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Toner e Cartucce smaltiti e riciclati: quanto sono eco-responsabili le aziende in Emilia Romagna?

toner smaltiti cosa fanno le aziende in Emilia Romagna per lo smaltimento dei rifiuti speciali

Gli ultimi due anni hanno portato le aziende a fare i conti con le proprie infrastrutture IT, non sempre adeguate all’operatività smart richiesta in periodo pandemico. Stando all’Assintel Report 2021, nei prossimi mesi le aziende focalizzeranno gli investimenti ICT nel potenziamento delle soluzioni di collaborazione e nella distribuzione di computer e stampanti.

Ed è qui che ci soffermiamo: la spesa IT delle aziende italiane nel 2021 ha raggiunto i 28,6 miliardi di euro, registrando una crescita del 6,8% rispetto al 2020. A guidare questa crescita sono stati soprattutto gli investimenti in PC e stampanti, in netta controtendenza rispetto agli ultimi anni. Il settore delle stampanti in Italia contava una spesa di circa 1 miliardo di euro (il 20% del totale degli investimenti nel settore Hardware, stando all’Assintel Report 2019.

Un giro d’affari ancora importante che pone queste tecnologie al centro di un delicato problema ambientale. Proprio le tecnologie hardware, che ciascun ufficio e azienda utilizza ogni giorno, si stima abbiano un impatto devastante in termini di gas serra: se nel 2008 l’ICT ha contribuito per il 2% delle emissioni globali di CO2, nei 10 anni successivi questo valore è triplicato e si stima che entro il 2040 toccherà il 14%. Si pensi che il settore  dei trasporti, stabile nel tempo, impatta per il 20% (fonte: Agenda Digitale). Di fatto l’intero settore ICT consuma il 7% circa dell’energia globale.

E se le emissioni e i rifiuti generati dalle apparecchiature elettroniche (RAEE) hanno questa “ingombrante” responsabilità sul nostro ecosistema, occorre interrogarsi sul ruolo giocato dai dispositivi di stampa. In particolare, sui rifiuti prodotti da queste periferiche: i toner e le cartucce esauste. Le aziende come gestiscono questa tipologia di rifiuto? E le modalità attuate di smaltimento che impatto hanno sull’ecosistema? Insomma: virtuosi, o poco virtuosi? Per fornire risposte e spunti a queste domande, il team di PTS ha condotto una breve analisi* sulle modalità di smaltimento e recupero di toner e cartucce esausti in Emilia Romagna.

1) Il contesto 

Nello scenario descritto, toner e cartucce delle stampanti fanno ancora la voce grossa in termini di impatto ambientaleUn argomento da non sottovalutare, soprattutto considerando che contano quasi fino a 700 le tonnellate di rifiuti di toner e cartucce prodotti dalle aziende solo in Emilia Romagna in un solo anno. In generale, infatti, i rifiuti da stampa (ma anche vaschette, fusori, testine della stampante), da normativa nazionale, sono classificati come rifiuti speciali, e quindi non smaltibili o gestibili come un qualsiasi rifiuto urbano. Una normativa sul processo di smaltimento toner che diventata, negli ultimi 20 anni, più stringenti verso la quasi totalità delle aziende e delle attività a Partita IVA, obbligate a rivolgersi a operatori autorizzati. Alcuni degli obblighi: quello di dotarsi di procedure, di contratti di gestione e di documentazione ufficiale (FIR – Formulario Identificazione Rifiuti) che regolarizzino in modo più trasparente la gestione dei rifiuti da stampa. Scopri in questa nostra guida se sei in regola con il recupero toner e con lo smaltimento RAEE.

2) Produzione dei rifiuti speciali: toner e cartucce

Un primo termine di paragone mostra, come accennato, le quantità di toner e cartucce esausti prodotti nel 2015 e 2016 (ultimi dati ufficiali ARPA, con relativi aggiornamenti negli anni successivi).

Grafico quantità rifiuti toner e cartucce Pericolosi-Non Pericolosi 2015/2016

Grafico 1

Ad un rapido sguardo sull’andamento annuale (senza tener conto, per motivi di spazio, le tonnellate di rifiuti importate ed esportate in Emilia Romagna), si può notare:

  • il lieve incremento delle quantità di rifiuti prodotti e registrati (+ 9%)
  • il calo della registrazione di toner come “rifiuti pericolosi” (- 30%)

Un trend che viene, in parte, più evidente guardando ai “luoghi di natalità” di questi rifiuti da stampa: una costellazione di realtà sparse sul territorio e localizzate in tutti i principali comuni e province della regione.

Toner smaltiti - Mappa con le aree di produzione di toner/cartucce esauriti in Emilia Romagna

Focalizzando però l’attenzione su livelli di produzione più considerevoli (sopra le 3 tonnellate), nel 2016 (con relativi aggiornamenti recenti) la produzione dei rifiuti di toner e cartucce si concentra su comuni specifici:

  1. Solarolo (RA) (582 tonnellate),
  2. Calderara di Reno (33,4 tonnellate),
  3. Bologna (18 tonnellate),
  4. Parma (13 tonnellate),
  5. Poggio Renatico (12,2 tonnellate),
  6. Pianoro (BO) (8,1 tonnellate),
  7. Caorso (PC) (8,0 tonnellate),
  8. Modena (MO) (5,7 tonnellate),
  9. Borgonovo Val Tidone (PC) (5,3 tonnellate),
  10. Reggio Emilia (RE) (5,1 tonnellate),
  11. Carpi (MO) (4,9 tonnellate)
  12. Cesena (FC) (4,9 tonnellate)
  13. Rimini (4,2 tonnellate).

Mettendo a confronto questo scenario con quello dell’anno precedente, emerge una piccola sorpresa: da un periodo all’altro si registrano drastici cali e impennate delle tonnellate di rifiuti generati, come:

  • Casalecchio di Reno (BO) ► da 463 a 0,59 tonnellate circa
  • Modena (MO) ► da 49,9 a 5,7 tonnellate
  • Solarolo (RA) ► da 0 a 582 tonnellate
  • Calderara di Reno (BO) ► da 0 a 33,4 tonnellate
  • Poggio Renatico (FE) ► da 0 a 12,2 tonnellate
  • Scandiano (RE) ► da 16,8 a 0 tonnellate.
Toner smaltiti - Grafico di confronto sul totale tonnellate di toner/cartucce esauriti prodotti in Emilia Romagna nel 2015 e 2016

Cosa ne emerge? Che le attività di produzione dei rifiuti varino e tendano a concentrarsi e spostarsi in poche aree specifiche. Aree che, come vedremo meglio, sono le sedi locali specializzate e preferite per il trattamento di toner e cartucce esausti.

Ma quali sono le modalità preferite di gestione di questi rifiuti sul territorio?

3) Smaltimento dei rifiuti speciali: cosa e come

Come anticipato, lo smaltimento e gestione delle cartucce e dei toner di stampa richiede processi specifici e diversi da quelli di un qualsiasi altro rifiuto urbano.

In breve, le modalità principali registrate sono le seguenti, organizzate in una scala del loro impatto ambientale:

TIPOLOGIA DEL TRATTAMENTODESCRIZIONEIMPATTO AMBIENTALECATEGORIA
R4Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici* Medio-BassoRecupero
R5Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche* Medio-BassoRecupero
R13Messa in riserva: tipologia di stoccaggio di rifiuti espressamente finalizzata al recupero# NeutroRecupero
R12Scambio di rifiuti per sottoporli a operazioni di recupero specifiche# NeutroRecupero
D1Deposito sul o nel suolo (ad esempio discarica)*** AltoSmaltimento
D9Trattamento fisico-chimico non specificato, che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti elencati in altre procedure (a esempio evaporazione, essicazione, calcinazione, ecc.)** Medio / Medio-AltoSmaltimento
D13Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni di smaltimento ai punti “D”## Non determinabileSmaltimento
D14Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti “D”## Non determinabileSmaltimento
D15Deposito preliminare prima di una delle operazioni di cui ai punti “D”(escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui i rifiuti sono prodotti)## Non determinabileSmaltimento

4) Gestione dei rifiuti da stampa: “ECO” O “NON ECO-SOSTENIBILI”?

A colpo d’occhio, in positivo, le operazioni più adottate per la gestione di questa tipologia di rifiuti dalle aziende in Emilia Romagna è quella della modalità di recupero “R.

Toner smaltiti - Grafico sul totale tonnellate smaltite o rigenerate di toner/cartucce in Emilia Romagna

La categoria della “Messa in riserva” (R13) (1.151 tonnellate), è quella più adottata, mentre dal lato delle operazioni di smaltimento (“D”) spicca il “Deposito temporaneo” (D15), con 97 tonnellate.

Entrambe sono, in breve, attività temporanee funzionali a destinare toner e cartucce a successivi trattamenti relativi alla stessa “famiglia” di gestione: “R” e “D”.

Nelle modalità più adottate è importante sottolineare il “Riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche” (R5) con più di 700 tonnellate gestite, e quindi la diretta attività tecnica sulla cartuccia da stampa.

L’altra operazione, altamente positiva in termini ecologici, è quella di “Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici” (R4), che segue con 277 tonnellate.

Sono queste, in sostanza, le modalità dirette che consentono di recuperare o addirittura rigenerare le cartucce, per dar loro nuova vita a un prezzo notevolmente inferiore rispetto alle originali. E con un notevole risparmio di CO2 e costi per l’ambiente.

Da un punto di vista geografico, la concentrazione delle attività di recupero dei rifiuti si polarizza attorno a zone specifiche.

Toner smaltiti - Grafico sulle modalità di Recupero (R4 e R5) di toner/cartucce in Emilia Romagna

Come visto poco prima, la gestione materiale dei rifiuti da stampa si polarizza in sedi geografiche limitate, autorizzate e iper-specializzate.

Toner smaltiti - Grafico sulle modalità di Recupero (R12 e R13) di toner/cartucce in Emilia Romagna

Si assiste a un discorso simile anche per quanto riguarda le modalità “D” di smaltimento di toner/cartucce.

Toner smaltiti - Grafico sulle modalità di Smaltimento di toner/cartucce in Emilia Romagna

Una polarizzazione che diventa ancora più interessante mettendo faccia a faccia due valori:

  • il totale delle tonnellate di rifiuti generati nelle zone “più produttive” (grafico 3),
  • il totale delle tonnellate di cartucce e toner gestite negli stessi territori.
Toner smaltiti - Grafico sul confronto delle tonnellate di toner/cartucce esauriti prodotti nel 2015 e 2016 in Emilia Romagna

Cosa emerge?
In alcune aree è evidente una disparità tra la quantità di rifiuti di prodotta e la quantità di quella gestita (smaltita o recuperata). Una sorta di “esodo di rifiuti”: dalle zone sede delle aziende “produttrici”, alle aree operative di realtà specializzate al trattamento dei toner/cartucce esauriti.

In particolare:

  • Modena: 5,7 tonnellate prodotte registrate; 21,66 tonnellate rigenerate
  • Solarolo (RA): 582 tonnellate prodotte registrate; 2.198,56 tonnellate rigenerate/smaltite
  • Pianoro (BO): 8,10 tonnellate prodotte registrate; 28,32 tonnellate rigenerate/smaltite
  • Caorso (PC): 8,00 tonnellate prodotte registrate; 22,17 tonnellate rigenerate/smaltite

In questo scenario, queste aree rappresentano veri e propri quartieri generali per il trattamento specializzato di toner e cartucce: a Modena vengono gestiti un +73,6% di rifiuti rispetto a quelli generati, percentuale identica a Solarolo (+73,5%). Mentre a Pianoro si segna un +71,3 e a Caorso un +63,9%.

5) Conclusioni

Nonostante le tonnellate di rifiuti destinati a modalità di trattamento di “Recupero” (2.529,84 tonnellate) siano decisamente superiori rispetto a quelle destinate a “Smaltimento” (180,38 tonnellate), diventa necessario fare in modo che la forbice continui ad assottigliarsi.

L’obiettivo ideale? Rendere il mondo delle cartucce e toner “autosufficiente”, in grado cioè di limitare pressoché a 0 il suo impatto sull’ambiente.

Una seconda considerazione evidenzia, come già accennato, le sedi specifiche di gestione del rifiuto. Un ruolo di primo piano che mette in risalto la specializzazione del trattamento.

(grafico 9)

Toner smaltiti - Grafico sulle modalità gestione rifiuto toner/cartucce in Emilia Romagna

Sono, in particolare, sei le più virtuose destinazioni che garantiscono una gestione eco-sostenibile di toner e cartucce (Solarolo, Modena, Ferrara, Cavriago, Calderara di Reno e Borgonovo Val Tidone (PC)), poiché il 100% dei rifiuti gestiti viene destinato a operazioni “R”, di recupero e riciclo.

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