20% dei professionisti che comprano stampanti o cartucce su Amazon lamentano “brutte esperienze”
e problematiche nelle soluzioni acquistate.

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2.2) Velocità di Stampa

Arrivare per primo ha sempre i suoi vantaggi. E come si intuisce le stampanti inkjet possono vantare il primato di essere molto veloci: sono un vero e proprio fulmine per quelle necessità di stampa saltuaria e semplice in ufficio.

Progetti complessi e con stampe o scansioni di resa grafica di altissima qualità, invece, tendono a rallentare le prestazioni di velocità di stampa delle periferiche a getto d’inchiostro.

Ma chi vince alla prova della velocità di stampa tra le due?

In generale: le stampanti laser (soprattutto multifunzione) sono nate, progettate e migliorate costantemente per esigenze e aspettative professionali. Va da sé che sono un perfetto connubio tra qualità/velocità, soprattutto per volumi di produzione piuttosto corposiecontinuativi.

Ma più nello specifico, la velocità per i modelli inkjet, in media, è più alta nei casi di stampe a colori rispetto a quelle in bianco e nero. Anche qui, come nelle prestazioni e qualità di stampa, la tipologia di carta è il “giocatore” che fa la VERA differenza di velocità tra laser e inkjet!

tabella differenza per velocità tra stampante inkjet e laser

2.3) Consumi

So quello a cui stai pensando leggendo “Consumi”. Avrai in mente il costo “misterioso” che devi sostenere per ciascuna stampa che fai. Ovviamente hai centrato il punto, ma devi considerare – tanto per complicare la vita – anche un altro aspetto: il consumo di energia necessaria per l’operatività della stampante. Insomma: l’energia elettrica necessaria per farle funzionare!

Ma andiamo con ordine: costa di più stampare con un modello Laser o uno Inkjet? Dipende. E lo vediamo con 2 casi molto frequenti.

CASO 1

Hai a disposizione una stampante acquistata direttamente e di cui compri toner o cartucce. In questo caso, il tuo costo di stampa è legato principalmente a due fattori: 1) il costo medio delle tue cartucce e 2) il numero di stampe medie che fai mensilmente in ufficio.

In questa circostanza, generalmente, le cartucce inkjet costano meno rispetto al toner delle laser. Tuttavia, il toner di una stampante laser vince, invece, la prova della durata (molto più lunga) per volumi di stampa decisamente più alti rispetto a stampanti inkjet.

CASO 2

Hai in dotazione (o stai cercando) una stampante multifunzione con formula di noleggio. Gli elementi che devi considerare per farti un’idea del tuo costo di stampa sono tre: 1) costo del toner o della cartuccia, 2) numero medio mensile di stampe, 3) anni di durata del contratto di noleggio della stampante.

In questo caso, una stampante laser a noleggio permette decisamente di abbattere i costi di stampa/scansione e di gestione. Perché? Perché: – con una fornitura regolare di toner e cartucce per volumi di stampa continuativi, – e una corretta manutenzione e assistenza tecnica da parte di professionisti, non si andrà incontro a spese vive impreviste e (spesso) molto pesanti.

Ma quindi c’è una differenza tra laser e inkjet nei consumi? Considerando stampanti con finalità d’uso simili, volumi e frequenza di stampa simili, una stampante inkjet PRO (modelli professionali per l’ufficio) offre costi di stampa leggermente inferiori rispetto a una laser.

Dall’altro lato, più aumentano i volumi di stampa, come accennato, e più una periferica di tipo laser sarà in grado di garantirti una maggiore ammortizzazione dei costi operativi una maggiore durata del toner con stampe che hanno una copertura pari o superiore al 25%.

Venendo alle differenze nei consumi energetici ed elettrici, invece, non c’è partita: le stampanti inkjet sono in grado di abbassarli drasticamente, grazie alla diversa tecnologia di stampa “a freddo” (come visto all’inizio dell’articolo).

Ad esempio: se utilizzi in media 1 ora la stampante nell’arco di una giornata, se la tieni accesa 8 ore lavorative e la utilizzi per 300 giorni di lavoro, i costi annuali dei consumi elettrici aziendali generati da una stampante a getto d’inchiostro sono fino al 90% inferiori rispetto a una Laser.

Mediamente, quindi, un risparmio di circa 160€ all’anno per ogni stampante (stime Epson).

infografica della differenza di consumi tra inkjet e laser

2.4) Vita media e durata

Una caratteristica che distingue in modo netto stampanti laser e inkjet sono i ritmi e volumi di stampe/scansioni che sono in grado di sopportare. Una differenza che rimane, anche se il divario si sta accorciando: le stampanti laser durano a lungo e sono capaci di sostenere intensi e continuativi volumi di stampa.

Ti basti pensare che, in media, una stampante laser arriva a garantire tra le 500.000 e i 2.000.000 (2 milioni) di stampe nel corso della sua vita. Inoltre, fatto salvo per difetti di fabbrica, incidenti o cattivo utilizzo, questi modelli richiedono ridotti interventi tecnici invasivi (e costosi!).

In più, una volta che raggiungono il loro livello di stampe massimo indicato, in molti casi vengono destinati a processi di “ricondizionamento”. In altre parole: sostituendo e riparando componenti tecnici importanti (fusori, rulli, vaschette toner, ecc.) possono essere rivendute e riutilizzate un prezzo molto più basso rispetto ad una stampante laser nuova, e con prestazioni di stampa/scansione pressoché identiche.

Una differenza significativa rispetto alle periferiche inkjet, che possono garantire in media 300.000 stampe nel loro ciclo di vita e difficilmente sono modelli che possono essere rimessi a nuovo e resi disponibili come usato.

Ne consegue che anche gli interventi tecnici e di manutenzione richiesti, la frequenza di guasti e rotture sorridano alle stampanti laser: queste, infatti, hanno generalmente un’affidabilità e resistenza tecnica maggiore.

Ma non è tutto qui: le stampanti laser sanno rendere felici gli uffici anche grazie a un altro segno particolare! A differenza delle inkjet, infatti, sono modelli che garantiscono una maggiore durata dei materiali di consumo anche in lunghi periodi di inattività di stampa. E le getto d’inchiostro? Purtroppo le loro cartucce, dopo alcune settimane o mesi di non utilizzo, corrono il rischio di seccarsi e di otturare gli ugelli, compromettendo per sempre la qualità di stampa. Tradotto: qualità di stampa compromessa, consumo più rapido dell’inchiostro, grandi perdite di tempo e fermi macchina.

Non c’è 2 senza 3. A favore dei modelli laser, gioca anche la storicità: una maggiore presenza sullo scenario del mondo della stampa significa anche una diffusa maggiore competenza dei tecnici professionisti in grado di risolvere in poco tempo e in modo definitivo (nel giro di 1 solo intervento) circa il 90% delle problematiche tecniche legate a queste tipologie di stampanti.

Occorre sottolineare, però, che un impiego di modelli inkjet per volumi di stampa medio-bassi e poco intensi garantisce comunque ottime prestazioni di durabilità.

stampante multifunzione inkjet nel corridoio di un ufficio

2.5) Impatto ecologico

Una delle differenze tra stampante laser e inkjet che sarà destinata a rischiotere più attenzione, ma sulla quale c’è anche meno da dire.

Infatti semplicemente il risultato è netto: inkjet batte laser 10 a 0. Sì, perché grazie alla peculiarità della sua tecnologia di stampa, la soluzione a getto d’inchiostro permette di abbattere non solo i costi della bolletta dell’elettricità a fine anno (come abbiamo visto nel punto dei Consumi), ma anche il rumore (sono più silenziose del 23% rispetto alla media dei modelli laser) e la CO2 emessa per il suo utilizzo.

In concreto?

Riprendendo l’esempio visto in precedenza, in una situazione verosimile di utilizzo di una stampante professionale (8 ore lavorative di accensione; utilizzo per 1 ora totale al giorno per 250 giorni di lavoro all’anno), un modello Laser consuma quasi 10 volte più energia (kW – chilowatt) rispetto a un modello Inkjet (stime Epson).

Da parte loro, però, le stampanti laser danno una piccola mano sia all’ambiente, sia al portafogli di uffici e professionisti. Sì, infatti molti modelli permettono l’utilizzo di toner rigenerato. Ovvero, toner della medesima qualità di un originale, ma ricaricato all’interno di una cartuccia già utilizzata.

Risultato: meno sprechi, meno inquinamento di cartucce, meno costi (un toner rigenerato costa molto meno di un originale).

macchie di inchiostro di una cartuccia da stampante su una foglia

2.6) Dimensioni

Che differenze potranno esserci? Ci saranno stampanti a getto d’inchiostro di grande formato così come modelli laser compatte da scrivania”. Se lo stavi pensando hai ragione.

Tuttavia, come visto che per altre differenze, anche in questo caso la differente finalità e contesto di utilizzo delle due tecnologie di stampa determina, in parte, i loro punti forti anche nei termini di dimensioni.

Generalmente, infatti, le stampanti laser sono particolarmente diffuse nei canoni medio-grandi, con cassetti ad alta capacità e per sfornare stampe dal doppio vassoio per carta in formato A4 e A3.

Insomma, modelli destinati a soddisfare le esigenze di un intero ufficio o reparto. E anche se le soluzioni inkjet si stanno adeguando, lanciando sul mercato modelli più “voluminosi“, il loro punto forte sta “nella botte piccola”. Infatti i modelli compatti da scrivania sono decisamente, ancora attualmente, quelli più apprezzati e affidabili per un micro ufficio o singolo utente.

stampante inkjet HP professionale sul tavolo e stampe di foto in alta risoluzione

2.7) Tecnologia di stampa

Partiamo dalle basi. Laser e Inkjet (o “getto d’inchiostro”, per dirla all’italiana) sono due diverse e più popolari tecnologie di stampa per uso professionale (ma non solo).

La tecnologia Laser ha 3 protagonisti nella sua procedura di stampa: tamburo (drum) fotosensibile, laser e toner. Insieme imprimono l’elemento (testo o immagine) da stampare sulla carta sfruttando la forza del calore.

Ecco il procedimento di funzionamento di stampa a laser:

  • Il tamburo viene colpito da una carica elettrostatica di tipo negativo;
  • Entra in gioco il laser, che scansionando la superficie del tamburo e cancellando aree di carica elettrostatica negativa, “disegna” così l’immagine dell’elemento che dovrà essere stampato;
  • È il turno del toner, la cui polvere verrà attratta magneticamente dalle aree di carica elettrostatica negativa disegnate sul tamburo dal laser;
  • La polvere di toner viene quindi trasferita sul foglio di carta, che intanto è stato trascinato dentro la stampante e ora scorre lungo il rullo di spostamento;
  • Avviene la magia: il foglio di carta con la polvere di toner sopra, passa ora sopra un rullo fusore ben scaldato e, grazie al lavoro di un rullo pressore, la polvere di toner si fissa sul foglio grazie alla forza del calore;
  • Il lavoro sporco finale lo fa la lama di pulizia, che ha il compito di pulire il tamburo dal toner residuo e non utilizzato nel processo di fusione;
  • La polvere di toner residua viene spostata all’interno di un serbatoio specifico chiamato vaschetta.

La stampante inkjet sfrutta invece la forza elettrica a freddo di una membrana che ha il compito di ‘gettare’ sul foglio migliaia di gocce d’inchiostro. E lo fa in maniera contemporanea su tutti i pixel presenti su una colonna che compone l’elemento da stampare.

Ecco il procedimento in dettaglio della stampa inkjet:

  • Una speciale membrana viene fatta vibrare grazie a impulsi elettrici;
  • Così facendo arriva ad assorbire, dalle cartucce o serbatoi di colore, minuscole gocce di inchiostro;
  • L’inchiostro viene spruzzato da appositi piccoli ugelli;
  • È il turno delle apposite testine di stampa che, passando avanti e indietro sopra il foglio di carta, vanno a comporre l’immagine da stampare;
  • Per cultura generale, occorre precisare che nei modelli più moderni, avanzati e ad alta velocità la testina rimane ferma e a muoversi è il foglio

Lo so, un po’ complicate queste stampanti vero? Ma almeno così abbiamo messo a nudo la caratteristica peculiare di entrambe e che determinerà le loro ulteriori differenze che vedremo ora.

Per il momento ricordati questo: stampanti Laser = tecnologia “a caldo”stampanti Inkjet = tecnologia “a freddo”.

Quali informazioni chiave puoi trarre da questa prima differenza?

La più importate sicuramente è quella sulla gestione delle cartucce (stampante Inkjet) e del toner (stampante Laser). L’inchiostro contenuto nelle cartucce inkjet, se non adoperate per periodi medio-lunghi (circa 1 o 2 mesi), rischia di seccarsi, portando la stampante a non garantire la massima qualità di stampa o, peggio, di ostruire gli ugelli e di richiedere un’attività di manutenzione specifica.

Una eventualità che non si presenta (se non per periodi molto lunghi di inattività) per il toner di stampanti laser, in quanto caricato all’interno della sua “cartuccia” in forma di polvere. Epson mostra in modo avvincente cosa succede dentro una stampante inkjet durante il processo di stampa.

2.8) Conclusioni

Le differenze tra stampanti Laser e Inkjet, te ne sarai accorto, sono numerose e con sorpassi di una sull’altra (e viceversa) evidenti. Ma in conclusione e sintesi, sono 3 le caratteristiche sulle quali si focalizzano le distinzioni più significative:

  • Prestazioni di stampa: una stampante laser ha caratteristiche adatte al 90% delle esigenze di lavoro in ufficio, offrendo stampe di alto livello su un supporto cartaceo comune. Viceversa, un modello a getto d’inchiostro sa sparare le sue migliori cartucce con un tipo di carta particolare e professionale (e quindi più costosa). Senza dimenticare il suo evidente punto di forza: la stampa di immagini, foto, elementi grafici.
  • Consumi energetici: come già accennato, su questa differenza i modelli Laser non sono in partita rispetto a quelli Inkjet. La tecnologia di stampa ne evidenzia l’evidente minor impatto ambientale, acustico ed energetico. Un successo su tutti i fronti.
  • Ciclo di vita: la tecnologia di stampa è un’arma a doppio taglio e che decreta la maggiore longevità dei modelli Laser. A loro favore anche la maggior praticità che offrono ai famosi (o famigerati) “tecnici” incaricati di sistemare gusti o malfunzionamenti. In concreto? Ti basta pensare che, una volta raggiunto il numero di stampe stimate dalla casa produttrice (in media tra le 450.000 e le 600.000) nell’arco della sua vita (circa 60 mesi), basta sostituire il loro kit iniziale di consumabili (tamburo, drum, nastro, laser, ecc.) per poter rimettersi in pista e sfornare altrettante stampe.

Nonostante queste differenze, i due (al momento) più popolari modelli di stampanti professionali sanno convivere perfettamente. Nessuno dei due, infatti, ci tiene ad iniziare una guerra per la supremazia negli uffici: l’importante è semplicemente individuare il tuo obiettivo specifico di lavoro e quale delle due può centrarlo meglio!

CERCHI ANCORA DI CAPIRE SE PER IL TUO UFFICIO É PIÙ ADATTO UN MODELLO DI STAMPANTE MULTIFUNZIONE LASER O INKJET?

Togliti il dubbio!

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grafica anteprima news errori lezioni online e videoconferenze

Lezioni online e Videoconferenze da remoto: 7 Errori da evitare

Imperdonabili. Pesanti. Dolorosi. In questi giorni ti starai attrezzando (o sei già attrezzato) per realizzare le tue video lezioni online per i tuoi studenti, o per fare riunioni e lavori di gruppo in videoconferenza con i colleghi. Ma non è sufficiente avere tutto il necessario. Infatti, non basta sapere come fare una perfetta videoconferenza per offrire ai tuoi partecipanti un momento di lavoro realmente utile ed efficace. In uno scenario dove il lavoro da remoto e i video saranno gli elementi professionali trainanti del futuro (e già del presente), meglio sapere quali sono gli errori più gravi da evitare quando organizzi una lezione online, o un colloquio di lavoro da remoto, o una riunione in videoconferenza con i tuoi clienti da remoto. Insomma: ti basta non cadere in queste 7 trappole che possono dipingere come poco affidabile la tua figura professionale, e rendere deludente un importante momento formativo o di lavoro. Sei concentrato? Allora iniziamo!

1) Ritardare

No, non è così: essere “elegantemente in ritardo” non è perdonabile. Nemmeno vale la regola del “quarto d’ora accademico”.
Anche se sembra banale, attrezzarti con tool per calendarizzare con precisione l’appuntamento (che sia una video-lezione, un colloquio di lavoro o una videoconferenza con clienti) è decisivo.

E non solo per dare la giusta immagine di professionalità e serietà: collegarsi in anticipo rispetto all’orario prefissato ti consente di avere il tempo necessario per preparare un “benvenuto” unico, informale e al contempo professionale ai tuoi partecipanti.

Come? Attraverso una intro musicale, o un video ad hoc, o ancora con un quiz divertente, ecc. Insomma: spazio alla creatività. E i partecipanti, sicuramente, apprezzeranno.

aula universitaria vuota per video lezioni da remoto

2) Non fare test e prove

L’improvvisazione è un’arma a doppio taglio: o la si sa fare bene, oppure è da evitare (come il Covid19, per intenderci).

Per questo è di vitale importanza, prima del giorno ufficiale della tua lezione scolastica virtuale o della tua videoconferenza con un importante cliente – provare e riprovare più volte:

  • L’utilizzo fluido e rapido delle funzionalità del sistema di videolavoro che utilizzi: attivare/disattivare il microfono ai partecipanti, monitorare la chat e le domande che vengono fatte, ecc.;
  • I device e sistemi che utilizzi: dal microfono alla webcam (meglio se professionali);
  • La corretta visualizzazione delle slide che mostrerai, della lavagna interattiva che userai per fare annotazioni, la corretta ricezione dei documenti che condividerai.
studenti a lezione online e colleghi in videoconferenza

3) Scegliere il luogo sbagliato

Lavorando in smart working o da remoto, forse, te ne sarai accorto: una stanza non vale l’altra.

Infatti sono numerosi i fattori che impattano sull’efficacia di una videoconferenza o lezione virtuale: dal rumore, alla luce, al rimbombo dell’audio, alle distrazioni, alla comodità di avere spazio e tutto a portata di mano, fino allo sfondo (background) visibile alle tue spalle durante la ripresa.

Trovare uno spazio “controllato” e adeguato ti consente di evitare brute sorprese e imprevisti che possono minare la riuscita della riunione o dei lavori.

A meno che non sia voluto per rendere la lezione online o la videochiamata di lavoro indimenticabile!

4) Usare microfoni o webcam non adeguati

Anche se la soluzione più comoda (ed economica) è quella di utilizzare gli speaker e webcam integrati nel tuo PC o device, l’effetto finale potrebbe dare esiti molto fastidiosi.

Effetto eco, riverbero, risoluzione scarsa, audio disturbato: tutti fattori che possono far crollare la buona riuscita della lezione o di una video-intervista (compresa la buona volontà dei tuoi interlocutori).

Non è necessario muoversi verso device professionali e costosi: alcune accortezze possono risultare più che adeguate allo scopo. Ad esempio usando cuffie con microfono, o auricolari, webcam compatte con un’adeguata risoluzione possono essere sufficienti a salvare la situazione.

5) Non utilizzare software adeguati

Sai di cosa hai bisogno per condurre la tua video-collaborazione o lezione a distanza? Devi condividere file o il tuo schermo? Devi fare vedere video live o prendere appunti su una lavagna virtuale?

Avere un’idea chiara su quello che ti serve per condurre in totale controllo la tua attività da remoto è un passo fondamentale.

Solo con queste informazioni in mano si passa alla scelta di un software di videoconferenza o per lezioni online professionale. E anche se è solo uno degli importanti step per organizzare un efficace momento di lavoro o formativo, è forse il passo più delicato per evitare di dover fare un “taglia e cuci” di diverse soluzioni.

Ad esempio: capita spesso di dover cercare un programma aggiuntivo da installare per poter registrare il proprio webinar o l’intera videoconferenza. Una scomodità che si può evitare scegliendo un software professionale con già a bordo questa funzionalità.

lezione online da remoto e insegnante collegato virtualmente

6) Non essere preparato

Simile all’errore n.2, ma legato questa volta al tuo ruolo e attività.

Dimostrare di essere preparato, di far capire con semplicità e immediatezza i topic che tratti sono di primaria importanza per il successo della tua video-lezione o videoconferenza.

Per essere pronto al meglio ed evitare brutte figure (o di far perdere tempo ai partecipanti), le contromisure sono semplici:

  • Preparati e prova i movimenti e lo stile che vuoi dare alla lezione o alla riunione. Consiglio evergreen? Meglio se interattiva e dinamica, per mantenere alta l’attenzione sempre alta e coinvolgere il pubblico;
  • Crea una scaletta dei temi, argomenti ed eventualmente una timeline di svolgimento, con le tempistiche ideali da dedicare a ciascun argomento;
  • Allerta e prepara i colleghi che verranno coinvolti nella lezione o nei lavori, così da essere tutti allineati ed evitare vuoti, imprecisioni o disallineamenti;
  • Programma con adeguato anticipo e calendarizza in modo efficace (invitando tutte le figure chiave che dovranno essere coinvolte) l’appuntamento. Non solo per avere tutto sotto controllo e organizzarti bene anche rispetto alle altre attività che svolgi, ma soprattutto per avere il materiale necessario pronto e a disposizione per la lezione/riunione.
grafica calendario lezioni online e videoconferenze per professori e aziende

7) Sistema di videoconferenza non integrato

Un’app per fare video-lavori o lezioni da remoto non è uno strumento e basta. Non può essere un “gioco” da usare per il tuo lavoro.

E usarlo a spot, quando serve, come elemento a sé stante è uno spreco e un rischio che logora l’efficacia del tuo lavoro giorno dopo giorno.

Per questo integrarlo all’interno di un “ecosistema” di interconnesso di strumenti ti permetterebbe di rendere davvero smart il lavoro. Infatti, la maggior parte dei sistemi di videoconferenza è perfettamente integrabile con numerosi utili tool per lo smart working.

I benefici sono molteplici:

  • Rendere più organizzato il flusso delle tue attività;
  • Maggiore controllo di tutte le attività e scadenze che hai in programma;
  • Calendarizzazione precisa e accurata delle attività e delle priorità;
  • Maggiore coordinamento e allineamento con colleghi e studenti su materiale, obiettivi, avvisi.

Con la forza di questi strumenti e accortezze, sarai già sulla strada giusta per far correre e crescere il tuo valore come insegnante o professionista.

Oltre a questo, ricordati di portare con te anche altri elementi fondamentali, per il futuro che ci attende: nuove competenze tecniche, motivazione ed energia per investirci tempo e risorse.

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copertina news smaltimento toner normativa 2020

Smaltimento Toner: cosa dice la Normativa?

In oltre 20 anni di dialoghi con clienti e partner, ci è capitato spesso di assistere a “spiacevoli” scoperte. Quelle più frequenti?

Quelle sulle corrette procedure di smaltimento dei toner da parte delle aziende. In particolar modo in merito a:

  • l’esistenza di una normativa specifica a riguardo (stiamo parlando del D.Lgs 152/2006);
  • l’obbligo di seguire una procedura molto stringente: un processo obbligatorio per tutte le imprese, attività professionali e possessori di Partita IVA.

Spesso, infatti, le conversazioni su questo tema, ancora oggi, vanno a finire così:

PTS: «Mi scusi, le posso chiedere come la sua azienda smaltisce i toner che utilizza?».
C: «Ah noi li riconsegnamo a chi ce li fornisce.».
PTS: «Ottimo. Allora vi rilasceranno regolari moduli FIR dell’avvenuto ritiro e recupero.».
C: «Eh no, nessuno ci ha mai consegnato nulla!».
PTS: «Ok. Almeno saranno enti o realtà che avete verificato essere iscritte all’Ambo Gestori Ambientali, con regolari autorizzazioni al ritiro, al trasporto e al recupero. Giusto?».
C: « … ».

Le strade, a questo punto, si dividono in due:

  1. chi decide di sfidare la sorte, senza accertarsi di essere conforme alla normativa vigente in materia e senza adeguarsi;
  2. chi decide di prendere in mano la situazione, mettendo al riparo la propria azienda o attività da potenziali rischi.

“Rischi” che possono arrivare a multe che oscillano tra 2.600€ fino a 93.000€. La normativa in materia di smaltimento toner non dà scampo!

Ma c’è una buona notizia!
Se sei arrivato su questa notizia vuol dire che la tua azienda è sulla buona strada: quella di prendere in considerazione il corretto processo di smaltimento delle cartucce da stampa esaurite. Un’attività importante per l’ecosistema e fondamentale per la salvaguardia del proprio business.

Per questo abbiamo preparato un’agile e facile grafica sul corretto processo di smaltimento dei toner per le aziende e su quanto dice la normativa in materia.

La puoi scaricare gratuitamente, salvare, stampare, inviare al tuo responsabile. Insomma: tutto quello che può aiutare la tua azienda o attività a fare una scelta virtuosa!

Hai ancora dubbi sull’argomento? Allora puoi dare uno sguardo alle domande più frequenti sullo smaltimento e recupero toner, così come vuole la normativa vigente.

Oppure, se ti piace andare dritto al punto, puoi scoprire il nostro servizio dedicato al recupero e smaltimento dei rifiuti da stampa: saremmo felici di metterti al riparo da “salate” conseguenze!

Domande frequenti sullo smaltimento toner a norma di Legge

Lungo la carriera di ritiri e di recupero toner, abbiamo radunato i dubbi più frequenti che ci sono stati (e ci vengono) manifestati più spesso.

Hai altri punti interrogativi senza risposta? Noi siamo sempre qui, pronti a darti una mano.

Forse. Ma attenzione.
Perché, come riporta la normativa, sei tu che dovrai “adempiere ad oneri di controllo sui sistemi di autorizzatori dei trasportatori e dei destinatari del rifiuto“.

Tradotto? Devi verificare che chi ritira e chi poi gestirà lo smaltimento/recupero di toner esausti abbiano le autorizzazioni specifiche per farlo:

– autorizzazione al trasporto (specifica per lo specifico codice di rifiuto assegnato ai toner di stampa esauriti);
– autorizzazione al recupero (specifica per lo specifico codice di rifiuto assegnato ai toner di stampa esauriti);
– iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali. Chi ti consegna le cartucce e te le ritira ha tutte queste caratteristiche? Allora tranquillo: sei in una botte di ferro!

Assolutamente NO.
Il D.Lgs 152/06 ex D.Lgs 22/97 definisce i toner usati come Rifiuti Speciali da stampa. Per questo devono essere sottoposti ad un rigoroso processo di smaltimento e di recupero dedicato.

Dipende.
Infatti, come una nostra ricerca e analisi ha messo in luce, quasi il 90% dei rifiuti speciali da stampa viene avviato al recupero. Quindi a processi virtuosi ed eco-sostenibili. Il restante 10% viene avviato a processi di smaltimento non virtuosi: discarica, inceneritore, stoccaggi, interramenti.

È buona prassi, quindi, accertarsi che i propri rifiuti da stampa vengano avviati a processi di riutilizzo, recupero o riciclo, non è solo un atto conforme alla normativa, ma un gesto potente e utile per l’ecosistema.

Purtroppo NO. Non ancora.
Infatti la tua azienda sarà ufficialmente al riparo da multe o sanzioni solo nel momento in cui riceverà la famosa 4° copia del formulario di identificazione dei rifiuti.
Chi te la deve consegnare? Ovviamente l’azienda autorizzata al ritiro, trasporto e smaltimento.

Purtroppo SI.
Per la normativa sei l’utilizzatore delle cartucce. E di conseguenza il “produttore” finale del rifiuto da stampa. A te, quindi, oneri e onori dello smaltimento anche in questa circostanza di contratto di solo noleggio della stampante.

Certo che SI.
In quanto “azienda produttrice” del rifiuto da stampa, completando le procedure di gestione di toner esausti come da normativa puoi fare richiesta (documentazione alla mano) di riduzione percentuale sull’importo della tasse dei rifiuti della tua azienda.
Percentuale di sgravio che varia, ovviamente, da comune a comune.

Toner e cartucce da stampa esauriti, ovviamente.
Sia cartucce di stampanti inkjet, sia toner di stampanti laser.
Ma anche rotoli (ribbon) di inchiostro di stampanti per etichette, per esempio, o nastri di stampa per plotter.
Ma attenzione: l’azienda che effettua il ritiro, trasporto e recupero deve essere in possesso di specifica autorizzazione per lo specifico codice attribuito a questi tipi di rifiuti.
Per esempio? Codice CER 080318, riferito a “toner per stampa esauriti” non pericolosi.

Chi siamo?

PTS srl nasce a Modena nel 1994 dove, a piccoli passi, è diventata un partner a 360 gradi nella fornitura e di Stampanti MultifunzioneMonitor Interattivi (lavagne LIM)Stampanti per Etichette adesive.

Non offriamo niente di “standard”. Per questo realizziamo “soluzioni“: perché ci deve essere tutto il necessario per aiutare a migliorare il lavoro (e la vita in ufficio!) di ogni giorno.

Le nostre Certificazioni e Autorizzazioni allo Smaltimento e Recupero Toner

Cosa dicono di noi?

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miniatura news aggiornamenti COVID19 e PTS srl

COVID-19: noi ci siamo e siamo operativi!

Di fronte a un’emergenza profonda come quella che aziende, famiglie, operatori sanitari e scuole stanno affrontando, la nostra posizione è una sola: ci siamo e siamo operativi.

Ti vogliamo rassicurare: abbiamo adottato tutte le misure e i presidi medici fondamentali per salvaguardare al 100% la salute dei nostri colleghi, fornitori e clienti.

logo nuovo PTS srl per i 25 anni di attività

Cosa cambia?

Lavoriamo, come potrai immaginare, a regime ridotto. Circa il 70% del nostro staff ad oggi è operativo in modalità smart working (lavoro da remoto).

Una diposizione che rallenta e dilata le tempistiche di ricezione delle forniture che ordiniamo, ma ci permette di garantire comunque le principali attività di:

Come contattarci?

Come sempre, per qualsiasi informazione in merito tutto lo staff PTS è e rimane a tua disposizione (Lunedì – Venerdì, dalle 8:30 alle 18:00):

  • via email e telefono ai riferimenti della sede di Modena o a quelli della filiale di Bologna;
  • attraverso la live chat che trovi attiva su tutte le pagine del nostro sito (icona in basso a destra).

In questo momento così difficile non possiamo far altro che provare a continuare insieme a dare supporto alle realtà e attività del nostro territorio.

Un sentito ringraziamento da parte di tutti noi.

il team di PTS srl

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grafica copertina news come fare videoconferenza

Come fare una Videoconferenza: 7 step per renderla un successo

Organizzare realizzare (bene!) una videoconferenza non è banale né facile. E prenderla in modo superficiale ti potrebbe costare caro.
Non solo i soldi o il tempo che hai investito per rendere più smart il lavoro in azienda o le lezioni a scuola. Potresti perdere anche la tua credibilità aziendale, affondare la percezione di serietà del tuo istituto o della tua preparazione come professionista.

La conseguenza di tutto questo? Clienti che ti abbandonanoStudenti che si ritirano per andare in una scuola più attenta alla qualità della loro formazione. Dipendenti o colleghi meno produttivi ed efficaci.

Realizzare un sistema di videoconferenza a regola d’arte può invece offrire un assist perfetto: più efficacia, più coinvolgimento e minori perdite di tempo nel lavoro in azienda o nella didattica.

Se sono questi i “gol” che vorresti centrare, allora sei fortunato: ti viene in aiuto questa nostra “ricetta” completa su come fare un’ottima videoconferenza i 7 step.

(Aggiornamento Aprile 2020: sapere realizzare una videoconferenza professionale significa anche stare attenti alla sicurezza e scegliere un’APP che offra specifiche garanzie di protezione). Si stima che circa 500mila account della nota piattaforma ZOOM siano stati carpiti e venduti – con i relativi dati personali – sul dark web.).

Ecco allora una guida pronta a darti tutti gli elementi per posizionare il tuo progetto sui giusti binari. Pronto a mettere le “mani in pasta”? Iniziamo!

1) Quali strumenti ti servono per iniziare?

Come ogni “ricetta” che si rispetti, si parte dagli ingredienti fondamentali. Ecco cosa non può mancare sulla tua scrivania per preparare una videoconferenza:

  • un qualsiasi PCComputer fisso o tablet. Insomma: qualsiasi dispositivo già in tuo possesso! Dovrà essere un device comodo da usare, con schermo sufficientemente grande e dotato di videocamera;
  • una comune connessione Internet. Non importa la velocità di navigazione o di download: alcuni software (professionali) per videoconferenze ti restituiscono qualità audio-video alta e costante anche con velocità di connessione a 2 MB;
  • un software per videoconferenze. Sul mercato ce ne sono davvero tanti. Ma un consiglio è valido sempre ed è oro: più l’APP è professionale e più potrai stare tranquillo sulla sua qualità e sistemi di sicurezza.
    Niente panico: al punto 3. ti daremo qualche dritta su quale orientarti.

All’elenco si potrebbero aggiungere anche i monitor interattivi e le lavagne LIM, due dispositivi multimediali touch screen che non dovrebbero mancare (e non mancheranno) nelle aule scolastiche o nelle sale riunione di nessuna scuola o ufficio. Ma al momento, con i tre strumenti menzionati sopra, è tutto più che sufficiente!

sala riunione videoconferenza multischermo

2) Quali caratteristiche deve avere per essere efficace?

Abbiamo detto che questa potrebbe essere la tua formula vincente per realizzare videoconferenze davvero distintive e di qualità. Ma una ricetta vera e propria per il successo, purtroppo, non esiste. Ma questi elementi sono di certo un perfetto inizio per mettere tutto sulla buona strada. I tuoi punti cardinali per non rischiare di cadere nel superficiale e in un danno per te e per i tuoi partecipanti.

Ecco le caratteristiche che non possono mancare nell’organizzazione di una videoconferenza:

  • deve essere Comoda.
    In altre parole: tutti i device mobili (iOS, Android, Windows) devono potersi collegare facilmente e senza complicazioni;
  • deve avere la funzionalità Multischermo.
    Ovvero: devi utilizzare un software di videoconferenza che renda possibile a tutti i device collegati di avviare un dispositivo video. E questo senza, ovviamente, andare a discapito della velocità o fluidità della comunicazione e connettività;
  • deve avere Facilità di accesso.
    Minore è il numero di passaggi che i tuoi “invitati” sono costretti a fare per partecipare, maggiore sarà l’efficacia della videoconferenza (e del buon umore di colleghi e clienti collegati!). Ad esempio, esistono software professionali che ti permettono di invitare i tuoi partecipanti con un semplice link e senza richiedere registrazioni o download di applicazioni;
  • deve avere un Impatto di esperienza utente gradevole ed essenziale.
    A nessuno piace aprire un’interfaccia confusa, piena di finestre e funzionalità incomprensibili. Né per chi deve usare il software in qualità di amministratore, né per chi deve seguire e partecipare  alla videoconferenza.Per questo assicurarsi che il software per le video-collaborazioni che si sceglie di usare deve avere queste caratteristiche e per poter essere fruito comodamente anche su schermi piccoli di smartphone o notebook.

VAI DI FRETTA E VUOI PASSARE SUBITO AL PEZZO FORTE?

Allora scopri la nostra APP per Videoconferenza all’altezza dei tuoi obiettivi: AnyWhere Video

3) Meglio un software per videoconferenze professionale o gratuito?

Lo capiamo bene. È facilissimo associare il termine “professionali” all’aggettivo “costoso”. Ma quando si tratta di software per fare videoconferenze non c’è da scherzare.

Infatti, indirizzarsi verso una soluzione gratuita rispetto ad una con abbonamento ti proietta verso gravi rischi:

  • perdita di credibilità (e di clienti) della tua azienda agli occhi dei tuoi clienti e stakeholder;
  • perdite di tempo che impediscono ai team di lavoro di dedicarsi anche ad altre attività;
  • videoconferenze dispersive che impediscono di centrare gli obiettivi operativi;
  • frustrazione nell’utilizzo del software e quindi inefficacia dei lavori, lezioni, conferenze video da remoto;
  • screditamento della propria immagine professionale, che verrà percepita poco seria e di scarsa qualità.

In altre parole: tutti i software di videoconferenza gratuiti più popolari (come Skype, ad esempio) sono più adeguati per un utilizzo domesticoprivato o per micro team di lavoro interno.

smart working software videoconferenza da remoto

Ecco allora dei buoni motivi per scegliere un software di videoconferenza professionale:

a) AFFIDABILITÀ:

nel 90% dei casi, i software di videoconferenza gratuiti spesso non garantiscono un funzionamento fluido e stabile anche con connettività standard.
La conseguenza? Tutta la connettività aziendale o scolastica viene rallentata o bloccata. Per non parlare dell’impatto sulla qualità della videoconferenza o video-collaborazione: non avranno mai una fruizione piacevole.

“Allora cos’hanno da offrire programmi professionali”? Molto semplice: il Cloud.

Una caratteristica che li rende perfetti anche per connettività con scarso segnale (2 MB). In questo modo sgravano la tua rete Internet da rallentamenti e disservizi. Oltre a questo, ti consente di fare videoconferenze con numerosi partecipanti (anche di 50/500 persone o device in contemporanea) senza perdere 1 secondo di velocità.

b) SICUREZZA & ASSISTENZA:

ormai tutti i programmi di video-chat, di condivisione e video-lavoro da remoto offrono sistemi di criptaggio e protezione delle informazioni. Anche quelli free. Ma quanto è “sicura la sicurezza”?

Te le diciamo francamente: il gioco non vale il rischio.
Un sistema gratuito, infatti, non ha livelli di guardia alti, i protocolli di protezione sono minimi e tarati sulle minacce più blande e contenibili.

(Aggiornamento Maggio 2020: non è facile capire il grado di affidabilità e sicurezza di un’APP per videoconferenze. Ma esistono almeno 3 parametri che possono dirti se sei di fronte a uno strumento degno di fiducia oppure no: 1) certificazione ISO 27001; 2) Conformità GDPR; 3) Protocollo di sicurezza TLS.).

Immagina: sei collegato con il tuo (potenziale) miglior cliente per valutare il preventivo finale di acquisto, o con la tua classe di 27 ragazzi. Senza che tu te ne accorga un malware colpisce un PC aziendale o della scuola, entrando in circolo nell’intera infrastruttura server. Riesce così a carpire i dati riservati degli studenti (minorenni), dati finanziari e fiscali del tuo cliente, documenti e contratti.

A quanto potrebbe ammontare il danno economico (e giuridico) di tutto questo?

“Allora cos’hanno da offrire software di videoconferenza professionali”? Ancora più semplice: sicurezza avanzata e personale tecnico in carne ed ossa per assisterti in caso di problemi.

livelli di protezione, infatti, sono molto più elevati e testati per arginare la maggior parte dei cyber attacchi conosciuti.

Di più? Alcuni fornitori di soluzioni di videoconferenze scendono in campo direttamente: monitorano possibili tentativi di “breach” (di violazioni) durante le videoconferenze. In casi estremi possono intervenire in tempo reale per “sigillare” la sala virtuale annullando al 100% il rischio di furto di dati aziendali o personali.

c) PRIVACY:

un altro punto che vediamo venire sacrificato, purtroppo, troppo di frequente.
Programmi di videoconferenza o video-lavoro gratuiti (come il già citato Skype o anche la versione free di Google Meet), come forse saprai, chiedono una “moneta di scambio” per lo sfruttamento libero che tu e la tua azienda fate dei suoi servizi: i tuoi dati personali. Un pegno che anche i partecipanti ai tuoi video-lavori devono pagare, sotto forma di registrazione, iscrizione o download di un’app.

Se per la tua azienda o scuola può essere un fattore trascurabile, attento: forse non lo è per i genitori dei tuoi alunni, o per un tuo cliente.

“Allora cos’hanno da offrire software di videoconferenza professionali”? Sempre più semplice: la riservatezza.

Infatti, nessuna iscrizione o registrazione è richiesta agli invitati quando si usano software per videoconferenza a pagamento.
Il risultato? Nessuna archiviazione o sfruttamento di dati personali o professionali. Tutto rimane a te.

d) REGISTRAZIONI:

quando realizzi una videoconferenza non è detto che tutto fili sempre liscio. Può capitare, infatti, che un collega o uno studente non possano collegarsi nel giorno e orario prestabilito. Cosa fare quindi?

Con un programma gratuito non avrai a disposizione anche la funzionalità di registrazione della videoconferenza.
E nel caso in cui dovesse dartene la possibilità, attento ai limiti di tempo: sono possibili solo poche ore di registrazione totali.

“Allora cos’hanno da offrire software di videoconferenza professionali”? Molto, molto semplice: la possibilità di fare registrazioni senza limiti.

e) RESTRIZIONI:

ti ricordi quando ti dicevamo della “moneta di scambio” richiesta dai programmi gratuiti? Oltre ai dati personali e professionali, ci sono anche le restrizioni.

Infatti, quasi la totalità dei programmi di video-collaborazione gratuiti hanno molte delle funzionalità necessarie, ma con (critiche) restrizioni: come il numero di partecipanti massimo che possono partecipare in contemporanea, spesso molto basso (tra i 2 e i 4); oppure la durata della videoconferenza, che in alcuni casi può durare fino a un massimo di 40 minuti. Terminati i minuti? Si interrompe, senza troppi convenevoli.

“Allora cos’hanno da offrire software di videoconferenza professionali”? Infinitamente semplice: nessuna restrizione. O meglio: alcuni software prevedono restrizioni laddove previsto nei diversi pacchetti di licenze. Diversi a seconda di flessibili e specifiche esigenze.

4) Quale software di videoconferenza e video-lavoro scegliere?

Presto scriveremo una classifica approfondita ai migliori programmi per il video-lavoro a distanza sul mercato.

Fino ad allora ti dovrai accontentare di scaricare gratuitamente questa infografica di confronto tra software per videoconferenza.

Scegli consapevole, scegli sicuro.

5 SOFTWARE DI VIDEOCONFERENZA A NUDO

Ecco una grafica che mette a confronto le caratteristiche delle app per il video-lavoro più famose sul mercato

5) Quali obiettivi devi avere in mente per farla al meglio?

Come team di PTS srl non ci limitiamo a realizzare soluzioni di video-collaborazione e basta: siamo noi in primis entusiasti utilizzatori di queste tecnologie.

Per questo negli anni in cui abbiamo testato e avviato questa esperienza, ci siamo accorti che una serie di vitali accortezze possono fare la differenza sul fare videoconferenze davvero efficaci:

  • Prepara e organizza “a tavolino” la tua attività: cosa dovrai presentare, con chi ti dovrai collegare, cosa sarà necessario mostrare, chi si dovrà collegare per darti supporto, quanto tempo richiederà, ecc.Non dimenticare poi di fare alcune prove e test il giorno prima della data prestabilita: tutto deve andare (il più possibile) liscio. L’improvvisazione è il killer n. 1 delle videoconferenze!
  • Testa e punta su un software di videoconferenza all’altezza (non ci stancheremo di ripeterlo). Soluzioni “amatoriali” possono fare più danno che guadagno. E i tuoi colleghi, clienti o studenti ringrazieranno sicuramente!
  • Non commettere l’errore di pensare ai sistemi di videoconferenza come strumenti a sé stanti e da usare una tantum.Pensa a come puoi integrarli in molteplici attività del tuo ufficio o scuola.Fidati: possono essere un alleato insostituibile per risparmiare tempo, per ridurre (fino al 30%) i costi di trasferte nazionali e internazionali, sostituire macchinose procedure di scambio informazioni cartacee o digitali non in tempo reale (come massicci scambi di email, documenti volanti, telefonate, ecc.).Al punto 6 ti diamo qualche idea su attività aggiuntive che questi software ti possono permettere di realizzare per ottenere un immediato ritorno sull’investimento.
webinar formativo in videoconferenza
  • Punta a dare un valore aggiunto prezioso ai tuoi clienti o studenti e che non dà nessuno dei tuoi concorrenti.Un’esperienza di lavoro da remoto efficace, organizzata, che va dritta al punto, coinvolgente e interattiva si ricorda meglio e permette di raggiungere con più precisione i risultati voluti.

6) Le domande che devi farti prima di organizzare una Videoconferenza

Come ti possono aiutare? Vedile un po’ come un “kit di sopravvivenza” per organizzare videoconferenze efficaci e che valgano l’investimento fatto. Un elenco non esaustivo e che potresti (anzi, dovresti) essere completato con domande utili basate sulla tua esperienza diretta:

  • So come muovermi per non sembrare impacciato o un dilettante davanti alla videocamera?
  • Valorizzo l’immagine della mia azienda o la mia immagine di professionista?
  • Ho preparato una scaletta organizzata su come gestire/condurre la videoconferenza?
  • Il software che uso ha tutte le funzionalità di cui ho bisogno per condurla? Oppure noto che mi servirebbe qualcosa in più per un’attività importante che voglio sfruttare durante la videconferenza? (Ad esempio una funzione di “lavagna interattiva virtuale” per sintetizzare punti salienti o per realizzare schemi).
  • Ho allertato tutti i collaboratori e colleghi per essere pronti e/o disponibili a partecipare in caso fosse necessario?
  • Ho programmato test del sistema di videoconferenza e del mio intervento prima di iniziare?
sala riunione software videoconferenza

7) Non solo videoconferenza: uno strumento per ampliare il tuo lavoro

Non fermarti alla sola definizione di “videoconferenza”. Alcuni software sul mercato sono perfetti alleati per sbloccare nuove possibilità di business e di apprendimento:

  • Video-collaborazione:
    molto simile alla videoconferenza, ma che identifica un’attività più incentrata sul lavoro in contemporanea e in tempo reale su uno stesso documento.Due o più colleghi/collaboratori possono quindi modificare e interagire contemporaneamente su una stessa presentazione in PDF, sottolineando, evidenziando, annotando modifiche o errori.Perché scambiarsi tonnellate di email per settimane quando puoi fare la stessa cosa in poche ore, senza incomprensioni e con maggiore precisione?
  • Eventi virtuali e da remoto:
    soprattutto in questo frangente di emergenza nazionale e internazionale, per molte aziende e scuole è vitale trovare uno strumento che consenta loro di continuare ciò che sanno fare meglio: dialogare, “incontrare” e confrontarsi con altri colleghiclientifornitoristudentiinsegnanti.E quale migliore occasione di un evento formativo, di dibattito o culturale per stringere e non perdere quei rapporti fondamentali per il proprio business o attività?Grazie a software professionali puoi farlo. In particolare, il software di videoconferenza AnyWhere Video ti consente di creare fino a 10 “sale” virtuali distinte, all’interno delle quali invitare fino a 50 partecipanti ciascuna.

     

  • Corsi formativi aziendali o lezioni scolastiche online:
    le competenze dei propri colleghi o studenti è sono gioielli rari da custodire e sviluppare.

    Organizzare un appuntamento formativo a distanza può diventare un’attività utile, comoda e – perché no – divertente: per i collaboratori da remoto, o per i colleghi di altre sedi aziendali, per gli studenti assenti, per i corsisti che non possono intervenire perché malati.

    Una soluzione per accorciare le distanze e per dare massima importanza all’interazione dei partecipanti. E tutto a costo 0.

  • Webinar:
    un appuntamento formativo virtuale che potresti organizzare per promuovere la tua attività di professionista, o come occasione di business per intercettare nuovi potenziali clienti.

    Un’arma che richiederebbe approfondimenti a parte per evidenziarne funzionamento, potenzialità e vantaggi.

Hai ancora punti interrogativi su come fare una videoconferenza professionale, senza spendere una fortuna e con il supporto di qualcuno di affidabile che ti guidi?

Togliti il dubbio!

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