copertina news stampanti laser vs stampanti inkjet

Stampante Laser o Inkjet? Le Differenze per scegliere senza rischi

Lo so, avrai sicuramente fretta di sapere le differenze tra una stampante laser e una stampante inkjet (anche dette a getto d’inchiostro) e quale tipologia può essere più vantaggiosa per il tuo ufficio o per un uso professionale (anche per il lavoro da casa).

Bene, la buona notizia è che sei nel posto giusto dato che ce ne occupiamo da più di 25 anni. Ma niente fretta, perché hai di fronte una guida approfondita che potrà esserti più che sufficiente per rispondere a tutti i tuoi principali dubbi (e forse anche timori) su queste periferiche professionali.

Se non hai tempo di leggere questa guida non ti preoccupare: potrai scaricare in qualsiasi momento e gratuitamente la scheda riepilogativa delle differenze tra stampanti inkjet e laser.

Allora: iniziamo?

stampante multifunzione laser professionale ufficio

1) STAMPANTE LASER O INKJET: da dove partire?

Partiamo dallo sfatare una curiosità: sono migliori le stampanti laser o quelle inkjet?

La risposta è ‘dipende’: anche se le periferiche a getto d’inchiostro stanno diffondendosi con più velocità (tasso di crescita del settore del 5,8% annuo) rispetto alle colleghe laser (tasso di crescita del 3,2% annuo), sono due tipologie di stampanti che soddisfano fedelmente esigenze di stampa e scansione piuttosto diverse.

(Aggiornamento Aprile 2020: nell’ultimo anno uffici stanno investendo sull’affidabilità di stampanti laser compatte e continueranno a farlo. Un trend importante con un tasso di crescita del 5% annuo portato anche dalla necessità di lavorare da casa.).

In generale, quindi, i professionisti NON stanno cercando quale delle due sia migliore, ma quale tipologia di stampante si adatta meglio alle proprie esigenze di lavoro. Quindi, che siano a getto d’inchiostro o laser, la partita si vince scegliendo stampanti multifunzione professionali selezionate di alta qualità e fatte per durare, piuttosto che andando a caccia di fotocopiatrici economiche.

Tornando alla domanda “sono migliori le stampanti laser o inkjet?“, la risposta giusta è: dipende dal confronto tra le loro caratteristiche e l’utilizzo che ne dovrai fare per lavoro.

Scopriamolo!

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2) LASER O INKJET: tutte le differenze

Dopo la doverosa premessa entriamo nel vivo: stampanti Laser e Inkjet sono molto diverse e si distinguono per una serie di caratteristiche chiave.

Quali rischi si corrono ad acquistarne una senza conoscerle? Per esempio: spendere tanto per un modello con funzionalità non necessarie per le proprie esigenze (e viceversa); o spendere tanto per cartucce e toner perché non si è valutato il loro costo rapportato ai propri consumi; o dover buttare via dopo pochi mesi una stampante perché di bassa qualità rispetto alle esigenze professionali.

Infatti, nonostante abbiano entrambe alti standard di prestazioni di stampa, bisogna essere consapevoli delle 8 differenze fondamentali tra una periferica laser e una inkjet:

  • Qualità di stampa e scansione: la risoluzioni, la nitidezza, la durata nel tempo di una stampa, la leggibilità di un documento stampato. Sono tutti elementi basilari che influenzano direttamente la qualità del lavoro tra colleghi o l’immagine dell’azienda agli occhi di clienti o fornitori. Pensaci bene: consegneresti un documento sbavato o con colori piatti e spenti ad un importante cliente?
  • Velocità: determinante per migliorare e semplificare le operazioni più ripetitive del lavoro di tutti i giorni. Inutile nasconderlo: tra una stampante veloce e una più veloce che ti consente di consegnare in tempo 100 importanti bolle di vendita ai corrieri, quale vorresti avere sulla tua scrivania?
  • Consumi: il dente dolorante per molti uffici nel capire le differenze tra stampanti laser e inkjet. Questa caratteristica fa riferimento alle tipologie di toner e cartucce che vengono utilizzate, l’energia necessaria per tenere operativa la stampante, le funzioni di controllo/ottimizzazione delle code di stampa e di stampa a risparmio energetico.
  • Vita media (durata e manutenzione): due diverse modalità di funzionamento comportano due diverse caratteristiche di durata, resistenza e qualità dei componenti della stampante. E di conseguenza decidono direttamente la continuità operativa del tuo ufficio. Quante volte e dopo quanto tempo è necessario eseguire manutenzione tecnica? Quanto costano i componenti (consumabili) da sostituire? Quanto sono frequenti guasti o inceppamenti? Sono tutte domande fondamentali per scegliere una stampante “benedetta” o “maledetta”.
  • Dimensioni: lo spazio o ambiente in cui si ha necessità di inserire una stampante è un elemento che influisce sul dispositivo che si sceglierà. Una scrivania in un ufficio di 2 persone è diverso di un’area amministrativa condivisa tra più di 10 colleghi.
  • Impatto ecologico (rumore ed energia): le emissioni di calore, CO2, l’energia richiesta per funzionare, ma anche il rumore emesso quando la stampante viene avviata o spenta. Una stampante laser e inkjet hanno differenze chiave di grande importanza che meritano la tua attenzione.
  • Consumabili: periferiche a getto d’inchiostro e laser sono caratterizzate anche da differenze anche sulle tipologie di cartucce e toner: sotto l’aspetto della durata, della tecnologia e della convenienza.
  • Tecnologia di stampa: come avviene la “magia” della stampa tra un modello laser e uno a getto d’inchiostro? So che può sembrare un’informazione del tutto superflua ma fidati, potrà esserti sicuramente d’aiuto. Ad esempio per adottare una serie di accortezze per non rischiare di danneggiare la stampante e farla durare più a lungo.

Solo sotto l’aspetto della gestione del rifiuto da stampa i modelli laser e inkjet sono ugualisecondo la normativa sullo smaltimento di cartucce e toner, entrambe le tipologie di rifiuto devono essere avviate a stringenti processi di recupero e, quando possibile, di rigenerazione (riutilizzo).

Sei pronto a scoprire tutto sulle differenze tra questi due importanti tipologie di stampanti e fotocopiatrici? Proseguiamo allora!

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2.1) Qualità di stampa e scansione

In quanto a possibilità di funzioni di stampa (scanner fronte/retro, wi-fi e wireless, connessione USB, copia, vassoi di carta capienti e aggiuntivi, ecc.) non ci sono netti successi del laser sull’inkjet (o viceversa): molto varia in base ai singoli modelli. Tuttavia ci sono alcune evidenti differenze tra queste due tipologie circa la qualitàprestazioni del toner e cartucce.

LASER

  • una alta Qualità e resa grafica costante (sia di testo che immagini) per stampe in bianco/nero e a colori. Attenzione però ad un elemento che gioca un ruolo chiave nelle differenze delle prestazioni di stampa: la tipologia di carta! I modelli laser raggiungono praticamente l’eccellenza se la stampa avviene su carta semplice e comune;
  • un Costo – di acquisto e di noleggio – della stampante mediamente più alto rispetto ad un modello inkjet;
  • cartucce di Toner mediamente più costose rispetto alle cartucce d’inchiostro, ma in genere capaci di durare più a lungo per alti volumi di stampa. Inoltre, le stampanti laser possono lavorare anche con cartucce di toner “alternativi” (rigenerati o compatibili), quindi più a buon mercato rispetto a quelli originali, senza sacrificare troppo la resa di stampa;
  • capacità di sostenere alti volumi di stampa, intensi e continuativi senza battere ciglio! E costi di gestione (quindi i costi per l’utilizzo della stampante) rimangano contenuti. Sì, hai capito bene: se confrontata con una collega a getto d’inchiostro, con un modello laser più stampi e meno spendi.

INKJET

In quanto a qualità e performance, le stampanti inkjet sanno distinguersi dalle laser per:

  • una eccellente Qualità delle stampe a colori, in particolare di immagini ed elementi grafici grazie all’elevata risoluzione. Una caratteristica invidiabile che si può apprezzare, come menzionato per i modelli laser, principalmente se si utilizza carta speciale e professionale. Ad esempio con grammature (lo spessore e la superficie del foglio) particolari;
  • un Costo – di acquisto e di noleggio – mediamente più basso rispetto ai modelli laser. Una differenza che si assottiglia, però, se si mettono a confronto stampanti multifunzione professionali;
  • le cartucce ad inchiostro sono più economiche, anche se di minor durata in caso di utilizzo piuttosto sostenuto e continuativo;
  • per bassi volumi di stampa. Una differenza tra modelli laser e inkjet che continua ad essere importante nonostante la nascita di stampanti a getto d’inchiostro di nuova generazione.

Che dici: abbiamo già messo abbastanza carne al fuoco con queste prime fondamentali differenze tra stampanti laser e inkjet nelle loro prestazioni e gestione?

tabella differenza per prestazioni e qualità di stampa tra inkjet e laser

Naturalmente queste differenze non escludono possibilità di “combinazioni” tra le tue tipologie di stampanti in ufficio: una tabaccheria, per esempio, potrebbe aver bisogno di stampare documenti di fatturazione per uso interno, ma anche di permettere ai clienti di stampare propri documenti di buona qualità tramite chiavetta USB.

La soluzione? Una stampante inkjet compatta per il backoffice ad uso interno e una stampante multifunzione laser per la clientela. In generale, quindi, per capire le differenze tra queste due famiglie di periferiche nella qualità delle loro stampe chiediti sempre:

  • Ho esigenza di fare volumi di stampa alti o bassi?
  • La mia attività di stampa è frequente e costante o rara e saltuaria?
  • Ho bisogno di stampare prevalentemente immagini, grafici o materiale che finirà nelle mani di clienti o fornitori? Oppure stampo principalmente testo, poche immagini e comunque materiale che non necessita di supporti cartacei di alto livello?
  • Stampo principalmente in formato A3, A4 o entrambi?
  • Ho bisogno di stampare tutto a colori, solo bianco e nero o un po’ tutti e due?

Quasi il 20% dei professionisti che comprano stampanti o cartucce su Amazon lamentano “brutte esperienze”
e problematiche nelle soluzioni acquistate.

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2.2) Velocità di Stampa

Arrivare per primo ha sempre i suoi vantaggi. E come si intuisce le stampanti inkjet possono vantare il primato di essere molto veloci: sono un vero e proprio fulmine per quelle necessità di stampa saltuaria e semplice in ufficio.

Progetti complessi e con stampe o scansioni di resa grafica di altissima qualità, invece, tendono a rallentare le prestazioni di velocità di stampa delle periferiche a getto d’inchiostro.

Ma chi vince alla prova della velocità di stampa tra le due?

In generale: le stampanti laser (soprattutto multifunzione) sono nate, progettate e migliorate costantemente per esigenze e aspettative professionali. Va da sé che sono un perfetto connubio tra qualità/velocità, soprattutto per volumi di produzione piuttosto corposiecontinuativi.

Ma più nello specifico, la velocità per i modelli inkjet, in media, è più alta nei casi di stampe a colori rispetto a quelle in bianco e nero. Anche qui, come nelle prestazioni e qualità di stampa, la tipologia di carta è il “giocatore” che fa la VERA differenza di velocità tra laser e inkjet!

tabella differenza per velocità tra stampante inkjet e laser

2.3) Consumi

So quello a cui stai pensando leggendo “Consumi”. Avrai in mente il costo “misterioso” che devi sostenere per ciascuna stampa che fai. Ovviamente hai centrato il punto, ma devi considerare – tanto per complicare la vita – anche un altro aspetto: il consumo di energia necessaria per l’operatività della stampante. Insomma: l’energia elettrica necessaria per farle funzionare!

Ma andiamo con ordine: costa di più stampare con un modello Laser o uno Inkjet? Dipende. E lo vediamo con 2 casi molto frequenti.

CASO 1

Hai a disposizione una stampante acquistata direttamente e di cui compri toner o cartucce. In questo caso, il tuo costo di stampa è legato principalmente a due fattori: 1) il costo medio delle tue cartucce e 2) il numero di stampe medie che fai mensilmente in ufficio.

In questa circostanza, generalmente, le cartucce inkjet costano meno rispetto al toner delle laser. Tuttavia, il toner di una stampante laser vince, invece, la prova della durata (molto più lunga) per volumi di stampa decisamente più alti rispetto a stampanti inkjet.

CASO 2

Hai in dotazione (o stai cercando) una stampante multifunzione con formula di noleggio. Gli elementi che devi considerare per farti un’idea del tuo costo di stampa sono tre: 1) costo del toner o della cartuccia, 2) numero medio mensile di stampe, 3) anni di durata del contratto di noleggio della stampante.

In questo caso, una stampante laser a noleggio permette decisamente di abbattere i costi di stampa/scansione e di gestione. Perché? Perché: – con una fornitura regolare di toner e cartucce per volumi di stampa continuativi, – e una corretta manutenzione e assistenza tecnica da parte di professionisti, non si andrà incontro a spese vive impreviste e (spesso) molto pesanti.

Ma quindi c’è una differenza tra laser e inkjet nei consumi? Considerando stampanti con finalità d’uso simili, volumi e frequenza di stampa simili, una stampante inkjet PRO (modelli professionali per l’ufficio) offre costi di stampa leggermente inferiori rispetto a una laser.

Dall’altro lato, più aumentano i volumi di stampa, come accennato, e più una periferica di tipo laser sarà in grado di garantirti una maggiore ammortizzazione dei costi operativi una maggiore durata del toner con stampe che hanno una copertura pari o superiore al 25%.

Venendo alle differenze nei consumi energetici ed elettrici, invece, non c’è partita: le stampanti inkjet sono in grado di abbassarli drasticamente, grazie alla diversa tecnologia di stampa “a freddo” (come visto all’inizio dell’articolo).

Ad esempio: se utilizzi in media 1 ora la stampante nell’arco di una giornata, se la tieni accesa 8 ore lavorative e la utilizzi per 300 giorni di lavoro, i costi annuali dei consumi elettrici aziendali generati da una stampante a getto d’inchiostro sono fino al 90% inferiori rispetto a una Laser.

Mediamente, quindi, un risparmio di circa 160€ all’anno per ogni stampante (stime Epson).

infografica della differenza di consumi tra inkjet e laser

2.4) Vita media e durata

Una caratteristica che distingue in modo netto stampanti laser e inkjet sono i ritmi e volumi di stampe/scansioni che sono in grado di sopportare. Una differenza che rimane, anche se il divario si sta accorciando: le stampanti laser durano a lungo e sono capaci di sostenere intensi e continuativi volumi di stampa.

Ti basti pensare che, in media, una stampante laser arriva a garantire tra le 500.000 e i 2.000.000 (2 milioni) di stampe nel corso della sua vita. Inoltre, fatto salvo per difetti di fabbrica, incidenti o cattivo utilizzo, questi modelli richiedono ridotti interventi tecnici invasivi (e costosi!).

In più, una volta che raggiungono il loro livello di stampe massimo indicato, in molti casi vengono destinati a processi di “ricondizionamento”. In altre parole: sostituendo e riparando componenti tecnici importanti (fusori, rulli, vaschette toner, ecc.) possono essere rivendute e riutilizzate un prezzo molto più basso rispetto ad una stampante laser nuova, e con prestazioni di stampa/scansione pressoché identiche.

Una differenza significativa rispetto alle periferiche inkjet, che possono garantire in media 300.000 stampe nel loro ciclo di vita e difficilmente sono modelli che possono essere rimessi a nuovo e resi disponibili come usato.

Ne consegue che anche gli interventi tecnici e di manutenzione richiesti, la frequenza di guasti e rotture sorridano alle stampanti laser: queste, infatti, hanno generalmente un’affidabilità e resistenza tecnica maggiore.

Ma non è tutto qui: le stampanti laser sanno rendere felici gli uffici anche grazie a un altro segno particolare! A differenza delle inkjet, infatti, sono modelli che garantiscono una maggiore durata dei materiali di consumo anche in lunghi periodi di inattività di stampa. E le getto d’inchiostro? Purtroppo le loro cartucce, dopo alcune settimane o mesi di non utilizzo, corrono il rischio di seccarsi e di otturare gli ugelli, compromettendo per sempre la qualità di stampa. Tradotto: qualità di stampa compromessa, consumo più rapido dell’inchiostro, grandi perdite di tempo e fermi macchina.

Non c’è 2 senza 3. A favore dei modelli laser, gioca anche la storicità: una maggiore presenza sullo scenario del mondo della stampa significa anche una diffusa maggiore competenza dei tecnici professionisti in grado di risolvere in poco tempo e in modo definitivo (nel giro di 1 solo intervento) circa il 90% delle problematiche tecniche legate a queste tipologie di stampanti.

Occorre sottolineare, però, che un impiego di modelli inkjet per volumi di stampa medio-bassi e poco intensi garantisce comunque ottime prestazioni di durabilità.

stampante multifunzione inkjet nel corridoio di un ufficio

2.5) Impatto ecologico

Una delle differenze tra stampante laser e inkjet che sarà destinata a rischiotere più attenzione, ma sulla quale c’è anche meno da dire.

Infatti semplicemente il risultato è netto: inkjet batte laser 10 a 0. Sì, perché grazie alla peculiarità della sua tecnologia di stampa, la soluzione a getto d’inchiostro permette di abbattere non solo i costi della bolletta dell’elettricità a fine anno (come abbiamo visto nel punto dei Consumi), ma anche il rumore (sono più silenziose del 23% rispetto alla media dei modelli laser) e la CO2 emessa per il suo utilizzo.

In concreto?

Riprendendo l’esempio visto in precedenza, in una situazione verosimile di utilizzo di una stampante professionale (8 ore lavorative di accensione; utilizzo per 1 ora totale al giorno per 250 giorni di lavoro all’anno), un modello Laser consuma quasi 10 volte più energia (kW – chilowatt) rispetto a un modello Inkjet (stime Epson).

Da parte loro, però, le stampanti laser danno una piccola mano sia all’ambiente, sia al portafogli di uffici e professionisti. Sì, infatti molti modelli permettono l’utilizzo di toner rigenerato. Ovvero, toner della medesima qualità di un originale, ma ricaricato all’interno di una cartuccia già utilizzata.

Risultato: meno sprechi, meno inquinamento di cartucce, meno costi (un toner rigenerato costa molto meno di un originale).

macchie di inchiostro di una cartuccia da stampante su una foglia

2.6) Dimensioni

Che differenze potranno esserci? Ci saranno stampanti a getto d’inchiostro di grande formato così come modelli laser compatte da scrivania”. Se lo stavi pensando hai ragione.

Tuttavia, come visto che per altre differenze, anche in questo caso la differente finalità e contesto di utilizzo delle due tecnologie di stampa determina, in parte, i loro punti forti anche nei termini di dimensioni.

Generalmente, infatti, le stampanti laser sono particolarmente diffuse nei canoni medio-grandi, con cassetti ad alta capacità e per sfornare stampe dal doppio vassoio per carta in formato A4 e A3.

Insomma, modelli destinati a soddisfare le esigenze di un intero ufficio o reparto. E anche se le soluzioni inkjet si stanno adeguando, lanciando sul mercato modelli più “voluminosi“, il loro punto forte sta “nella botte piccola”. Infatti i modelli compatti da scrivania sono decisamente, ancora attualmente, quelli più apprezzati e affidabili per un micro ufficio o singolo utente.

stampante inkjet HP professionale sul tavolo e stampe di foto in alta risoluzione

2.7) Tecnologia di stampa

Partiamo dalle basi. Laser e Inkjet (o “getto d’inchiostro”, per dirla all’italiana) sono due diverse e più popolari tecnologie di stampa per uso professionale (ma non solo).

La tecnologia Laser ha 3 protagonisti nella sua procedura di stampa: tamburo (drum) fotosensibile, laser e toner. Insieme imprimono l’elemento (testo o immagine) da stampare sulla carta sfruttando la forza del calore.

Ecco il procedimento di funzionamento di stampa a laser:

  • Il tamburo viene colpito da una carica elettrostatica di tipo negativo;
  • Entra in gioco il laser, che scansionando la superficie del tamburo e cancellando aree di carica elettrostatica negativa, “disegna” così l’immagine dell’elemento che dovrà essere stampato;
  • È il turno del toner, la cui polvere verrà attratta magneticamente dalle aree di carica elettrostatica negativa disegnate sul tamburo dal laser;
  • La polvere di toner viene quindi trasferita sul foglio di carta, che intanto è stato trascinato dentro la stampante e ora scorre lungo il rullo di spostamento;
  • Avviene la magia: il foglio di carta con la polvere di toner sopra, passa ora sopra un rullo fusore ben scaldato e, grazie al lavoro di un rullo pressore, la polvere di toner si fissa sul foglio grazie alla forza del calore;
  • Il lavoro sporco finale lo fa la lama di pulizia, che ha il compito di pulire il tamburo dal toner residuo e non utilizzato nel processo di fusione;
  • La polvere di toner residua viene spostata all’interno di un serbatoio specifico chiamato vaschetta.

La stampante inkjet sfrutta invece la forza elettrica a freddo di una membrana che ha il compito di ‘gettare’ sul foglio migliaia di gocce d’inchiostro. E lo fa in maniera contemporanea su tutti i pixel presenti su una colonna che compone l’elemento da stampare.

Ecco il procedimento in dettaglio della stampa inkjet:

  • Una speciale membrana viene fatta vibrare grazie a impulsi elettrici;
  • Così facendo arriva ad assorbire, dalle cartucce o serbatoi di colore, minuscole gocce di inchiostro;
  • L’inchiostro viene spruzzato da appositi piccoli ugelli;
  • È il turno delle apposite testine di stampa che, passando avanti e indietro sopra il foglio di carta, vanno a comporre l’immagine da stampare;
  • Per cultura generale, occorre precisare che nei modelli più moderni, avanzati e ad alta velocità la testina rimane ferma e a muoversi è il foglio

Lo so, un po’ complicate queste stampanti vero? Ma almeno così abbiamo messo a nudo la caratteristica peculiare di entrambe e che determinerà le loro ulteriori differenze che vedremo ora.

Per il momento ricordati questo: stampanti Laser = tecnologia “a caldo”stampanti Inkjet = tecnologia “a freddo”.

Quali informazioni chiave puoi trarre da questa prima differenza?

La più importate sicuramente è quella sulla gestione delle cartucce (stampante Inkjet) e del toner (stampante Laser). L’inchiostro contenuto nelle cartucce inkjet, se non adoperate per periodi medio-lunghi (circa 1 o 2 mesi), rischia di seccarsi, portando la stampante a non garantire la massima qualità di stampa o, peggio, di ostruire gli ugelli e di richiedere un’attività di manutenzione specifica.

Una eventualità che non si presenta (se non per periodi molto lunghi di inattività) per il toner di stampanti laser, in quanto caricato all’interno della sua “cartuccia” in forma di polvere. Epson mostra in modo avvincente cosa succede dentro una stampante inkjet durante il processo di stampa.

2.8) Conclusioni

Le differenze tra stampanti Laser e Inkjet, te ne sarai accorto, sono numerose e con sorpassi di una sull’altra (e viceversa) evidenti. Ma in conclusione e sintesi, sono 3 le caratteristiche sulle quali si focalizzano le distinzioni più significative:

  • Prestazioni di stampa: una stampante laser ha caratteristiche adatte al 90% delle esigenze di lavoro in ufficio, offrendo stampe di alto livello su un supporto cartaceo comune. Viceversa, un modello a getto d’inchiostro sa sparare le sue migliori cartucce con un tipo di carta particolare e professionale (e quindi più costosa). Senza dimenticare il suo evidente punto di forza: la stampa di immagini, foto, elementi grafici.
  • Consumi energetici: come già accennato, su questa differenza i modelli Laser non sono in partita rispetto a quelli Inkjet. La tecnologia di stampa ne evidenzia l’evidente minor impatto ambientale, acustico ed energetico. Un successo su tutti i fronti.
  • Ciclo di vita: la tecnologia di stampa è un’arma a doppio taglio e che decreta la maggiore longevità dei modelli Laser. A loro favore anche la maggior praticità che offrono ai famosi (o famigerati) “tecnici” incaricati di sistemare gusti o malfunzionamenti. In concreto? Ti basta pensare che, una volta raggiunto il numero di stampe stimate dalla casa produttrice (in media tra le 450.000 e le 600.000) nell’arco della sua vita (circa 60 mesi), basta sostituire il loro kit iniziale di consumabili (tamburo, drum, nastro, laser, ecc.) per poter rimettersi in pista e sfornare altrettante stampe.

Nonostante queste differenze, i due (al momento) più popolari modelli di stampanti professionali sanno convivere perfettamente. Nessuno dei due, infatti, ci tiene ad iniziare una guerra per la supremazia negli uffici: l’importante è semplicemente individuare il tuo obiettivo specifico di lavoro e quale delle due può centrarlo meglio!

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copertina news smaltimento toner normativa 2020

Smaltimento Toner: cosa dice la normativa?

In oltre 20 anni di dialoghi con clienti e partner, ci è capitato spesso di assistere a “spiacevoli” scoperte. Quelle più frequenti?

Quelle sulle corrette procedure di smaltimento dei toner da parte delle aziende. In particolar modo in merito a:

  • l’esistenza di una normativa specifica a riguardo (stiamo parlando del D.Lgs 152/2006);
  • l’obbligo di seguire una procedura molto stringente: un processo obbligatorio per tutte le imprese, attività professionali e possessori di Partita IVA.

Spesso, infatti, le conversazioni su questo tema, ancora oggi, vanno a finire così:

PTS: «Mi scusi, le posso chiedere come la sua azienda smaltisce i toner che utilizza?».
C: «Ah noi li riconsegnamo a chi ce li fornisce.».
PTS: «Ottimo. Allora vi rilasceranno regolari moduli FIR dell’avvenuto ritiro e recupero.».
C: «Eh no, nessuno ci ha mai consegnato nulla!».
PTS: «Ok. Almeno saranno enti o realtà che avete verificato essere iscritte all’Ambo Gestori Ambientali, con regolari autorizzazioni al ritiro, al trasporto e al recupero. Giusto?».
C: « … ».

Normativa smaltimento toner per le aziende

Le strade, a questo punto, si dividono in due:

  1. chi decide di sfidare la sorte, senza accertarsi di essere conforme alla normativa vigente in materia e senza adeguarsi;
  2. chi decide di prendere in mano la situazione, mettendo al riparo la propria azienda o attività da potenziali rischi.

“Rischi” che possono arrivare a multe che oscillano tra 2.600€ fino a 93.000€. La normativa in materia di smaltimento toner non dà scampo!

Ma c’è una buona notizia!
Se sei arrivato su questa notizia vuol dire che la tua azienda è sulla buona strada: quella di prendere in considerazione il corretto processo di smaltimento delle cartucce da stampa esaurite. Un’attività importante per l’ecosistema e fondamentale per la salvaguardia del proprio business.

Per questo abbiamo preparato un’agile e facile grafica sul corretto processo di smaltimento dei toner per le aziende e su quanto dice la normativa in materia.

La puoi scaricare gratuitamente, salvare, stampare, inviare al tuo responsabile. Insomma: tutto quello che può aiutare la tua azienda o attività a fare una scelta virtuosa!

Hai ancora dubbi sull’argomento? Allora puoi dare uno sguardo alle domande più frequenti sullo smaltimento e recupero toner, così come vuole la normativa vigente.

Oppure, se ti piace andare dritto al punto, puoi scoprire il nostro servizio dedicato al recupero e smaltimento dei rifiuti da stampa: saremmo felici di metterti al riparo da “salate” conseguenze!

Domande frequenti sullo smaltimento toner a norma di Legge

Lungo la carriera di ritiri e di recupero toner, abbiamo radunato i dubbi più frequenti che ci sono stati (e ci vengono) manifestati più spesso.

Hai altri punti interrogativi senza risposta? Noi siamo sempre qui, pronti a darti una mano.

Forse. Ma attenzione.
Perché, come riporta la normativa, sei tu che dovrai “adempiere ad oneri di controllo sui sistemi di autorizzatori dei trasportatori e dei destinatari del rifiuto“.

Tradotto? Devi verificare che chi ritira e chi poi gestirà lo smaltimento/recupero di toner esausti abbiano le autorizzazioni specifiche per farlo:

– autorizzazione al trasporto (specifica per lo specifico codice di rifiuto assegnato ai toner di stampa esauriti);
– autorizzazione al recupero (specifica per lo specifico codice di rifiuto assegnato ai toner di stampa esauriti);
– iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali. Chi ti consegna le cartucce e te le ritira ha tutte queste caratteristiche? Allora tranquillo: sei in una botte di ferro!

Assolutamente NO.
Il D.Lgs 152/06 ex D.Lgs 22/97 definisce i toner usati come Rifiuti Speciali da stampa. Per questo devono essere sottoposti ad un rigoroso processo di smaltimento e di recupero dedicato.

Dipende.
Infatti, come una nostra ricerca e analisi ha messo in luce, quasi il 90% dei rifiuti speciali da stampa viene avviato al recupero. Quindi a processi virtuosi ed eco-sostenibili. Il restante 10% viene avviato a processi di smaltimento non virtuosi: discarica, inceneritore, stoccaggi, interramenti.

È buona prassi, quindi, accertarsi che i propri rifiuti da stampa vengano avviati a processi di riutilizzo, recupero o riciclo, non è solo un atto conforme alla normativa, ma un gesto potente e utile per l’ecosistema.

Purtroppo NO. Non ancora.
Infatti la tua azienda sarà ufficialmente al riparo da multe o sanzioni solo nel momento in cui riceverà la famosa 4° copia del formulario di identificazione dei rifiuti.
Chi te la deve consegnare? Ovviamente l’azienda autorizzata al ritiro, trasporto e smaltimento.

Purtroppo SI.
Per la normativa sei l’utilizzatore delle cartucce. E di conseguenza il “produttore” finale del rifiuto da stampa. A te, quindi, oneri e onori dello smaltimento anche in questa circostanza di contratto di solo noleggio della stampante.

Certo che SI.
In quanto “azienda produttrice” del rifiuto da stampa, completando le procedure di gestione di toner esausti come da normativa puoi fare richiesta (documentazione alla mano) di riduzione percentuale sull’importo della tasse dei rifiuti della tua azienda.
Percentuale di sgravio che varia, ovviamente, da comune a comune.

Toner e cartucce da stampa esauriti, ovviamente.
Sia cartucce di stampanti inkjet, sia toner di stampanti laser.
Ma anche rotoli (ribbon) di inchiostro di stampanti per etichette, per esempio, o nastri di stampa per plotter.
Ma attenzione: l’azienda che effettua il ritiro, trasporto e recupero deve essere in possesso di specifica autorizzazione per lo specifico codice attribuito a questi tipi di rifiuti.
Per esempio? Codice CER 080318, riferito a “toner per stampa esauriti” non pericolosi.

Chi siamo?

PTS srl nasce a Modena nel 1994 dove, a piccoli passi, è diventata un partner a 360 gradi nella fornitura e di Stampanti MultifunzioneMonitor Interattivi (lavagne LIM)Stampanti per Etichette adesive.

Non offriamo niente di “standard”. Per questo realizziamo “soluzioni“: perché ci deve essere tutto il necessario per aiutare a migliorare il lavoro (e la vita in ufficio!) di ogni giorno.

Le nostre Certificazioni e Autorizzazioni allo Smaltimento e Recupero Toner

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immagine anteprima news delle recensioni stampanti multifunzione su Amazon

Stampanti su Amazon: per le aziende è la scelta giusta?

“Non ho bisogno di niente di speciale: su Amazon troverò la cosa giusta e senza costi in più per servizi che non mi servono”.

È una considerazione che, probabilmente, avrai fatto o pensato quando avevi bisogno di un prodotto per la tua azienda o attività commerciale: dai più banali fino a quelli più professionali, come un PC portatile o una stampante, per esempio.

Anche se (in apparenza) la scelta di Amazon è vantaggiosa nell’acquisto di forniture per aziende, studi professionali o attività commerciali, per diversi professionisti invece l’acquisto sul noto ecommerce si è rivelata un incubo.

Può essere, ma Amazon è sicuramente più affidabile e presente per aiutarmi a risolvere ogni difficoltà!”.

Al di là dei miti sul noto e-commerce, nei fatti, quali sono stati i problemi ricorrenti con cui si sono scontrati professionisti e aziende nell’acquisto di stampanti multifunzione su Amazon?

Un’analisi PTS è andata a scavare nelle numerose recensioni pubbliche su Amazon, relative a differenti modelli di stampanti. E anche se il tema è particolarmente scottante a causa delle false recensioni sul noto e-commerce, l’analisi ha portato alla luce i “mal di pancia” più dolorosi emersi nell’esperienza di acquisto.

La ricerca è stata condotta attraverso analisi semantica e testuale delle recensioni analizzando: il “sentimento” espresso e l’argomentazione delle lamentele e problematiche; le categorie di problematiche principali e più ricorrenti (per frequenza). Infine, le recensioni prese in analisi sono sia di tipo “business”, sia di tipo “privato”: entrambe facce di una stessa medaglia che offre, certamente, spunti di riflessione importanti per entrambi i contesti.

1) Stampanti multifunzione e Amazon: il contesto

Le qualità tecniche delle stampanti in circolazione – lo saprai – sono ormai abbastanza uniformidire quale sia “la migliore” è uno sforzo vano, considerando solo le caratteristiche tecniche. La vera differenza, lo diciamo sempre nelle nostre consulenze gratuite, la fanno gli obiettivi specifici di ogni azienda e ufficio.

Infatti, pressoché ogni stampante può garantire standard adeguati e un buon rapporto qualità-prezzo che varia al variare delle esigenze: ottime in termini di velocità, qualità di stampa/scansione e di costi (che siano di acquisto o noleggio, non importa). Ogni stampante ha una o più caratteristiche che la distingue (Wireless, scansione fronte/retro, consumi ridotti, durata del toner, ecc.), ognuna più o meno adeguata per abitudini di stampa diverse (costanti o saltuarie durante l’anno, alte o basse quantità, ecc.).

Scegliere la stampante giusta sembra quindi cosa banale, ma può nascondere diverse insidie. (Ad esempio: conosci la differenza di vantaggi e benefici se acquisti o noleggi una stampante?)

Sono state analizzate 420 recensioni pubblicate su 9 modelli diversi di stampanti multifunzione di marca HP, Brother e Ricoh.

grafico suddivisione punteggi recensioni 4 e 5

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le recensioni con punteggi alti (voti 4 e 5) vengono espresse da circa l’87% degli acquirenti. Significativo (in negativo), se si pensa che di questi circa il 12% ha segnalato uno o più problemi nella soluzione scelta e nell’esperienza di acquisto.

Il restante 13% assegna invece punteggi medio-bassi (3, 2 e 1 stella): di questi uno schiacciante 96% segnala uno o più problemi e “brutte esperienze”.

grafico suddivisione recensioni da 1 a 3

2) I Problemi e l’Analisi

Nonostante le numerose recensioni, l’analisi ha portato alla luce 6 categorie differenti di problematiche e difficoltà lamentate con più frequenza:

  • DIFETTI DI PRODOTTO: difetti di fabbrica; funzionalità non supportate dalla stampante; prestazioni e funzionalità che non soddisfano le esigenze di lavoro e le aspettative
  • INSTALLAZIONE: lunga e difficoltosa; complessa e non accessibile a persone non tecniche; errori e malfunzionamenti dovuti all’installazione fatta amatorialmente; funzionalità non attivate a causa di errori durante l’installazione; troppo complicata e non completata
  • ASSISTENZA: nessun supporto specifico da contattare; nessuna possibilità di riparazione diretta, solo sostituzione; tempi di supporto/risposta delle case produttrici della stampante lunghi e non certi
  • TONER E CARTUCCE: difficoltà nell’installare/usare cartucce diverse da originali; acquisto di nuove cartucce costoso e dispendioso; durata dei toner non rispettata
  • COMPTENZE (formazione): difficoltà nell’uso; comprensione complicata delle funzionalità necessarie della stampante
  • CONSEGNA: tempi non rispettati; difetti all’arrivo e necessario effettuare il reso e nuova spedizione; componenti necessari non inclusi (info errate).

I problemi più gravi lamentati nelle recensioni riguardano

INSTALLAZIONE (26%) ma, soprattutto, TONER E CARTUCCE (34%)

A livello globale – considerando per la totalità delle recensioni e, per ciascuna, sia la prima problematica lamentata sia quella secondaria – la principale casistica di difficoltà riscontrate riguarda l’INSTALLAZIONE (26%) ma, soprattutto, TONER E CARTUCCE (34%).

Tipologie che incidono direttamente su due punti sensibili nel lavoro di aziende e professionisti: i costi di gestione della stampante e i tempi. Infatti si sa, il tempo è denaro.
Per esempio, nella seconda casistica (Toner e Cartucce), immagina di avere appena comprato la tua indispensabile stampante, ma di non sapere che ti verrà fornita con lo “starter-kit” di cartucce, caricate con una quantità di toner inferiore rispetto alla massima capienza (cariche al 20%) e che ti permetterà di realizzare meno stampe rispetto a una cartuccia “piena”. Come reagirai quando arriverai a esaurire l’inchiostro prima di quanto pensassi, restando così senza cartucce di scorta e che dovrai acquistare a prezzi alti? Forse non con un sorriso.

Una prassi, questa, di tutte le case-madri produttrici, che mettono a disposizione stampanti con già installato il kit iniziale a breve durata per accelerare l’esigenza di acquisto di cartucce di riserva.

grafico totale lamentele stampanti acquistate su amazon

Tuttavia – come forse saprai – esistono anche le soluzioni di cartucce più “a buon mercato”, ovviamente. Per esempio, nei casi in cui si opti per l’acquisto di toner compatibili – quindi più economiche ma anche più scadenti e meno eco-sostenibili (non si possono rigenerare né riciclare). Anche in questo caso bisogna essere consapevoli delle differenze tra le tipologie di cartucce, dei loro vantaggi e dei rischi che comportano. Tutte cose da cui (ahinoi) pochi fornitori mettono in guardia.

Un fattore da tenere bene a mente, soprattutto considerando la particolare problematica espressa in alcune recensioni: l’impossibilità (in alcuni modelli di stampanti) di caricare cartucce compatibili o rigenerate, ma solo originali. Una bella spesa, quindi!

Un problema, quello delle cartucce più economiche, che per professionisti e privati andrà sempre più a complicarsi. A suggerirlo il recente annuncio di HP di offrire stampanti a costi ridotti, ma con sistemi criptati che ne permetteranno il funzionamento esclusivamente tramite cartucce originali (quindi più costose).

grafico prima problematica segnalata per l'acquisto stampanti su amazon - punteggi 1 a 3

Per quanto riguarda, invece, difficoltà lamentate per l’INSTALLAZIONE, la questione è semplice: non tutti quelli che comprano una stampante per il proprio ufficio o studio professionale sono tecnici o hanno dimestichezza con informatica e software. E anche quando riescono a completare l’installazione, solo dopo settimane di utilizzo si noterà l’assenza di alcune funzionalità specifiche (per esempio come l’invio via email e salvataggio di un documento scansionato).

Proseguendo, nella classifica delle problematiche seguono quelle di ASSISTENZA (13%) e di CONSEGNA e COMPETENZE (che sommate raggiungono il 19%).

Uno scoglio, quello dell’assistenza tecnica, che per gli acquirenti si traduce nell’impossibilità di avere a disposizione addetti esperti e tempi certi (e brevi!) di risoluzione del guasto. Non l’ideale per chi ha esigenze lavorative.

Rappresentano, infine, casi più soggettivi (rispetto alle aspettative ed esigenze di lavoro) e non direttamente gestibili quelli legati a problemi di PRODOTTO (40%) e quelli già citati di consegna e competenze nell’uso della stampante.

Nei casi legati a problemi di “prodotto”, ricorrono lamentele legate alle prestazioni dello specifico dispositivo, come la velocità di scansione, qualità della stampa, comodità delle sue funzionalità di fronte/retro automatico, ecc.
Più vicini a delusioni, che a veri e propri problemi, dovute a un modello che non soddisfa le esigenze di lavoro, scelto sulla base di autonome ricerche sul web.

grafico seconda problematica segnalata per l'acquisto stampanti su amazon - punteggi 1 a 3

3) Voti alti e bassi: stessi problemi?

I “dolori” espressi nelle recensioni pubblicate cambiano al cambiare del “voto” assegnato alla stampante acquistata. E con differenze evidenti e significative. Quali?

Per i professionisti e acquirenti che hanno assegnato punteggi da 1 a 3, la prima problematica lamentata è relativa al PRODOTTO (41%), ASSISTENZA (19%), INSTALLAZIONE (16%) e solo marginalmente CONSEGNA (8%) e TONER E CARTUCCE (6%).

Un problema – quello del “prodotto” giusto – che è direttamente collegato al secondo e terzo problema in ordine di frequenza (Assistenza e Installazione), segnale che il cattivo “feeling” tra l’acquirente e il prodotto più adeguato si estende anche nelle primissime fasi d’uso del prodotto.

Recensioni che, come accennato più sopra, in 2 casi su 3 lamentano più di un “trauma” nell’esperienza di acquisto: guardando al risultato in modo globale – considerando sia le lamentele più gravisia quelle secondarie – , si assiste a un leggero cambiamento di classifica: con le casistiche TONER E CARTUCCE che segnano un incremento del +14%, mentre INSTALLAZIONE e ASSISTENZA crescono rispettivamente del +9% e del +6%.

grafico suddivisione prima problematica segnalata per l'acquisto stampanti su amazon per punteggi 1 a 3

Cosa ne emerge?

Che per questa fascia di acquirenti la scelta è stata fatta in maniera “amatoriale”, rivelandosi errata per mancanza di informazioni specifiche sul prodotto – che non risponde alle specifiche esigenze e che si è rivelato ostico da configurare in modo adeguato – e sui suoi consumabili relativamente a prezzi e caratteristiche (durata, tipologia di toner e cartuccia corretta).

grafico suddivisione della seconda problematica segnalata per l'acquisto stampanti su amazon per punteggi da 1 a 3

4) Conclusioni

Nessuno (che si sappia!) possiede la sfera di cristallo per vedere nel futuro e fare scelte sicure al 100%. E in questo senso, è altrettanto vera anche un’altra considerazione: non esistono soluzioni sicure al 100%!

Nonostante comunque l’alto rating assegnato alle stampanti acquistate su Amazon, quasi un 25% totale di professionisti ha recensito una o più difficoltà nella sua esperienza di acquisto. Una percentuale significativa considerando la categoria di prodotti a cui fanno riferimento: dispositivi professionali.

Cos’altro emerge? Sicuramente la varietà di categorie di problematiche recensite dagli utenti (7 casistiche) e le grandi differenze tra le difficoltà segnalate da chi ha assegnato punteggi alti (4 e 5) e chi bassi (1-3). Un segnale di una distinzione tra due tipologie di professionisti differenti: quelli con più dimestichezza verso lo strumento, che riescono a scegliere la stampante giusta, ma che lamentano problemi nelle fasi d’uso successive; quelli con meno informazioni, che si scontrano con la dura realtà della scelta accurata del dispositivo più adeguato e che via via devono gestire difficoltà più complesse.

Per questo, quando si deve scegliere la soluzione di stampa per il proprio lavoro, esistono numerosi fattori da tenere in considerazione per non rischiare di fare investimenti errati e che si possano rivelare fallimentari.

Lo diciamo sempre: scegliere consapevoli (con le giuste informazioni), per poter scegliere bene!

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Perché rischiare un acquisto insoddisfacente che fa perdere soldi, tempo e sonno?

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Come gestiscono i rifiuti da stampa le aziende in Emilia Romagna?

Toner e Cartucce smaltiti e riciclati: quanto sono eco-responsabili le aziende in Emilia Romagna?

Nonostante le aziende stampino sempre meno (un calo del valore del 5% nel 2018), il settore delle stampanti in Italia può contare ancora su una spesa di circa 1 miliardo di euro (il 20% del totale degli investimenti nel settore Hardware). Un giro d’affari ancora importante che pone queste tecnologie al centro di un delicato problema ambientale. Proprio le tecnologie hardware, che ciascun ufficio e azienda utilizza ogni giorno, si stima abbiano un impatto devastante in termini di gas serra: arriveranno a toccare, entro il 2020, circa 2,1 gigatoni di emissioni inquinanti, quasi il 4% delle emissioni totali globali (The Shift Project). E se le emissioni e i rifiuti generati dalle apparecchiature elettroniche (RAEE) hanno questa “ingombrante” responsabilità sul nostro ecosistema, occorre interrogarsi sul ruolo giocato dai dispositivi di stampa. In particolare, sui rifiuti prodotti da queste periferiche: i toner e le cartucce esauste. Le aziende come gestiscono questa tipologia di rifiuto? E le modalità attuate di smaltimento che impatto hanno sull’ecosistema? Insomma: virtuosi, o poco virtuosi? Per fornire risposte e spunti a queste domande, il team di PTS ha condotto una breve analisi* sulle modalità di smaltimento e recupero di toner e cartucce esausti in Emilia Romagna.

1) Il contesto 

Nello scenario descritto, toner e cartucce delle stampanti fanno ancora la voce grossa in termini di impatto ambientale. Un argomento da non sottovalutare, soprattutto considerando che contano quasi fino a 700 le tonnellate di rifiuti di toner e cartucce prodotti dalle aziende solo in Emilia Romagna in un solo anno. In generale, infatti, i rifiuti da stampa (ma anche vaschette, fusori, testine della stampante), da normativa nazionale, sono classificati come rifiuti speciali, e quindi non smaltibili o gestibili come un qualsiasi rifiuto urbano. Una normativa sul processo di smaltimento toner che diventata, negli ultimi 20 anni, più stringenti verso la quasi totalità delle aziende e delle attività a Partita IVA, obbligate a rivolgersi a operatori autorizzati. Alcuni degli obblighi: quello di dotarsi di procedure, di contratti di gestione e di documentazione ufficiale (FIR – Formulario Identificazione Rifiuti) che regolarizzino in modo più trasparente la gestione dei rifiuti da stampa.

2) Produzione dei rifiuti speciali: toner e cartucce

Un primo termine di paragone mostra, come accennato, le quantità di toner e cartucce esausti prodotti nel 2015 e 2016 (ultimi dati ufficiali ARPA, con relativi aggiornamenti negli anni successivi).

(grafico1)

Grafico quantità rifiuti toner e cartucce Pericolosi-Non Pericolosi 2015/2016

Ad un rapido sguardo sull’andamento annuale (senza tener conto, per motivi di spazio, le tonnellate di rifiuti importate ed esportate in Emilia Romagna), si può notare:

  • il lieve incremento delle quantità di rifiuti prodotti e registrati (+ 9%)
  • il calo della registrazione di toner come “rifiuti pericolosi” (- 30%)

Un trend che viene, in parte, più evidente guardando ai “luoghi di natalità” di questi rifiuti da stampa: una costellazione di realtà sparse sul territorio e localizzate in tutti i principali comuni e province della regione.

(grafico 2)

Mappa con le aree di produzione di toner/cartucce esauriti in Emilia Romagna

Focalizzando però l’attenzione su livelli di produzione più considerevoli (sopra le 3 tonnellate), nel 2016 (con relativi aggiornamenti recenti) la produzione dei rifiuti di toner e cartucce si concentra su comuni specifici:

  1. Solarolo (RA) (582 tonnellate),
  2. Calderara di Reno (33,4 tonnellate),
  3. Bologna (18 tonnellate),
  4. Parma (13 tonnellate),
  5. Poggio Renatico (12,2 tonnellate),
  6. Pianoro (BO) (8,1 tonnellate),
  7. Caorso (PC) (8,0 tonnellate),
  8. Modena (MO) (5,7 tonnellate),
  9. Borgonovo Val Tidone (PC) (5,3 tonnellate),
  10. Reggio Emilia (RE) (5,1 tonnellate),
  11. Carpi (MO) (4,9 tonnellate)
  12. Cesena (FC) (4,9 tonnellate)
  13. Rimini (4,2 tonnellate).

Mettendo a confronto questo scenario con quello dell’anno precedente, emerge una piccola sorpresa: da un periodo all’altro si registrano drastici cali e impennate delle tonnellate di rifiuti generati, come:

  • Casalecchio di Reno (BO) ► da 463 a 0,59 tonnellate circa
  • Modena (MO) ► da 49,9 a 5,7 tonnellate
  • Solarolo (RA) ► da 0 a 582 tonnellate
  • Calderara di Reno (BO) ► da 0 a 33,4 tonnellate
  • Poggio Renatico (FE) ► da 0 a 12,2 tonnellate
  • Scandiano (RE) ► da 16,8 a 0 tonnellate.

(grafico 3)

Grafico di confronto sul totale tonnellate di toner/cartucce esauriti prodotti in Emilia Romagna nel 2015 e 2016

Cosa ne emerge? Che le attività di produzione dei rifiuti varino e tendano a concentrarsi e spostarsi in poche aree specifiche. Aree che, come vedremo meglio, sono le sedi locali specializzate e preferite per il trattamento di toner e cartucce esausti.

Ma quali sono le modalità preferite di gestione di questi rifiuti sul territorio?

3) Smaltimento dei rifiuti speciali: cosa e come

Come anticipato, lo smaltimento e gestione delle cartucce e dei toner di stampa richiede processi specifici e diversi da quelli di un qualsiasi altro rifiuto urbano.

In breve, le modalità principali registrate sono le seguenti, organizzate in una scala del loro impatto ambientale:

TIPOLOGIA DEL TRATTAMENTO

DESCRIZIONE

IMPATTO AMBIENTALE

CATEGORIA

R4 Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici * Medio-Basso “Recupero”
R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche * Medio-Basso “Recupero”
R13 Messa in riserva: tipologia di stoccaggio di rifiuti espressamente finalizzata al recupero # Neutro “Recupero”
R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a operazioni di recupero specifiche # Neutro “Recupero”
D1 Deposito sul o nel suolo (ad esempio discarica) *** Alto “Smaltimento”
D9 Trattamento fisico-chimico non specificato, che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati in altre procedure (a esempio evaporazione, essicazione, calcinazione, ecc.) ** Medio / Medio-Alto “Smaltimento”
D13 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di smaltimento ai punti “D” ## Non determinabile “Smaltimento”
D14 Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti “D” ## Non determinabile “Smaltimento”
D15 Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti “D”(escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui i rifiuti sono prodotti) ## Non determinabile “Smaltimento”

4) Gestione dei rifiuti da stampa: “ECO” O “NON ECO-SOSTENIBILI”?

A colpo d’occhio, in positivo, le operazioni più adottate per la gestione di questa tipologia di rifiuti dalle aziende in Emilia Romagna è quella della modalità di recupero “R.

(grafico 4)

Grafico sul totale tonnellate smaltite o rigenerate di toner/cartucce in Emilia Romagna

La categoria della “Messa in riserva” (R13) (1.151 tonnellate), è quella più adottata, mentre dal lato delle operazioni di smaltimento (“D”) spicca il “Deposito temporaneo” (D15), con 97 tonnellate.

Entrambe sono, in breve, attività temporanee funzionali a destinare toner e cartucce a successivi trattamenti relativi alla stessa “famiglia” di gestione: “R” e “D”.

Nelle modalità più adottate è importante sottolineare il “Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche” (R5) con più di 700 tonnellate gestite, e quindi la diretta attività tecnica sulla cartuccia da stampa.

L’altra operazione, altamente positiva in termini ecologici, è quella di “Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici” (R4), che segue con 277 tonnellate.

Sono queste, in sostanza, le modalità dirette che consentono di recuperare o addirittura rigenerare le cartucce, per dar loro nuova vita a un prezzo notevolmente inferiore rispetto alle originali. E con un notevole risparmio di CO2 e costi per l’ambiente.

Da un punto di vista geografico, la concentrazione delle attività di recupero dei rifiuti si polarizza attorno a zone specifiche.

(grafico 5)

Grafico sulle modalità di Recupero (R4 e R5) di toner/cartucce in Emilia Romagna

Come visto poco prima, la gestione materiale dei rifiuti da stampa si polarizza in sedi geografiche limitate, autorizzate e iper-specializzate.

(grafico 6)

Grafico sulle modalità di Recupero (R12 e R13) di toner/cartucce in Emilia Romagna

Si assiste a un discorso simile anche per quanto riguarda le modalità “D” di smaltimento di toner/cartucce.

(grafico 7)

Grafico sulle modalità di Smaltimento di toner/cartucce in Emilia Romagna

Una polarizzazione che diventa ancora più interessante mettendo faccia a faccia due valori:

  • il totale delle tonnellate di rifiuti generati nelle zone “più produttive” (grafico 3),
  • il totale delle tonnellate di cartucce e toner gestite negli stessi territori.

(grafico 8)

Grafico sul confronto delle tonnellate di toner/cartucce esauriti prodotti nel 2015 e 2016 in Emilia Romagna

Cosa emerge?
In alcune aree è evidente una disparità tra la quantità di rifiuti di prodotta e la quantità di quella gestita (smaltita o recuperata). Una sorta di “esodo di rifiuti”: dalle zone sede delle aziende “produttrici”, alle aree operative di realtà specializzate al trattamento dei toner/cartucce esauriti.

In particolare:

  • Modena: 5,7 tonnellate prodotte registrate; 21,66 tonnellate rigenerate
  • Solarolo (RA): 582 tonnellate prodotte registrate; 2.198,56 tonnellate rigenerate/smaltite
  • Pianoro (BO): 8,10 tonnellate prodotte registrate; 28,32 tonnellate rigenerate/smaltite
  • Caorso (PC): 8,00 tonnellate prodotte registrate; 22,17 tonnellate rigenerate/smaltite

In questo scenario, queste aree rappresentano veri e propri quartieri generali per il trattamento specializzato di toner e cartucce: a Modena vengono gestiti un +73,6% di rifiuti rispetto a quelli generati, percentuale identica a Solarolo (+73,5%). Mentre a Pianoro si segna un +71,3 e a Caorso un +63,9%.

5) Conclusioni

Nonostante le tonnellate di rifiuti destinati a modalità di trattamento di “Recupero” (2.529,84 tonnellate) siano decisamente superiori rispetto a quelle destinate a “Smaltimento” (180,38 tonnellate), diventa necessario fare in modo che la forbice continui ad assottigliarsi.

L’obiettivo ideale? Rendere il mondo delle cartucce e toner “autosufficiente”, in grado cioè di limitare pressoché a 0 il suo impatto sull’ambiente.

Una seconda considerazione evidenzia, come già accennato, le sedi specifiche di gestione del rifiuto. Un ruolo di primo piano che mette in risalto la specializzazione del trattamento.

(grafico 9)

Grafico sulle modalità gestione rifiuto toner/cartucce in Emilia Romagna

Sono, in particolare, sei le più virtuose destinazioni che garantiscono una gestione eco-sostenibile di toner e cartucce (Solarolo, Modena, Ferrara, Cavriago, Calderara di Reno e Borgonovo Val Tidone (PC)), poiché il 100% dei rifiuti gestiti viene destinato a operazioni “R”, di recupero e riciclo.

Cerchi informazioni senza giri di parole sui vantaggi di un servizio locale di smaltimento e recupero toner per il tuo ufficio?

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