copertina news smaltimento toner normativa 2020

Smaltimento Toner: cosa dice la normativa?

In oltre 20 anni di dialoghi con clienti e partner, ci è capitato spesso di assistere a “spiacevoli” scoperte. Quelle più frequenti?

Quelle sulle corrette procedure di smaltimento dei toner da parte delle aziende. In particolar modo in merito a:

  • l’esistenza di una normativa specifica a riguardo (stiamo parlando del D.Lgs 152/2006);
  • l’obbligo di seguire una procedura molto stringente: un processo obbligatorio per tutte le imprese, attività professionali e possessori di Partita IVA.

Spesso, infatti, le conversazioni su questo tema, ancora oggi, vanno a finire così:

PTS: «Mi scusi, le posso chiedere come la sua azienda smaltisce i toner che utilizza?».
C: «Ah noi li riconsegnamo a chi ce li fornisce.».
PTS: «Ottimo. Allora vi rilasceranno regolari moduli FIR dell’avvenuto ritiro e recupero.».
C: «Eh no, nessuno ci ha mai consegnato nulla!».
PTS: «Ok. Almeno saranno enti o realtà che avete verificato essere iscritte all’Ambo Gestori Ambientali, con regolari autorizzazioni al ritiro, al trasporto e al recupero. Giusto?».
C: « … ».

Normativa smaltimento toner per le aziende

Le strade, a questo punto, si dividono in due:

  1. chi decide di sfidare la sorte, senza accertarsi di essere conforme alla normativa vigente in materia e senza adeguarsi;
  2. chi decide di prendere in mano la situazione, mettendo al riparo la propria azienda o attività da potenziali rischi.

“Rischi” che possono arrivare a multe che oscillano tra 2.600€ fino a 93.000€. La normativa in materia di smaltimento toner non dà scampo!

Ma c’è una buona notizia!
Se sei arrivato su questa notizia vuol dire che la tua azienda è sulla buona strada: quella di prendere in considerazione il corretto processo di smaltimento delle cartucce da stampa esaurite. Un’attività importante per l’ecosistema e fondamentale per la salvaguardia del proprio business.

Per questo abbiamo preparato un’agile e facile grafica sul corretto processo di smaltimento dei toner per le aziende e su quanto dice la normativa in materia.

La puoi scaricare gratuitamente, salvare, stampare, inviare al tuo responsabile. Insomma: tutto quello che può aiutare la tua azienda o attività a fare una scelta virtuosa!

Hai ancora dubbi sull’argomento? Allora puoi dare uno sguardo alle domande più frequenti sullo smaltimento e recupero toner, così come vuole la normativa vigente.

Oppure, se ti piace andare dritto al punto, puoi scoprire il nostro servizio dedicato al recupero e smaltimento dei rifiuti da stampa: saremmo felici di metterti al riparo da “salate” conseguenze!

Domande frequenti sullo smaltimento toner a norma di Legge

Lungo la carriera di ritiri e di recupero toner, abbiamo radunato i dubbi più frequenti che ci sono stati (e ci vengono) manifestati più spesso.

Hai altri punti interrogativi senza risposta? Noi siamo sempre qui, pronti a darti una mano.

Forse. Ma attenzione.
Perché, come riporta la normativa, sei tu che dovrai “adempiere ad oneri di controllo sui sistemi di autorizzatori dei trasportatori e dei destinatari del rifiuto“.

Tradotto? Devi verificare che chi ritira e chi poi gestirà lo smaltimento/recupero di toner esausti abbiano le autorizzazioni specifiche per farlo:

– autorizzazione al trasporto (specifica per lo specifico codice di rifiuto assegnato ai toner di stampa esauriti);
– autorizzazione al recupero (specifica per lo specifico codice di rifiuto assegnato ai toner di stampa esauriti);
– iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali. Chi ti consegna le cartucce e te le ritira ha tutte queste caratteristiche? Allora tranquillo: sei in una botte di ferro!

Assolutamente NO.
Il D.Lgs 152/06 ex D.Lgs 22/97 definisce i toner usati come Rifiuti Speciali da stampa. Per questo devono essere sottoposti ad un rigoroso processo di smaltimento e di recupero dedicato.

Dipende.
Infatti, come una nostra ricerca e analisi ha messo in luce, quasi il 90% dei rifiuti speciali da stampa viene avviato al recupero. Quindi a processi virtuosi ed eco-sostenibili. Il restante 10% viene avviato a processi di smaltimento non virtuosi: discarica, inceneritore, stoccaggi, interramenti.

È buona prassi, quindi, accertarsi che i propri rifiuti da stampa vengano avviati a processi di riutilizzo, recupero o riciclo, non è solo un atto conforme alla normativa, ma un gesto potente e utile per l’ecosistema.

Purtroppo NO. Non ancora.
Infatti la tua azienda sarà ufficialmente al riparo da multe o sanzioni solo nel momento in cui riceverà la famosa 4° copia del formulario di identificazione dei rifiuti.
Chi te la deve consegnare? Ovviamente l’azienda autorizzata al ritiro, trasporto e smaltimento.

Purtroppo SI.
Per la normativa sei l’utilizzatore delle cartucce. E di conseguenza il “produttore” finale del rifiuto da stampa. A te, quindi, oneri e onori dello smaltimento anche in questa circostanza di contratto di solo noleggio della stampante.

Certo che SI.
In quanto “azienda produttrice” del rifiuto da stampa, completando le procedure di gestione di toner esausti come da normativa puoi fare richiesta (documentazione alla mano) di riduzione percentuale sull’importo della tasse dei rifiuti della tua azienda.
Percentuale di sgravio che varia, ovviamente, da comune a comune.

Toner e cartucce da stampa esauriti, ovviamente.
Sia cartucce di stampanti inkjet, sia toner di stampanti laser.
Ma anche rotoli (ribbon) di inchiostro di stampanti per etichette, per esempio, o nastri di stampa per plotter.
Ma attenzione: l’azienda che effettua il ritiro, trasporto e recupero deve essere in possesso di specifica autorizzazione per lo specifico codice attribuito a questi tipi di rifiuti.
Per esempio? Codice CER 080318, riferito a “toner per stampa esauriti” non pericolosi.

Chi siamo?

PTS srl nasce a Modena nel 1994 dove, a piccoli passi, è diventata un partner a 360 gradi nella fornitura e di Stampanti MultifunzioneMonitor Interattivi (lavagne LIM)Stampanti per Etichette adesive.

Non offriamo niente di “standard”. Per questo realizziamo “soluzioni“: perché ci deve essere tutto il necessario per aiutare a migliorare il lavoro (e la vita in ufficio!) di ogni giorno.

Le nostre Certificazioni e Autorizzazioni allo Smaltimento e Recupero Toner

Certificazioni e Autorizzazioni allo Smaltimento e Recupero Toner

Cosa dicono di noi?

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Come gestiscono i rifiuti da stampa le aziende in Emilia Romagna?

Toner e Cartucce smaltiti e riciclati: quanto sono eco-responsabili le aziende in Emilia Romagna?

Nonostante le aziende stampino sempre meno (un calo del valore del 5% nel 2018), il settore delle stampanti in Italia può contare ancora su una spesa di circa 1 miliardo di euro (il 20% del totale degli investimenti nel settore Hardware). Un giro d’affari ancora importante che pone queste tecnologie al centro di un delicato problema ambientale. Proprio le tecnologie hardware, che ciascun ufficio e azienda utilizza ogni giorno, si stima abbiano un impatto devastante in termini di gas serra: arriveranno a toccare, entro il 2020, circa 2,1 gigatoni di emissioni inquinanti, quasi il 4% delle emissioni totali globali (The Shift Project). E se le emissioni e i rifiuti generati dalle apparecchiature elettroniche (RAEE) hanno questa “ingombrante” responsabilità sul nostro ecosistema, occorre interrogarsi sul ruolo giocato dai dispositivi di stampa. In particolare, sui rifiuti prodotti da queste periferiche: i toner e le cartucce esauste. Le aziende come gestiscono questa tipologia di rifiuto? E le modalità attuate di smaltimento che impatto hanno sull’ecosistema? Insomma: virtuosi, o poco virtuosi? Per fornire risposte e spunti a queste domande, il team di PTS ha condotto una breve analisi* sulle modalità di smaltimento e recupero di toner e cartucce esausti in Emilia Romagna.

1) Il contesto 

Nello scenario descritto, toner e cartucce delle stampanti fanno ancora la voce grossa in termini di impatto ambientale. Un argomento da non sottovalutare, soprattutto considerando che contano quasi fino a 700 le tonnellate di rifiuti di toner e cartucce prodotti dalle aziende solo in Emilia Romagna in un solo anno. In generale, infatti, i rifiuti da stampa (ma anche vaschette, fusori, testine della stampante), da normativa nazionale, sono classificati come rifiuti speciali, e quindi non smaltibili o gestibili come un qualsiasi rifiuto urbano. Una normativa sul processo di smaltimento toner che diventata, negli ultimi 20 anni, più stringenti verso la quasi totalità delle aziende e delle attività a Partita IVA, obbligate a rivolgersi a operatori autorizzati. Alcuni degli obblighi: quello di dotarsi di procedure, di contratti di gestione e di documentazione ufficiale (FIR – Formulario Identificazione Rifiuti) che regolarizzino in modo più trasparente la gestione dei rifiuti da stampa.

2) Produzione dei rifiuti speciali: toner e cartucce

Un primo termine di paragone mostra, come accennato, le quantità di toner e cartucce esausti prodotti nel 2015 e 2016 (ultimi dati ufficiali ARPA, con relativi aggiornamenti negli anni successivi).

(grafico1)

Grafico quantità rifiuti toner e cartucce Pericolosi-Non Pericolosi 2015/2016

Ad un rapido sguardo sull’andamento annuale (senza tener conto, per motivi di spazio, le tonnellate di rifiuti importate ed esportate in Emilia Romagna), si può notare:

  • il lieve incremento delle quantità di rifiuti prodotti e registrati (+ 9%)
  • il calo della registrazione di toner come “rifiuti pericolosi” (- 30%)

Un trend che viene, in parte, più evidente guardando ai “luoghi di natalità” di questi rifiuti da stampa: una costellazione di realtà sparse sul territorio e localizzate in tutti i principali comuni e province della regione.

(grafico 2)

Mappa con le aree di produzione di toner/cartucce esauriti in Emilia Romagna

Focalizzando però l’attenzione su livelli di produzione più considerevoli (sopra le 3 tonnellate), nel 2016 (con relativi aggiornamenti recenti) la produzione dei rifiuti di toner e cartucce si concentra su comuni specifici:

  1. Solarolo (RA) (582 tonnellate),
  2. Calderara di Reno (33,4 tonnellate),
  3. Bologna (18 tonnellate),
  4. Parma (13 tonnellate),
  5. Poggio Renatico (12,2 tonnellate),
  6. Pianoro (BO) (8,1 tonnellate),
  7. Caorso (PC) (8,0 tonnellate),
  8. Modena (MO) (5,7 tonnellate),
  9. Borgonovo Val Tidone (PC) (5,3 tonnellate),
  10. Reggio Emilia (RE) (5,1 tonnellate),
  11. Carpi (MO) (4,9 tonnellate)
  12. Cesena (FC) (4,9 tonnellate)
  13. Rimini (4,2 tonnellate).

Mettendo a confronto questo scenario con quello dell’anno precedente, emerge una piccola sorpresa: da un periodo all’altro si registrano drastici cali e impennate delle tonnellate di rifiuti generati, come:

  • Casalecchio di Reno (BO) ► da 463 a 0,59 tonnellate circa
  • Modena (MO) ► da 49,9 a 5,7 tonnellate
  • Solarolo (RA) ► da 0 a 582 tonnellate
  • Calderara di Reno (BO) ► da 0 a 33,4 tonnellate
  • Poggio Renatico (FE) ► da 0 a 12,2 tonnellate
  • Scandiano (RE) ► da 16,8 a 0 tonnellate.

(grafico 3)

Grafico di confronto sul totale tonnellate di toner/cartucce esauriti prodotti in Emilia Romagna nel 2015 e 2016

Cosa ne emerge? Che le attività di produzione dei rifiuti varino e tendano a concentrarsi e spostarsi in poche aree specifiche. Aree che, come vedremo meglio, sono le sedi locali specializzate e preferite per il trattamento di toner e cartucce esausti.

Ma quali sono le modalità preferite di gestione di questi rifiuti sul territorio?

3) Smaltimento dei rifiuti speciali: cosa e come

Come anticipato, lo smaltimento e gestione delle cartucce e dei toner di stampa richiede processi specifici e diversi da quelli di un qualsiasi altro rifiuto urbano.

In breve, le modalità principali registrate sono le seguenti, organizzate in una scala del loro impatto ambientale:

TIPOLOGIA DEL TRATTAMENTO

DESCRIZIONE

IMPATTO AMBIENTALE

CATEGORIA

R4 Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici * Medio-Basso “Recupero”
R5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche * Medio-Basso “Recupero”
R13 Messa in riserva: tipologia di stoccaggio di rifiuti espressamente finalizzata al recupero # Neutro “Recupero”
R12 Scambio di rifiuti per sottoporli a operazioni di recupero specifiche # Neutro “Recupero”
D1 Deposito sul o nel suolo (ad esempio discarica) *** Alto “Smaltimento”
D9 Trattamento fisico-chimico non specificato, che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati in altre procedure (a esempio evaporazione, essicazione, calcinazione, ecc.) ** Medio / Medio-Alto “Smaltimento”
D13 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di smaltimento ai punti “D” ## Non determinabile “Smaltimento”
D14 Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti “D” ## Non determinabile “Smaltimento”
D15 Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti “D”(escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui i rifiuti sono prodotti) ## Non determinabile “Smaltimento”

4) Gestione dei rifiuti da stampa: “ECO” O “NON ECO-SOSTENIBILI”?

A colpo d’occhio, in positivo, le operazioni più adottate per la gestione di questa tipologia di rifiuti dalle aziende in Emilia Romagna è quella della modalità di recupero “R.

(grafico 4)

Grafico sul totale tonnellate smaltite o rigenerate di toner/cartucce in Emilia Romagna

La categoria della “Messa in riserva” (R13) (1.151 tonnellate), è quella più adottata, mentre dal lato delle operazioni di smaltimento (“D”) spicca il “Deposito temporaneo” (D15), con 97 tonnellate.

Entrambe sono, in breve, attività temporanee funzionali a destinare toner e cartucce a successivi trattamenti relativi alla stessa “famiglia” di gestione: “R” e “D”.

Nelle modalità più adottate è importante sottolineare il “Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche” (R5) con più di 700 tonnellate gestite, e quindi la diretta attività tecnica sulla cartuccia da stampa.

L’altra operazione, altamente positiva in termini ecologici, è quella di “Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici” (R4), che segue con 277 tonnellate.

Sono queste, in sostanza, le modalità dirette che consentono di recuperare o addirittura rigenerare le cartucce, per dar loro nuova vita a un prezzo notevolmente inferiore rispetto alle originali. E con un notevole risparmio di CO2 e costi per l’ambiente.

Da un punto di vista geografico, la concentrazione delle attività di recupero dei rifiuti si polarizza attorno a zone specifiche.

(grafico 5)

Grafico sulle modalità di Recupero (R4 e R5) di toner/cartucce in Emilia Romagna

Come visto poco prima, la gestione materiale dei rifiuti da stampa si polarizza in sedi geografiche limitate, autorizzate e iper-specializzate.

(grafico 6)

Grafico sulle modalità di Recupero (R12 e R13) di toner/cartucce in Emilia Romagna

Si assiste a un discorso simile anche per quanto riguarda le modalità “D” di smaltimento di toner/cartucce.

(grafico 7)

Grafico sulle modalità di Smaltimento di toner/cartucce in Emilia Romagna

Una polarizzazione che diventa ancora più interessante mettendo faccia a faccia due valori:

  • il totale delle tonnellate di rifiuti generati nelle zone “più produttive” (grafico 3),
  • il totale delle tonnellate di cartucce e toner gestite negli stessi territori.

(grafico 8)

Grafico sul confronto delle tonnellate di toner/cartucce esauriti prodotti nel 2015 e 2016 in Emilia Romagna

Cosa emerge?
In alcune aree è evidente una disparità tra la quantità di rifiuti di prodotta e la quantità di quella gestita (smaltita o recuperata). Una sorta di “esodo di rifiuti”: dalle zone sede delle aziende “produttrici”, alle aree operative di realtà specializzate al trattamento dei toner/cartucce esauriti.

In particolare:

  • Modena: 5,7 tonnellate prodotte registrate; 21,66 tonnellate rigenerate
  • Solarolo (RA): 582 tonnellate prodotte registrate; 2.198,56 tonnellate rigenerate/smaltite
  • Pianoro (BO): 8,10 tonnellate prodotte registrate; 28,32 tonnellate rigenerate/smaltite
  • Caorso (PC): 8,00 tonnellate prodotte registrate; 22,17 tonnellate rigenerate/smaltite

In questo scenario, queste aree rappresentano veri e propri quartieri generali per il trattamento specializzato di toner e cartucce: a Modena vengono gestiti un +73,6% di rifiuti rispetto a quelli generati, percentuale identica a Solarolo (+73,5%). Mentre a Pianoro si segna un +71,3 e a Caorso un +63,9%.

5) Conclusioni

Nonostante le tonnellate di rifiuti destinati a modalità di trattamento di “Recupero” (2.529,84 tonnellate) siano decisamente superiori rispetto a quelle destinate a “Smaltimento” (180,38 tonnellate), diventa necessario fare in modo che la forbice continui ad assottigliarsi.

L’obiettivo ideale? Rendere il mondo delle cartucce e toner “autosufficiente”, in grado cioè di limitare pressoché a 0 il suo impatto sull’ambiente.

Una seconda considerazione evidenzia, come già accennato, le sedi specifiche di gestione del rifiuto. Un ruolo di primo piano che mette in risalto la specializzazione del trattamento.

(grafico 9)

Grafico sulle modalità gestione rifiuto toner/cartucce in Emilia Romagna

Sono, in particolare, sei le più virtuose destinazioni che garantiscono una gestione eco-sostenibile di toner e cartucce (Solarolo, Modena, Ferrara, Cavriago, Calderara di Reno e Borgonovo Val Tidone (PC)), poiché il 100% dei rifiuti gestiti viene destinato a operazioni “R”, di recupero e riciclo.

Cerchi informazioni senza giri di parole sui vantaggi di un servizio locale di smaltimento e recupero toner per il tuo ufficio?

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